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Premio Ischia di Giornalismo a Svetlana Aleksievič e Anthony Loyd

Gianluca Castagna | Ischia Svetlana Aleksievič, premio Nobel per la letteratura 2015, e l’inviato di guerra inglese Anthony Loyd sono i vincitori del premio Ischia Internazionale di Giornalismo. La notizia dei nomi scelti dalla giuria composta dai principali giornalisti dei maggiori quotidiani italiani è arrivata ieri, in una giornata che ha visto protagonista, per un gioco beffardo del destino (o delle fake news, diremmo oggi), proprio la vincitrice del premio Nobel per la Letteratura 2015.
In prima mattinata i siti di importanti testate europee, dal Corriere della Sera a Le Figaro, davano la notizia della sua morte, prontamente smentita prima dalla sua agente a Parigi, e dopo pochi minuti dalla diretta interessata la quale ha subito replicato, via Twitter, di «stare bene, in piena forma e felice di venire in Italia a fine giugno per ricevere il premio Ischia».

Scrittrice e giornalista bielorussa, la Aleksievič è l’autrice di un’unica grande narrazione che attraverso inchieste, romanzi e reportage ha raccontato l’anima di un intero mondo sbriciolatosi dopo la caduta del Muro. Una riflessione sull’ambiguità del presente che non può essere separato dal passato e che si nutre di profonde contraddizioni che da quella gigantesca casa comune che era l’Urss sono state scaraventate direttamente ai giorni nostri: Stalin e lo zar, il welfare e la potenza militare, le sicurezze perdute e un minaccioso, crescente nazionalismo.
“La guerra non ha un volto di donna” (sulle donne sovietiche al fronte nella seconda guerra mondiale); “Ragazzi di zinco” (sui reduci della guerra in Afghanistan); “Preghiera per Cernobyl”(sulle vittime della tragedia nucleare a metà degli anni ‘80); “Incantati dalla morte” (sui suicidi in seguito al crollo della galassia sovietica). Voci, testimonianze, soliloqui, memorie di uomini e donne che raccontano le loro vite e il loro tempo, raccolte dalla Aleksievič per arrivare a un nuovo modello di letteratura che non è pura fiction, ma nemmeno semplice inchiesta di giornalismo. Una metodologia di lavoro che pretende molte anime, identità e talenti che non tutti i narratori possiedono: per raccogliere memorie, rispettando le emozioni di chi parla senza limitarsi alla cronaca di una documentazione asettica, bisogna essere scrittori, giornalisti, psicoanalisti, sociologi e perfino predicatori.
Svetlana Aleksievič è stata tutto questo, così come la sua curiosità, il suo tormento, la sua stessa originalità d’intenti nascono in fondo dal bisogno di scavare profondamente dentro se stessa e la propria storia.

L’inglese Anthony Loyd è invece uno dei più importanti inviati di guerra: dalla Bosnia alla Sierra Leone, dall’Afghanistan al Kosovo e all’Iraq. Rapito e ferito in Siria insieme al collega, il fotografo Jack Hill.
«Siamo estremamente soddisfatti e orgogliosi dei nomi scelti per il Premio Ischia internazionale di Giornalismo», ha commentato al telefono Benedetto Valentino, patron del Premio. «Tutto nella piena tradizione che comprende vincitori di grandissima levatura internazionale e autorevolezza. La Alexievic è ormai un’icona mondiale, inizialmente conosciuta solo in patria e poi, con i suoi reportage, esplosa in tutto il mondo. Ha una filosofia di scrittura molto particolare, apprezzata anche dai giurati del Nobel che le hanno assegnato il premio due anni fa. Loyd fa parte di quella categoria di inviati di guerra che rischiano la vita pur di raccontare al mondo quello che succede nei punti caldi del pianeta. Nel mondo anglosassone è un mito, un inviato leggendario che rinnova la tradizione che lega il premio Ischia ai grandi inviati sui fronti di guerra».
Nella mattinata di ieri, fulminea apparizione di una fake new come la scomparsa della Aleksievič. Ti ha più divertito o demoralizzato? «Inizialmente mi ha spaventato» confessa Valentino. «Stavo per chiamarla, nella sua casa di Minsk, per concordare le modalità del viaggio. A un certo punto apro il sito del Corriere e leggo della sua morte. Chiamo mio fratello e gli dico: guarda cosa è successo. La notizia appare anche su Le Figaro. I casi della vita, penso un po’ sconfortato. Poi, dopo qualche minuto, la notizia non c’è più. E’ la sua agente a Parigi a smentire tutto. Così l’abbiamo richiamata comunicandole del premio che le era stato assegnato. Ci ha confermato di essere viva e vegeta, felicissima di questo riconoscimento e di venire a Ischia a farsi dei bagni».
Un trappolone o il pressapochismo impera ormai anche nelle grandi testate? «Guarda, in tutta franchezza, trovo sia un fatto gravissimo. Capisco che in una fake news possa cadere una Gazzetta di Forlì o altri giornali minori, ma testate come il Corriere o le Figaro dovrebbero garantire massima attenzione ed evitare questi errori macroscopici. Una testata ha un senso, una sua credibilità, quando è autorevole. Questo episodio ci fa capire che oggi, nemmeno nei grandi giornali, si fanno le dovute verifiche e i controlli necessari».

La consegna dei premi è prevista il 30 giugno ed il 1 luglio ad Ischia e sarà preceduta da una serie di dibattiti, che vedranno come protagonisti giornalisti, politici, esperti in economia e politica estera. Il Premio Ischia è patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dalla Regione Campania, dalla Camera Commercio di Napoli, dall’Istituto per il Credito Sportivo, da Autostrade per l’Italia, società Italia per Condotte d’acqua spa, dall’ACI, da Poste Vita, ADR Aeroporti di Roma e Coca Cola Italia.

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