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Posa della prima pietra per la nuova scuola Rodari

Ieri mattina la simbolica cerimonia nel cantiere, alla presenza del sindaco Ferrandino e una ampia rappresentanza dell’amministrazione. Sul posto anche una delegazione di studenti e la dirigente Patrizia Rossetti

Una mattinata particolarmente significativa, l’inizio di un nuovo percorso. Quello che, dopo averlo visto demolito, dovrà portare a rinascere il plesso scolastico Rodari di Sant’Antuono, a Ischia. Ieri mattina, in un cantiere aperto, si è svolta la simbolica ma sentita cerimonia di posa della prima pietra, o meglio della prima colata di cemento, che ha visto all’opera il sindaco Enzo Ferrandino e in seconda battuta l’assessore Paolo Ferrandino. Piccola e scherzosa chiosa: non ce ne voglia il primo cittadino, ma in questa operazione manuale abbiamo visto più a suo agio il geometra della Pagoda. Fatta questa chiosa scherzosa, all’appuntamento erano presenti anche altri rappresentanti dell’attuale amministrazione comunale: Gianluca Trani, Ciro Cenatiempo, Liviana Buono, Ciro Ferrandino, Giovanni Sorrentino e perdonateci se abbiamo dimenticato qualcuno. La benedizione immancabile è stata affidata al sacerdote don Giuseppe Nicolella, ma nel cantiere c’era anche l’ingegnere Igino Cianciarelli e poi la dirigente scolastica del circolo didattico Ischia 2, Patrizia Rossetti e alcune insegnanti con una delegazione di studenti.

Il taglio del nastro e la colata di cemento, dicevamo, sono stati i momenti pregnanti di una cerimonia prima che a prendere la parola fosse proprio Enzo Ferrandino che ha voluto rivolgersi proprio ai bambini: “Ricorderete con piacere questo momento, la nuova scuola sarà resistente anche alle scosse di terremoto. Spero possiate essere contenti”. Igino Cianciarelli, sempre rivolgendosi ai giovani studenti, ha parlato di aule in più e anche con dimensioni maggiori rispetto al passato, di un ascensore, di uno spazio ampio all’ingresso, di una palestra che non è compresa nel primo lotto che però ci sarà. Patrizia Rossetti ha voluto ringraziare l’amministrazione comunale per l’impegno profuso: “La maestra Filomena Trani ha voluto che stamattina fossero presenti gli alunni delle classi Quinte perché sono coloro che non frequenteranno questa scuola ma che la vedranno nascere e crescere. Una scuola più funzionale e una didattica all’avanguardia prevedono anche spazi diversi, ecco perché dico grazie al sindaco e all’amministrazione tutta”.

Ha poi ripreso il filo del discorso proprio Enzo Ferrandino: “Come ho avuto modo di dire quando abbiamo inaugurato la scuola modulare temporanea in via Leonardo Mazzella, tutta questa intensa attività di programmazione non sarebbe stato possibile senza il lavoro del nostro ufficio tecnico ed è giusto tributare un plauso a chi con grande abnegazione e senza mai guardare l’orologio è riuscito a far sì che tutto ciò potesse realizzarsi. Mi piace sottolineare che tutta l’attività di progettazione è stata realizzata a costo zero per la nostra comunità e questo è un ulteriore motivo di cui andare orgogliosi”. Di lì a poco Enzo Ferrandino, compulsato dai cronisti, ha spiegato che l’auspicio è quello di riuscire a vedere i lavori ultimati entro dieci mesi. Un arco di tempo tutt’altro che lungo considerata l’opera da realizare.

Foto Franco Trani

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