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Processo CPL, l’udienza slitta a fine febbraio

NAPOLI. Nella scorsa udienza, prima dell’escussione del teste dell’accusa, il Capitano del NOE Scafatto, si era proceduto a dibattere su una vicenda legata alle intercettazioni. Alla richiesta della Procura, di acquisirne
alcune e di effettuarne la trascrizione,le difese si erano opposte in quanto avevano chiesto di esaminare tutti i decreti autorizzativi, per verificare l’utilizzabilità dei risultati dell’attività di intercettazione. La difesa, infatti, aveva comunicato, attraverso l’avvocato Vignola, di voler ricostruire la genesi delle intercettazioni, partendo dall’originario decreto autorizzativo. «Proprio questo atto, infatti, – ha disse in aula uno dei due avvocati
difensori del Sindaco Ferrandino – partirebbe dall’indicazione del processo originario, quindi anche come motivazione posta a supporto delle autorizzazioni di proroghe, ovvero quello a carico di Alfonso Papa ed altri. C’è il fondato motivo di ritenere che le intercettazioni esposte in questo processo traggano origine o abbiano la loro autorizzazione, in intercettazioni precedenti che questo stesso Tribunale ha dichiarato inutilizzabili, in
quanto Papa Alfonso all’epoca dei fatti era onorevole della Repubblica e non vi era autorizzazione a procedere». Per questo la difesa chiese di acquisire questi decreti per una valutazione. Il Pubblico Ministero ribadì, anzitutto che i decreti, sono a disposizione della difesa, ed inoltre precisò che questo processo, nasce da un altro processo “contenitore” non vi è quindi, secondo l’accusa, alcun collegamento tra le intercettazioni richiamate dalla difesa, e quelle del processo che si sta celebrando. Alla fine di questo confronto tra Procura e legali degli imputati, il Presidente del Collegio rinviò al 2 febbraio, così da consentire la valutazione e lo studio alle difese di tutti i decreti autorizzativi. Ieri quindi il Tribunale si sarebbe dovuto esprimere sulla questione legata alla legittimità del compendio intercettativo, ma così non è stato. Infatti nell’udienza celebrata presso il Tribunale di Napoli, ieri mattina, le difese degli imputati Giosi Ferrandino e Silvano Arcamone, hanno presentato una corposa memoria con la quale si punta a dimostrare l’illegittimità di tutto il compendio intercettativo. Per questo motivo, il Presidente del Collegio, per consentire anche alla Procura lo studio degli atti prodotti dalle difese, ha deciso di rinviare il tutto al prossimo 25 febbraio.

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