Porto di Pozzuoli, oggi tutti dal Prefetto
La richiesta di chiarimenti della New Atec sulla sorte dei collegamenti merci trova una prima risposta istituzionale. Alle 12 riunione in Prefettura con Regione Campania, Comune di Pozzuoli, autorità marittime di Pozzuoli, Ischia e Procida e associazione degli autotrasportatori

La situazione del porto di Pozzuoli e soprattutto il futuro dei collegamenti merci con le isole tornano sul tavolo della Prefettura di Napoli. Dopo la richiesta di chiarimenti avanzata dalla New Atec attraverso l’avvocato Raffaele Bernardo, arriva infatti la convocazione di un nuovo incontro istituzionale per fare il punto sulle limitazioni imposte ai mezzi pesanti e, soprattutto, sui tempi necessari per riportare la viabilità alle condizioni ordinarie. La riunione è stata fissata per oggi, martedì 15 settembre, alle ore 12 presso la Prefettura di Napoli, con possibilità di partecipare anche in videoconferenza. La convocazione è stata indirizzata alla Regione Campania – Direzione Generale Mobilità, al Comune di Pozzuoli, all’Ufficio Circondariale Marittimo di Pozzuoli, all’Ufficio Circondariale Marittimo di Ischia, all’Ufficio Circondariale Marittimo di Procida e alla New Atec. Un tavolo allargato, dunque, a tutti i principali soggetti coinvolti nelle conseguenze dell’ordinanza numero 439 adottata il 14 agosto dal sindaco di Pozzuoli. Il provvedimento, adottato nel quadro della crisi bradisismica e dopo lo sciame sismico del 31 luglio, ha vietato dal 17 agosto il transito dei veicoli con massa superiore alle 3,5 tonnellate e lunghezza oltre gli otto metri lungo una serie di strade funzionali al collegamento con l’area portuale. Alla base delle restrizioni la necessità di effettuare verifiche e interventi di messa in sicurezza su fabbricati considerati potenzialmente pericolosi, in particolare lungo via Nicola Fasano e via Roma.
Al centro del confronto lo stato dei lavori di messa in sicurezza, i tempi per il ripristino della viabilità e il futuro del transito dei mezzi pesanti verso lo scalo flegreo
Una situazione che nelle ultime settimane ha avuto pesanti riflessi sull’autotrasporto da e per Ischia. Parte delle corse merci è stata dirottata sul porto di Napoli, con conseguenze logistiche ed economiche per gli operatori, mentre sono state individuate soluzioni emergenziali per cercare di garantire la continuità degli approvvigionamenti. Proprio l’avvicinarsi della data del 19 settembre ha spinto la New Atec a chiedere risposte precise. Nella nota dell’11 settembre, indirizzata alla Prefettura e al Comune di Pozzuoli, l’associazione, attraverso l’avvocato Bernardo, ha sottolineato la necessità di conoscere a che punto siano gli interventi che hanno determinato l’adozione delle limitazioni. Il divieto, infatti, è legato al permanere delle condizioni di criticità e al mancato ripristino delle normali condizioni di sicurezza della viabilità. Tre, in particolare, i punti sui quali gli autotrasportatori hanno chiesto chiarezza: quali opere di verifica e messa in sicurezza siano state già effettuate, quali siano attualmente in corso e quali debbano ancora partire; quale sia il cronoprogramma previsto per il completamento degli interventi; infine, se e quando sarà effettuata una nuova valutazione delle condizioni delle strade che possa consentire di riaprire, anche gradualmente, il transito ai mezzi pesanti.
La risposta della Prefettura è arrivata rapidamente. La nota della New Atec è stata acquisita nella giornata di ieri e ha portato alla convocazione del vertice già per oggi. Un passaggio che sposta quindi nuovamente la questione dal terreno delle richieste formali a quello del confronto diretto tra istituzioni e operatori. L’appuntamento in Prefettura arriva così a pochi giorni dalla scadenza indicata per l’attuale assetto emergenziale e dovrà servire innanzitutto a chiarire lo stato effettivo degli interventi a Pozzuoli. Per gli autotrasportatori isolani il nodo resta quello della programmazione: conoscere tempi e modalità dell’eventuale ritorno alla normalità diventa indispensabile per organizzare le attività e capire quale scenario si aprirà dopo il 19 settembre. Scenario che, allo stato dell’arte, si configura purtroppo a tinte decisamente fosche.





