CULTURA & SOCIETA'

Posillipo e Campi Flegrei, gemellaggio nel segno della cultura

Posillipo e i Campi flegrei uniti nel segno della cultura e della storia. La rassegna Quarto “Culturarte” si è conclusa con la presentazione del libro “Posillipo. Il mito e le storie”, di Vittorio Del Tufo e Sergio Siano. «È il racconto di una Posillipo inedita, lontana dagli stereotipi, dai luoghi più battuti – dice Vittorio Del Tufo – qui più che altrove, il mito non è mai lontano dalla realtà, è una sorta di respiro lontano e potente che arrivadal passato e ci accompagna nel presente». L’evento si è tenuto presso la Villa Romana del Torchio di Quarto ed è stata preceduta da una degustazione di dolci e dalle note di un pianoforte. 

«Quando lavoro per un libro mi concentro al massimo per catturare tutte le emozioni che cerco di vivere in prima persona e poi condividerle con il lettore attraverso le mie immagini – ha commentato il fotoreporter Sergio Siano – Posillipo è un luogo pregno di emozioni da catturare ma non è facile per questioni logistiche». 

Il progetto ha l’obiettivo di valorizzare siti del patrimonio archeologico di minore fruizione. L’incontro con gli autori è stato moderato da Sonia Gervasio, responsabile dell’associazione Lunaria che ha sottolineato come «la mission di questa rassegna è quella di costruire un percorso storico-artistico della città partendo dai nostri beni. archeologici considerati erroneamente “siti minori” attraverso il contributo della letteratura, dell’ arte, della musica e della fotografia». Al termine dalla presentazione la visita guidata al sito archeologico eccezionalmente aperto in occasione del progetto, inserito nella programmazione “Campania by Night 2024” di Scabec Spa e finanziato dalla linea di intervento “Azioni di valorizzazione del Patrimonio Unesco e Itinerari culturali della Campania”.

Erano presenti Annarita Ottaviano vicesindaco di Quarto,  Raffaella De Vivo, assessore alla cultura e Barbara Melcarne curatrice dell’evento. A presentare l’incontro Ciro Biondi.

La villa del Torchio, portata alla luce nel 2006, è uno dei pochi edifici dove si conservano un torcularium e una cella vinaria. L’edificio presenta un impianto quadrangolare, preceduto da un cortile con porticato su pilastri. La villa sorta presumibilmente negli ultimi anni del II sec. a. C. presenta varie fasi costruttive e successive modifiche, che testimoniano una continuità di vita fino al IV-V sec. d. C.

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