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“Prenditi cura di te” più di 300 le donne che hanno preso parte all’iniziativa

di Isabella Puca

Ischia – Sono state più di trecento le donne che hanno preso parte all’iniziativa pensata dall’Asl Na 2Nord e dal dottor Stradella, primario del reparto di ginecologia dell’Ospedale Rizzoli. Parliamo di “Prenditi cura di te” che, in occasione della festa della donna, ha aperto le porte del nosocomio lacchese per offrire gratuitamente visite ginecologiche, pap test, ecografie e visite senologiche. Un’iniziativa possibile ancora  oggi, dalle 9:00 alle 14:00 e dalle ore 16.00 alle 18:00. La parola chiave per questa festa della donna è stata, infatti, prevenzione, oggi fondamentale per vivere al meglio con se stesse e con gli altri. E giovedì pomeriggio in un teatro Polifunzionale quasi gremito erano in tanti a prendere parte all’appuntamento conclusivo di questa campagna che ha visto le donne al centro. Sul palco, oltre agli artisti degli amici del teatro con monologhi e sketch incentrati sul ruolo della donna, l’intera equipe del reparto di ginecologia guidata da appena quattro mesi dal dottor Stradella. È stato un monologo di Giorgio Gaber dal titolo “Secondo me” interpretato da Marielena Verde che, accompagnata alla chitarra da Luigi Mennella, ha dato il via al pomeriggio. «L’ ospedale viene a teatro, un’ iniziativa voluta dal dottor Stradella per far crescere la fiducia nell’unico Ospedale presente sull’isola». È così che Claudio Iacono ha introdotto sul palco il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino, «Un plauso all’iniziativa; l’ospedale si sta aprendo rispetto alla nostra collettività. Quando si parla di sanità di solito lo si fa in termini negativi a causa delle esigue risorse che creano barriere dinanzi alle quali il cittadino non si vede riconosciuto dalle istituzioni. Questa iniziativa è bella perché stiamo trovando degli operatori che oggi, in un giorno significativo, ci mettono la faccia, si mettono a disposizione e dimostrano con quanta passione ed abnegazione si può andare incontro agli ischitani e alle ischitane. Ci sentiamo più tranquilli sapendo che c’è gente come voi pronta a dare risposte a noi altri nel vivere quotidiano. Le donne – ha detto ancora il sindaco – sono l’asse portante della nostra società, oggi come per gli altri 364 giorni è giusto portare loro rispetto». Sul palco anche il fautore di questa iniziativa, il dottore Stradella che ha subito ringraziato le numerosissime donne che hanno preso parte all’iniziativa, il Direttore Generale dell’ASL Napoli2 nord dott. A. D’Amore, il Sindaco di Ischia e tutti i ragazzi di Amici del teatro, «sono tante le donne che non si prendono cura di sé. In questi quattro giorni di porte aperte, nonostante la pioggia, c’è stato un numero esorbitante di visite. Lì in ospedale abbiamo fatto una rivoluzione, creato postazioni e ringrazio Clara Monaco e Restituita Mattera, due ostetriche che da volontarie sperano un domani di poter prendere servizio». Trecentocinquanta le visite ginecologiche, 180 i controlli al seno, 250 i pap test, 90 le mammografie, 50 ecografie, 2 risonanze magnetiche, 130 stereoscopie, questi i numeri dell’ iniziativa che fanno capire che le donne d’Ischia hanno percepito il messaggio: prevenire è sempre meglio che curare.  «Tante donne ci hanno ridato fiducia e vorrei che continuassero a farlo. Siamo presenti su Ischia con grande professionalità dei miei collaboratori». Per la giornata dell’8 marzo insieme ai medici del Rizzoli era presente anche l’equipe del centro antiviolenza “non da sola”, per ascoltare eventuali storie di violenza e far conoscere questa realtà ormai attiva da due anni sul nostro territorio. «Finalmente – ha continuato il dottor Stradella – anche Ischia dice basta alla violenza sulla donna e quale momento migliore di quello in cui sono presenti ben 300 donne? L’Associazione in futuro continuerà a essere presente nel nostro Ospedale». Il pomeriggio è poi trascorso tra divertenti Sketch d’ improvvisazione teatrale e un toccante monologo di Franca Rame dal titolo “Lo stupro” interpreto da Aurora  Cecchi. Tra gli applausi, sul palco del Polifunzionale, tutto il reparto di ginecologia dell’Ospedale Rizzoli per presentare la carta dei servizi offerta alle donne dalla nascita alla maturità seguendo i principi di uguaglianza, imparzialità, continuità, efficienza ed efficacia. “Qualsiasi donna, ricca o povera patrizia o plebea, indigena o straniera, purché incinta, bussi e le sarà aperto”, è con questa frase impressa sul muro del chiostro di Santa Maria delle Grazie, oggi annesso al’ Ospedale Incurabili di Napoli che il dottor Stradella ha spiegato quello che è il principio ispiratore nei confronti della paziente. «Siamo aperti 24h su 24 collaboreremo con il consultorio e con il territorio per arrivare a standard sempre più importanti. Il nostro è un reparto piccolo, ma possiamo crescere. Dodici  posti letto, una bella sala parto e tra poco una sala operatoria tutta dedicata al reparto. Abbiamo un ambulatorio di ecografia e, in futuro, spero di poter dare la possibilità di fare amniocentesi e test prenatali». Dopo aver passato in rassegna quelli che sono gli ambulatori ha poi presentato tutte le ostetriche e le infermiere, una per uno, come fossero membri di una grande famiglia. «Oggi – ha concluso il dottor Stradella – si parla un aumento dell’incidenza del parto cesareo. E’ una ferita che facciamo anche a noi che ci batteremo per ridurre al minimo i numeri». Sul palco con lui anche il dottore Parisi direttore del nido,  «sono il primario più anziano, di primari che sono arrivati ne ho visti tanti, ma è la prima volta con Stradella che ho la sensazione di quando si apre una porta e la finestra ed entra una corrente d’ aria fresca che ti fa sentire meglio. Mi complimento con lui per questa iniziativa. Cerchiamo sempre di migliorare e sono certo che con Stradella ci saranno molti meno problemi».  Con un grande applauso è stato salutato Francesco Raffaele il primo bambino nato del 2018  presente in sala con la sua mamma. Prima di continuare con gli sketch a nome di tutto il reparto di ginecologia un sentito ringraziamento al dottor Stradella, «da quando sei arrivato, in soli quattro mesi, hai portato tutto questo. Grazie di cuore».

 

 

 

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