CRONACA

Prenotazioni on line e pagamenti cash, così nasce il fitto in nero

Luca D’Ambra: «Questa concorrenza sleale distrugge l’economia ed il turismo della nostra isola»

“La stagione turistica stenta a decollare. Gli ospiti sono pochi. Meno delle aspettative”. Così spesso ripetono gli albergatori. Eppure di gente per strada ce n’è. Ed allora nasce spontanea la domanda: tutta queste persone che arrivano a Ischia e che non vanno in albergo, non scelgono altre strutture ricettive alternative ma comunque ufficiali, conosciute al fisco e censite, dove dormono, dove alloggiano?

C’è una fetta di turismo ‘fantasma’ che non compare nei dati ufficiali e che elude ogni registrazione ufficiale. Sono coloro che fittano case, stanze, monolocali o addirittura sottoscala a nero. I proprietari di questi che spesso sono assimilabili a tuguri evadono tasse e tributi comunali in cambio di una manciata di euro in meno. Ciò consente anche di fare arrivare a Ischia persone indesiderate: pregiudicati, camorristi. Ospiti non graditi, insomma. Si tratta di vacanzieri che arrivano in ‘anonimato’ con una prenotazione telefonica oppure on line. Soggiornano sull’Isola da fantasmi perché la loro presenza non viene denunciata alla Polizia di Stato. Niente richiesta di documenti, niente tassa di soggiorno e, soprattutto, pagamento cash il tutto nella convinzione di risparmiare. Non si tratta, ovviamente, degli operatori che si servono di Booking, Tripadvisor, AirBnb, Trivago (che di norma sono in regola) ma di quanti offrono case, stanze, letti, talvolta anche garage trasformati in case vacanze in nero. Offerte per tutti i gusti e per tutte le tasche. Chi ha una casa o un posto letto da fittare lo propone attraverso la pubblicazione su dei siti internet.

Basta fare un giro sul web e vedere tra subito.it, annunci sul marketplace di facebook ed altri social ciò che offrono. Basterebbe un po’ di buona volontà, un computer ed una connessione ad Internet e vedere ciò che succede. Incrociando i dati, il controllo è presto fatto. Poi c’è anche chi utilizza dei metodi ‘tradizionali’ affidandosi al passaparola o al cartello fuori la struttura da fittare. E qui diventa più ‘complicato’ effettuare dei controlli.  “Purtroppo il settore delle locazioni stagionali è terreno fertile per l’abusivismo che si traduce in tasse evase, immondizia abbandonata in strada, mancanza di controllo da parte delle forze dell’ordine, abbassamento generale della qualità del turismo”. È la denuncia di Luca D’Ambra, presidente di Federalberghi Ischia. “Sosteniamo da tempo che Ischia ha bisogno di fare un “salto di qualità” nell’offerta dei servizi turistici e per riuscire nell’impresa, oltre all’impegno a migliorarsi continuamente da parte degli imprenditori del settore, occorre l’impegno degli Enti preposti al controllo e, soprattutto, al sanzionamento degli illeciti”. “Qualche anno fa, come Federalberghi – racconta D’Ambra- abbiamo segnalato alle sei amministrazioni comunali dell’isola quali sono le strutture ricettive presenti su portali e sul web in generale. Abbiamo chiesto loro di effettuare dei controlli sulle licenze, ma non ne abbiamo saputo più niente”. E continua D’Ambra sottoponendoci un dato allarmante: “Su booking sono presenti oltre 780 offerte di alloggio sparse su tutta l’isola. Le licenze alberghiere, invece, sono circa 300 su tutta l’isola.

Ci sono, quindi, quasi 500 strutture sull’isola che rappresentano il comparto extralberghiero che si sta diffondendo in maniera esponenziale sulla nostra isola ed in generale su tutto il mercato. Queste strutture non hanno la stessa tassazione degli alberghi e spesso le loro offerte diventano per noi albergatori una concorrenza sleale”. “Al di là di queste strutture – precisa D’Ambra – poi ci sono quelle totalmente illegali. Per noi l’offerta turistica deve soddisfare tutti ma sempre in nome della legge”. E ha concluso: “Chi fa evasione depaupera l’isola pensando di fare turismo”. Netta la condanna anche del sindaco di Ischia Enzo Ferrandino che ci spiega come negli ultimi anni siano aumentati i controlli e diminuiti gli abusivi. “Un trend positivo ottenuto grazie ai controlli delle forze dell’ordine e della Polizia Municipale. Adesso però bisogna fare una cosa: convertire quei locali che un tempo erano fittati abusivamente in strutture che possono accogliere i vacanzieri in modo confortevole per innalzare il livello qualitativo del turismo sull’isola. Senza mai abbassare la guardia nei confronti di chi fitta in nero”. “Chi fa del nero – conclude Ferrandino – evade le tasse e ruba un pezzo di economia dell’isola. La nostra attenzione resta sempre alta”. 

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Un commento

  1. Albergatori che da decenni affamano i loro dipendenti, che hanno distrutto angoli di paradiso e ora si permettono pure di criticare gli altri. Loro non hanno mai fatto il nero, nooo..
    Alberghi nella zona rossa di Casamicciola che pagavano 30 euro per 10 ore di lavoro, ma di cosa vogliamo parlare..

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