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Premi David, per l’isola di Muccino solo tre nomination. Deluso il regista: «Meritavo di più»

Gianluca Castagna | Ischia – Non è riuscito a nascondere la delusione per le tre sole candidature ai David di Donatello, gli Oscar italiani che si assegnano tradizionalmente tra marzo a aprile. Gabriele Muccino, regista di “A casa tutti bene”, film campione di incassi del 2018 e girato quasi completamente a Ischia, si sente (forse giustamente) in castigo. O poco compreso dai giurati dell’Accademia dei David, che hanno ricoperto altri titoli (“Dogman” di Garrone, “Chiamami col tuo nome” di Guadagnino e “Capri Revolution” di Martone) di una valanga di nomination riservando alla sua faida familiare da grande schermo tre sole candidature: miglior attore non protagonista; migliore musica (Nicola Piovani); migliore canzone (“L’invenzione di un poeta”).
Tre riconoscimenti minori (niente miglior film, regia, attori protagonisti, sceneggiatura) che hanno lasciato il regista romano con l’amaro in bocca. «Sono orgoglioso per le nomination ricevute da Nicola Piovani per la sua bellissima musica e da Massimo Ghini come attore non protagonista per la sua struggente interpretazione» ha dichiarato lo stesso Muccino. «Ma il film meritava assai di più e dispiace doverlo scrivere. Ancor di più dispiace doverlo pensare, perché non capita sempre, ad ogni film che si realizzi, di essere così sicuri del proprio lavoro. Non sono presuntuoso, anche se sono certo che ora lo penserete categoricamente. Ho accettato che nessuno dei miei ultimi sette film realizzati negli Stati Uniti e in Italia dal 2005 in poi, anche quelli più famosi di tutti, non ricevesse più ALCUNA candidatura (a parte la musica in un paio di casi). Non l’ho sempre compreso, ma accettato decisamente sì. Può certamente essere che io sia un regista mediocre e venga per questo ignorato dai giurati. Ma può però anche essere che ci sia qualche fattore, come chiamarlo, emotivo (?), che morde i fianchi dei miei colleghi impedendogli la serenità di un giudizio limpido e obiettivo nei confronti del mio lavoro. Mi rifiuto di pensare che sia così. Spero allora che mi perdonerete la sincerità (che so già non mi perdonerete), tipica del mio carattere impetuoso, e auguro a tutti i candidati (e alcuni lo meritano davvero) il più grande dei successi. Che vinca il migliore!».

A guidare la pattuglia dei candidati è “Dogman” di Matteo Garrone, con il numero più alto di nomination (ben 15) . Segue  “Capri Revolution” di Mario Martone che si attesta a 13. Pari merito al terzo posto ci sono “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino e “Loro” di Paolo Sorrentino con 12. A seguire, con nove candidature, “Lazzaro Felice” di Alice Rohrwacher e “Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini.
I premi David di Donatello saranno assegnati il prossimo 27 marzo. (Gia.Ca)

 

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