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Processo CPL, la parola all’accusa: 4.000 euro al mese a Massimo Ferrandino dalla coop

Di Marco Gaudini

 

NAPOLI – Si è tenuta ieri una delle udienze del processo penale in merito al filone dell’inchiesta su presunte tangenti per l’appalto della metanizzazione a Ischia. Presso il Tribunale del capoluogo partenopeo,  sono infatti imputati il Sindaco d’Ischia, Giosi Ferrandino ed il Dirigente dell’Ufficio Tecnico Silvano Arcamone, rinviati a  giudizio con rito immediato chiesto ed ottenuto dalla Procura di Napoli. Nella mattinata di ieri, è stato escusso dal Pubblico Ministero, la dottoressa Celeste Carrano il Capitano dei Carabinieri, Gianpaolo Scafarto, che ha coordinato e diretto le indagini dalle quali è scaturito il procedimento giudiziario a carico degli imputati.  Con riferimento si specifica che agli imputati Ferrandino Giuseppe e Arcamone Silvano, è contestato il delitto di “corruzione per l’esercizio della funzione”,  (a seguito di riqualificazione giuridica della originaria ipotesi delittuosa di “corruzione propria” – operata dal Tribunale del Riesame di Napoli), in concorso con Simone Francesco, Casari Roberto , Verrini Nicola, Ferrandino Massimo. Inoltre nel decreto di giudizio immediato, emesso su richiesta dalla Procura napoletana, nei confronti degli imputati Ferrandino e Arcamone, secondo la tesi dell’accusa, è contesta la posizione di pubblici amministratori “corrotti” nell’ambito della vicenda della CPL Concordia, società interessata all’aggiudicazione dei lavori di metanizzazione del Comune di Ischia.

LA RICHIESTA D’INTEGRAZIONE DELLE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE ED AMBIENTALI  – Prima dell’escussione del teste, il Pubblico Ministero ha chiesto al Tribunale, di integrare la richiesta di trascrizione delle intercettazioni telefoniche ed ambientali, con ulteriori conversazioni, relative ad un elenco prodotto ieri mattina dal Pubblico Ministero al Tribunale. Tutto questo compendio intercettativo, pertanto sarebbe dovuto essere affidato per la perizia alla dottorssa Daddia.  A questa richiesta del PM, le difese si sono opposte in quanto hanno chiesto di esaminare tutti i decreti autorizzativi, per verificare l’utilizzabilità dei risultati dell’attività di intercettazione. Pertanto per una questione che l’avvocato Furgiuele ha definito “di economicità processuale”, si è espressa la necessità di verificare prima la legittimità – da parte delle difese – del compendio intercettativo e poi  di affidare l’incarico al perito per la trascrizione. La difesa ha comunicato, infatti, attraverso l’avvocato Vignola, di voler ricostruire la genesi delle intercettazioni, partendo dall’originario decreto autorizzativo. “Proprio questo atto, infatti, – ha detto in aula uno dei due avvocati difensori del Sindaco Ferrandino –  partirebbe dall’indicazione del processo originario, quindi anche come motivazione posta a supporto delle autorizzazioni di proroghe, ovvero quello a carico di Alfonso Papa ed altri. C’è il fondato motivo di ritenere che le intercettazioni esposte in questo processo traggano origine o abbiano la loro autorizzazione, in intercettazioni precedenti che questo stesso Tribunale ha dichiarato inutilizzabili, in quanto Papa Alfonso all’epoca dei fatti era onorevole della Repubblica e non vi era autorizzazione a procedere”. Per questo la difesa ha chiesto di acquisire questi decreti per una valutazione. Il Pubblico Ministero ha ribadito, anzitutto che i decreti, a parte quelli relativi alle intercettazioni depositate ieri mattina, sono già a disposizione della difesa, ed ha inoltre precisato che questo processo, nasce da un altro processo “contenitore” non vi è quindi collegamento tra le intercettazioni richiamate dalla difesa, secondo il PM e quelle del processo che si sta celebrando. Alla fine di questo confronto tra Procura e legali degli imputati, il Presidente del Collegio si è espresso rinviando al prossimo 2 febbraio, così da consentire la valutazione e lo studio alle difese di tutti i decreti autorizzativi, la questione legata alla legittimità del compendio intercettativo.

LA GENESI DELL’INCHIESTA E L’ESCUSSIONE DEL TESTE “CHIAVE” DELL’ACCUSA –  Dopo una prima parte che potremmo definire procedurale, è entrato nel vivo il processo, con l’escussione da parte del Pubblico Ministero del teste dell’accusa, il Capitano dei Carabinieri  Gianpaolo Scafarto, Ufficiale addetto al reparto operativo Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, Roma. La prima domanda del PM è stata netta e subito si è compreso che attraverso le parole dell’Ufficiale dell’Arma, che ha curato e coordinato le indagini, si è voluto ricostruire pezzo dopo pezzo l’intera vicenda. Si è partiti, infatti, dalla genesi di tutta l’indagine sull’attività della CPL Concordia, che il Capitano ha spiegato trarre origine dalle intercettazioni dell’utenza cellulare di  Francesco Simone, responsabile delle relazioni istituzionali per la Cooperativa. Poi si è passati ad illustrare l’organigramma della CPL , partendo da Roberto Casari, che era il Presidente, fino a Nicola Verrini, che era parte del cda.

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LA METANIZZAZIONE DELL’ISOLA D’ISCHIA – Si è poi passati con le domande sul progetto di metanizzazione dell’isola, prima del Comune di Ischia e poi di tutti gli altri. Il Capitano ha dichiarato che l’opera di metanizzazione è partita verso la fine degli anni novanta e gli inizi del duemila. Il Sindaco dell’epoca, Giuseppe Brandi, spiega l’Ufficiale dell’Arma, diede impulso affinché si facessero tutti gli atti consequenziali per individuare dei soggetti che potessero essere interessati alla realizzazione dell’opera di metanizzazione dell’isola. Si decise di optare per il Progetto di finanza, uno degli strumenti che prevede il codice degli appalti per affidare la realizzazione di un’opera così imponente. Il Capitano, ha continuato dichiarando che l’opera prese il via, dal punto di vista amministrativo per il Comune di Ischia nel 2004. Con la nomina come RUP dell’arch. Arcamone, si cominciarono a redigere tutti gli atti e la CPL Concordia risultò essere il soggetto proponente, che fece l’offerta più vantaggiosa, e pertanto iniziò a realizzare l’opera pubblica. Alle domande del PM l’Ufficiale dei Carabinieri ha precisato che l’arch. Arcamone ricopriva contestualmente anche altri incarichi. Infatti nel Comune di Casamicciola, dove era Sindaco Giosi Ferrandino, Arcamone era responsabile ai lavori pubblici. Si è quindi passati ad esaminare da parte del PM la posizione degli altri Comuni rispetto alla metanizzazione. Il Capitano ha chiarito che sempre nel 2004, e precisamente il 15 luglio, su iniziativa del Comune di Casamicciola Terme si consorziarono i Comuni di Forio (Sindaco Francesco Regine), di Lacco Ameno (Sindaco Domenico De Siano), proprio con quello termale, per stilare un accordo di programma  per la metanizzazione dei rispettivi territori, dando incarico a Casamicciola per la redazione del bando al fine di individuare un soggetto per realizzare il gasdotto sui propri territori. Le attività andarono spedite, ha spiegato sempre il Capitano, anche grazie al fatto che Arcamone nella duplice veste di RUP nel Comune di Ischia, e responsabile dei lavori pubblici a Casamicciola, replicò una serie di atti anche per la metanizzazione dei Comuni che si consorziarono. Il 23 luglio dello stesso anno, quindi, il Comune di Casamicciola, recepì l’accordo di programma e diede mandato all’arch. Arcamone di predisporre tutti gli atti necessari. Nello stesso giorno venne bandito proprio da Arcamone l’avviso pubblico per la selezione del soggetto che doveva realizzare la metanizzazione. Dal luglio del 2004 fino al 1 marzo del 2006, si è assistito ad una sostanziale inerzia di atti amministrativi, fino alla nota del Sindaco di Forio, Regine, che dichiarò di voler recedere dall’accordo di programma, in quanto nulla era stato fatto. Nel 2010, riprende l’opera di metanizzazione nel Comune di Casamicciola, dichiarando di pubblico interesse la proposta di progetto finanza presentata anni prima da CPL Concordia. Nel 2012 si approvò il bando di gara e si diede inizio ai lavori. (deve essere specificato però che dal 2007 Giosi Ferrandino non era più Sindaco di Casamicciola). Il Capitano ha dichiarato inoltre, che l’impulso all’opera pubblica venne dato prima da Iacono e poi dall’arch. Arcamone. Nel 2009 a Ischia, inoltre, avviene il collaudo tecnico ed inizia l’erogazione del gas. Mentre la stipula della convenzione per i Comuni di Casamicciola e Lacco Ameno e la CPL Concordia, venne effettuata il 6 agosto del 2013. Con la stipula di questa convenzione la Cooperativa ha potuto accedere quindi ai finanziamenti pubblici messi a disposizione dal MISE – Ministero Sviluppo Economico.

 

LE CONVENZIONI CON L’HOTEL “LE QUERCE” DELLA FAMIGLIA FERRANDINO – Il Capitano nella sua escussione, ha parlato anche delle ormai famigerate convenzioni tra la CPL Concordia e l’Hotel “Le Querce” di proprietà della famiglia del Sindaco Ferrandino. La prima fa riferimento al periodo 2012 – 2013 effettuata con un contratto cosiddetto “vuoto per pieno”. Tale accordo prevedeva in pratica il pagamento di 147.000 euro circa, per la messa a disposizione di 7 camere, per tutto l’anno tranne le due settimane centrali di agosto. Tali camere erano a disposizione ha spiegato il Capitano, per i dipendenti della CPL, anche se poi sulla convenzione si parlava di persone indicate da CPL Concordia.

La seconda convenzione, stipulata sempre secondo lo stesso schema, ha operato invece, dal 23 ottobre 2013 fino a tutto il 2014. Anche in questo caso per la sola messa a disposizione di 7 camere la CPL Concordia ha pagato alla famiglia Ferrandino, proprietari dell’Hotel ben 160.000 euro. Il Capitano, ha tenuto a precisare, inoltre, che vi era una differenza tra l’effettivo utilizzo delle camere da parte delle persone indicate dalla CPL e il reale costo. Infatti dalla ricostruzione fatta dai Carabinieri, si è trattato di una “Convenzione un po’ debole” ha affermato il Capitano che ha continuato dicendo di aver accertato che l’Hotel “Le Querce” non riservava le camere ai dipendenti della CPL, ma queste venivano vendute normalmente. Inoltre se la Cooperativa avesse pagato solo il reale utilizzo delle camere, nel periodo della prima convenzione avrebbe pagato solo 42.000 euro, a fronte invece dei 147.000 circa sborsati, e per la seconda convenzione, dove il periodo non è stato verificato in maniera complessiva, la CPL avrebbe pagato solo 8340 euro, rispetto invece ai circa 160.000 versati.

 

IL CAPITOLO MASSIMO FERRANDINO ED I SUOI INCARICHI LAUTAMENTE PAGATI DALLA CPL – Dopo gli aspetti delle Convenzioni con l’Hotel, restando in tema di “rapporti” tra la Cooperativa e la  famiglia Ferrandino, si è passati agli incarichi assunti dal fratello dell’attuale Sindaco di Ischia, l’avvocato Massimo Ferrandino, attualmente imputato nel filone modenese del processo CPL. Il Capitano ha infatti dichiarato che nel 2012 e precisamente il 1 ottobre la CPL stipula fino al 31 dicembre 2014 un contratto con Massimo Ferrandino, per attività di consulenza legale a fronte di un compenso pattuito di 2500 euro al mese, oltre iva e cassa. Qui il Capitano, dichiarando anomalo questo contratto,  si è lanciato su una valutazione di carattere personale, seppur basata da attività di investigazione, (visto che da accertamenti la CPL aveva già un ufficio legale ed affidava diversamente gli incarichi di questo tipo) che però gli è costata un “richiamo” da parte del Presidente del Collegio, che intervenuto ha chiesto all’Ufficiale di raccontare i fatti, e di astenersi dai commenti. Oltre questo aspetto, però è emerso dalle parole del Capitano un dato molto significativo. Infatti dopo quasi un anno dal primo contratto, il 4 settembre del 2013, ad un mese dalla stipula della convenzione tra il Comune di Casamicciola e la CPL (6 agosto 2013), la Cooperativa, decise di stipulare un altro contratto con l’avvocato Massimo Ferrandino sempre per le stesse attività, ma per un periodo di tempo più lungo, in quanto come termine viene indicato il 31/12/2018 e con una contribuzione maggiore, ben 4000 euro al mese, oltre iva e cassa forense. Insomma una bella somma data al fratello del Sindaco per attività delle quali ancora oggi non vi è traccia, ha spiegato il Capitano. Infatti, la relazione delle attività svolte dall’avvocato Ferrandino, che lo stesso legale aveva dichiarato scrivendo all’ufficio legale della CPL di voler consegnare nelle mani della Procura di Napoli (era già partita l’inchiesta) e poi alla Cooperativa, non è mai stata prodotta. Insomma un notevole stipendio mensile, per fare non si sa cosa. Su una altra vicenda, invece, la “consegna” della CPL Concordia all’avvocato Ferrandino era molto chiara: “stilare una relazione sul nuovo decreto n. 69 del 2013 il cd. “Decreto del Fare” del Governo Letta. Il lavoro viene effettivamente eseguito, ma a detta del Capitano del NOE in maniera abbastanza superficiale, scopiazzando anche male da alcune relazioni prese su internet. In pratica 25 pagine scopiazzate per un modico compenso di 24.000 euro. Quasi 1000 euro a pagina, per un lavoro che presumibilmente, se quanto detto da Capitano corrisponde al vero, è stato realizzato in poche ore di lavoro. Emerge abbastanza chiaramente che l’intento della CPL era quello di generare una “captatio benevolentiae” nei confronti della famiglia Ferrandino. Prima la convenzione stipulata proprio con l’Hotel “le Querce”, scelto, forse non a caso tra le oltre 200 strutture alberghiere sull’isola. Poi gli incarichi lautamente pagati al fratello del Sindaco. Insomma, è sembrata manifestarsi una tecnica imbonitoria ad opera dei vertici della CPL verso “i Ferrandino”. Nelle prossime udienze vedremo come sarà contro esaminato il Capitano del NOE dalle difese e ne daremo, come sempre, nella massima correttezza, conto.

 

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