Portualità turistica, Ischia e Procida regine
La Regione Campania approva le nuove linee programmatiche, sostituendo integralmente il quadro del 2002. Confermata la centralità delle due isole, considerate poli strutturali del sistema portuale del Golfo di Napoli

La Giunta regionale della Campania ha approvato, con deliberazione n. 724 dell’8 ottobre 2025, l’aggiornamento delle Linee programmatiche per lo sviluppo del sistema integrato della portualità turistica. Il provvedimento, pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione (BURC n. 80), introduce un quadro di riferimento aggiornato per la pianificazione e l’organizzazione degli scali turistici, con la revisione dei principali strumenti operativi e l’inserimento di nuove opere nel programma regionale. La misura include l’inserimento di un nuovo approdo nel Comune di Castellabate e conferma il ruolo centrale delle isole di Ischia e Procida nel sistema portuale del Golfo di Napoli. Il documento approvato è il risultato di un processo di revisione avviato per adeguare la disciplina portuale ai più recenti mutamenti normativi, amministrativi e procedurali. L’Agenzia Campana per la Mobilità, le Infrastrutture e le Reti (ACaMIR), su incarico degli assessorati competenti, ha elaborato un testo aggiornato che sostituisce integralmente le linee guida in vigore dal 2002, introducendo criteri unificati per la programmazione delle opere, la gestione dei servizi e l’eventuale coinvolgimento di soggetti privati attraverso strumenti di partenariato.
Un quadro tecnico-organizzativo aggiornato
Le nuove linee programmatiche descrivono con precisione i criteri utili alla definizione delle priorità infrastrutturali, alla valutazione dei progetti e alla realizzazione degli interventi, distinguendo tra opere strategiche di livello regionale e interventi di carattere locale. La revisione riguarda anche gli strumenti di gestione amministrativa, con l’aggiornamento delle procedure relative alla finanza di progetto, alle concessioni demaniali e alla valutazione della coerenza dei piani comunali con il quadro portuale regionale. Il documento si sofferma inoltre sugli elementi tecnici di coordinamento tra gli scali turistici e gli altri nodi infrastrutturali regionali, come i porti commerciali, i sistemi di trasporto pubblico locale e le reti stradali e ferroviarie che assicurano l’accessibilità ai centri costieri. La definizione di parametri omogenei è finalizzata a evitare duplicazioni di funzioni, sovrapposizioni gestionali e carenze strutturali in territori caratterizzati da un’elevata densità di approdi.
L’inserimento dell’approdo di Castellabate
Tra gli interventi introdotti nel nuovo piano figura la proposta del Comune di Castellabate per la realizzazione di un approdo in località Punta dell’Inferno. L’iniziativa è stata trasmessa alla Regione con la documentazione preliminare richiesta per l’istruttoria e finanziata interamente da soggetti privati. La Giunta regionale ha riconosciuto la coerenza dell’intervento con il quadro programmatorio aggiornato, consentendo la sua inclusione nell’elenco delle opere ammissibili a procedure di finanza di progetto. La struttura prevista ha l’obiettivo di fornire un punto di arrivo per le unità da diporto e di migliorare l’accessibilità marittima della fascia costiera meridionale della provincia di Salerno. L’inserimento dell’opera nel piano regionale consente agli enti competenti di avviare le fasi successive previste dai procedimenti amministrativi, tra cui le eventuali conferenze di servizi e le verifiche di compatibilità urbanistica e demaniale.
La sostituzione delle linee guida del 2002
L’approvazione della delibera comporta la revoca delle linee guida del 2002 e la loro sostituzione con un documento completamente aggiornato. La nuova impostazione riorganizza l’intero sistema portuale in base a criteri di classificazione per funzioni, dimensioni e livelli di servizio, fornendo agli enti locali indicazioni per la redazione dei propri strumenti urbanistici e portuali. La revisione si estende anche all’aggiornamento dell’elenco degli interventi prioritari e delle opere valutate come potenzialmente realizzabili tramite strumenti di partenariato. Oltre al nuovo approdo di Castellabate, permane l’individuazione degli scali delle isole del Golfo come elementi centrali dell’assetto regionale, con specifiche indicazioni riguardanti la gestione dei flussi di traffico e la necessità di adeguamento delle infrastrutture esistenti.
Ischia: organizzazione degli approdi e quadro degli interventi
Nel nuovo programma regionale, l’isola d’Ischia mantiene un ruolo centrale grazie alla presenza dei principali scali insulari del territorio: Ischia Porto, Casamicciola, Forio e Lacco Ameno. Le linee programmatiche includono la descrizione dello stato delle infrastrutture, la classificazione funzionale degli approdi e la tipologia dei servizi erogati, con riferimento ai collegamenti di linea, ai servizi dedicati alla nautica e alle funzioni di interscambio. Gli interventi previsti o già avviati per l’isola comprendono opere di adeguamento strutturale, interventi di manutenzione straordinaria e misure finalizzate all’organizzazione più efficiente degli spazi portuali, comprese aree di ormeggio, viabilità interna, spazi per operatori e punti di assistenza tecnica. Il documento regionale evidenzia inoltre le necessità specifiche dei singoli scali, differenziando tra porti a maggiore vocazione commerciale e porti prevalentemente turistici.
Procida: riqualificazione degli approdi e funzioni territoriali
Per quanto riguarda l’isola di Procida, il nuovo piano ricomprende gli approdi di Marina Grande, Marina di Chiaiolella e Marina di Corricella. Per ciascuna area portuale sono riportati gli elementi tecnici relativi alle funzioni prevalenti e alla consistenza delle opere esistenti. Sono inoltre indicati gli interventi in fase di progettazione o di definizione da parte degli enti locali, con particolare attenzione alle esigenze connesse al traffico passeggeri, ai servizi di supporto alla navigazione da diporto e alle operazioni di accosto. Nel documento regionale sono illustrate anche le condizioni operative degli scali procidani, incluse le criticità segnalate dagli enti competenti. Le linee programmatiche stabiliscono le modalità con cui tali aree possono essere oggetto di interventi di riqualificazione e adeguamento, concordati tra amministrazioni locali, Regione e eventuali soggetti coinvolti in procedure di concessione o candidatura alla finanza di progetto.
Le isole del Golfo nel quadro aggiornato
La delibera individua gli scali di Ischia e Procida come poli strutturali del sistema portuale regionale. Tale classificazione deriva dalla loro localizzazione strategica, dalla funzione svolta nei collegamenti marittimi con la terraferma e tra le isole, oltre che dal numero di servizi connessi alle attività turistiche e ai flussi stagionali. Il documento chiarisce che le due isole continuano a rappresentare un riferimento per l’organizzazione dell’intero comparto, con un livello di traffico e un’articolazione dei servizi che richiedono una costante attività di programmazione e aggiornamento infrastrutturale.







