Porto San Giorgio, che grana per Marconi
La società che gestiva il porto turistico è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Fermo dopo il rigetto della domanda di concordato preventivo. Fino a poche settimane prima a guidarla era l’attuale ad della Marina del Raggio Verde di Forio

Il fallimento della Marina di Porto San Giorgio Srl riporta sotto i riflettori Renato Marconi, manager che fino a poche settimane fa ricopriva gli incarichi di presidente e amministratore delegato della società marchigiana e che oggi è l’amministratore designato dal socio privato della Marina del Raggio Verde di Forio. Un collegamento che rende la vicenda di particolare interesse anche per l’isola d’Ischia. A sancire il fallimento è stato il Tribunale Civile di Fermo. Il giudice Francesco De Perna ha rigettato la richiesta di concordato preventivo e ha aperto la procedura concorsuale, nominando il dottor Andrea Di Cesare quale curatore fallimentare. I creditori potranno insinuarsi al passivo entro i termini fissati in vista dell’udienza del prossimo 13 novembre. La procedura trae origine dalle istanze presentate da alcuni istituti di credito ed è maturata dopo la decadenza della concessione demaniale marittima della società che gestiva il porto turistico di Porto San Giorgio. Decadenza sancita dal Consiglio di Stato a seguito del mancato pagamento di canoni demaniali per oltre 1,2 milioni di euro. La compagine societaria era partecipata per il 51 per cento dal Gruppo Marinedì e per la restante quota da Paola e Matteo Renzi.


A ricostruire il quadro è anche l’avvocato Giovanni Lanciotti, amministratore unico della partecipata comunale Sgds, alla quale il Comune ha affidato temporaneamente la gestione dell’approdo dopo la decadenza della concessionaria. Lanciotti evidenzia come il fallimento rappresenti un passaggio fondamentale per comprendere l’intera vicenda, mentre la socia Paola Renzi ha quantificato le principali esposizioni debitorie della società in circa 4,94 milioni di euro verso un’impresa privata che aveva eseguito lavori, 1,6 milioni nei confronti dell’Agenzia delle Entrate e circa un milione verso gli istituti di credito. Secondo lo stesso Lanciotti, il passivo complessivo oscillerebbe tra gli 8 e i 9 milioni di euro. Sul piano gestionale, la vicenda assume ulteriore rilievo perché, durante l’amministrazione di Renato Marconi, era stato approvato un bilancio che evidenziava un patrimonio netto positivo di circa 680 mila euro. Tuttavia, appena cinque giorni dopo l’insediamento del nuovo amministratore, la società ha presentato domanda di concordato preventivo, passaggio che precederà poi la dichiarazione di fallimento. Una successione di eventi che alimenta inevitabilmente l’attenzione su una figura oggi chiamata a ricoprire un ruolo di primo piano anche nella governance della Marina del Raggio Verde di Forio, dove è stato scelto dal socio privato per guidare la società.




