«Porto riaperto? Bene, ma basta con le carenze»
Il presidente di Federalberghi Luca D’Ambra plaude alla celere risoluzione del problema legato alla chiusura dello scalo di Pozzuoli ma invita a risolvere “dinamiche storiche”. Due anni e passa di continua “odissea”…

«Il comparto alberghiero dell’isola d’Ischia accoglie con assoluto favore la riapertura del porto di Pozzuoli, tornato operativo fin dalle prime ore di domenica mattina. Di fronte alla recente emergenza sismica, questa volta le Istituzioni – dagli uffici della Regione Campania, alla Capitaneria di Porto e alla Protezione Civile – hanno dimostrato un eccellente pragmatismo e una vitale sinergia. Le verifiche tecniche, condotte con massima tempestività e con il supporto di sommozzatori specializzati, hanno permesso di accertare in tempi rapidi l’agibilità dello scalo, scongiurando un blocco prolungato della nostra continuità territoriale. A tutte le squadre operative va il nostro convinto riconoscimento». Così il presidente di Federalberghi Ischia e Procida, Luca D’Ambra, commenta la celere riapertura dello scalo puteolano dopo lo stop imposto dal violento sisma di venerdì sera. Poi però l’imprenditore guarda anche ad una serie di aspetti che certo non fanno sorridere: «Tuttavia, superata l’emergenza immediata, la lucidità impone di non confondere la ritrovata operatività con la normalità. Se la sicurezza è stata garantita in tempi record, il porto di Pozzuoli continua a soffrire di carenze strutturali croniche. Lo scalo, per come si presenta oggi, offre un’accoglienza nel complesso poco decorosa per i comuni turisti e i viaggiatori che transitano verso i nostri territori. Ci misuriamo quotidianamente con dinamiche storiche irrisolte che degradano l’esperienza di viaggio ben prima dell’imbarco. Non ultima, continua a pesare la difficile applicazione del pontone galleggiante: un’infrastruttura pensata per assecondare il fenomeno bradisismico e agevolare le operazioni, ma la cui reale fluidità operativa ed esecuzione ha incontrato non pochi intoppi e sospensioni nel corso dei mesi. L’accoglienza turistica non si esaurisce nell’assicurare l’attracco in sicurezza di un traghetto. Richiede un’area portuale dignitosa, un’infrastruttura logistica fruibile e un’organizzazione degli spazi che rispetti il viaggiatore. Chiediamo pertanto che la straordinaria efficienza e la determinazione dimostrate nelle ultime 24 ore non si spengano con la chiusura dell’allerta sismica. L’appello alle Istituzioni è di applicare la stessa tenacia per sanare il nodo del decoro urbano e completare la piena funzionalità logistica dello scalo puteolano. L’accoglienza di Ischia inizia dalla banchina di terraferma».
Le parole di Luca D’Ambra non possono che riportarci a ritroso nel tempo e ricordare come il rapporto tra le isole di Ischia e Procida e il porto di Pozzuoli sia tormentato da oltre un paio d’anni per tutta una serie di vicissitudini legate al bradisismo ma non solo. Certo, Madre Natura ci ha messo il suo andando a rendere una situazione complicatissima: il lento ma inesorabile innalzamento delle banchine (forse inizialmente preso troppo sotto gamba) ha creato diversi problemi in fase di imbarco e sbarco di veicoli e mezzi pesanti, che spesso addirittura in fase di manovra hanno anche riportato danni più o meno seri. Poi si è pensato di ovviare al problema con l’installazione di un pontone, operazione che però è andata per le lunghe protraendosi per più di due anni. Un tempo infinito nel quale i disagi certo non sono mancati e purtroppo anche quando tutto sembrava essere pronto per l’inaugurazione della struttura denominata “Campania” ecco un grave incidente sul lavoro e il susseguente sequestro dell’opera da parte dell’autorità giudiziaria. Poi la riapertura, l’installazione e quando tutto sembrava pronto ecco un’altra amara sorpresa: non tutte le navi, almeno inizialmente, potevano ormeggiare sul pontone per motivi tecnici. Insomma, una iattura dietro l’altra poi quando tutto sembrava essersi “allineato” ecco arrivare il terremoto. Nel mezzo, come non ricordarlo, anche il divieto di accesso sul porto ai bus turistici imposto dal sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni per il tramite di un’ordinanza firmata dal comandante della polizia municipale. Insomma, due anni dove davvero il nero ha finito col surclassare il bianco. La speranza è quella di poter scrivere la parola “fine” ma purtroppo dipende dall’imprevedibilità della natura. Ecco perché non resta che incrociare le dita…








