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Primo maggio, la lunga battaglia dei lavoratori isolani

ISCHIA“Il Primo Maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo. È parola d’ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento”. Così cominciava “Pel primo Maggio”, articolo pubblicato il 26 Aprile del lontano 1890 sulla rivista italiana “La rivendicazione”. Un anno importante questo, dal momento che fu allora che l’Italia, sulla scia degli altri paesi europei, cominciò ad ufficializzare “la Festa dei lavoratori”, celebrata, ancora oggi, in tutto il mondo. Il 1 Maggio, infatti, è un momento per ricordare le battaglie e i traguardi raggiunti da quegli operai che, due secoli fa, cominciarono a reclamare, a gran voce, il proprio diritto a lavorare in modo dignitoso. E di battaglie del genere ne sanno qualcosa anche i tanti lavoratori isolani che, in questi mesi, ne hanno passate- come si suol dire- di cotte e di crude. L’anno 2015/2016, infatti, non è stato uno dei migliori per i lavoratori isolani che, ancora oggi, nonostante i lunghi passati mesi di battaglia si trovano a vivere una situazione incerta. E, dal settore sanitario a quello del turismo di proteste, scioperi e malumori, negli ultimi mesi ne abbiamo visti tanti.

I lavoratori stagionali contro la Naspi

Protagonisti indiscussi di questo lungo anno sono stati certamente i lavoratori del settore stagionale la cui battaglia è cominciata nell’Aprile dello scorso anno, quando il Governo Renzi ha deciso di introdurre la nuova indennità di disoccupazione- la Naspi- non più pari ai mesi di lavoro svolto, ma alla metà.  Una decisione scellerata quella intrapresa dal governo renziano e che, in questi mesi, ha fomentato le proteste da parte dei lavoratori del settore che hanno rischiato di vivere, all’indomani della fine della stagione turistica del 2015, in situazioni economiche precarie. Una possibilità questa che, se è stata sventata almeno quest’anno grazie ad un emendamento emanato per rallentare l’entrata in vigore della Naspi, potrebbe diventare reale a partire dal 2017. A scendere in prima linea contro la Naspi sono stati proprio i lavoratori stagionali di Ischia che, capitanati dalla neo Associazione Lavoratori del Turismo, sono arrivati fino a Palazzo Montecitorio, a Roma, pur di reclamare i propri diritti negati. E, se il futuro è ancora incerto per quanti lavorano nel settore, è stato, però, soprattuto grazie ai lavoratori stagionali isolani e all’impegno profuso della Alt se oggi, presso le sedi comunali di tutta Italia, è possibile firmare per la presentazione in parlamento di una proposta di legge di iniziativa popolare che chiede un maggior riconoscimento della categoria degli stagionali e la reintroduzione di un’indennità di disoccupazione che sia pari ai mesi di lavoro svolto.

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