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Processo CPL, via libera alle intercettazioni

NAPOLI – Ci è voluto un po’ di tempo ma alla fine è arrivata la decisione su  una questione sollevata dalla difese degli imputati Giosi Ferrandino e Silvano Arcamone, nel processo penale in merito al filone dell’inchiesta su presunte tangenti per l’appalto della metanizzazione a Ischia. Dopo l’ultimo ed ulteriore rinvio, il Tribunale ha deciso: i decreti autorizzativi delle intercettazioni sono legittimi e quindi di conseguenza i testi delle varie intercettazioni sono ammessi come prove nel procedimento penale. La questione, come detto, era stata sollevata dalle difese degli imputati, che avevano presentato nelle scorse udienze una  una corposa memoria con la quale puntavano a dimostrare l’illegittimità di tutto il compendio intercettativo. La vicenda si pone quando il Pubblico Ministero durante una delle scorse udienze chiede al Tribunale, di integrare la richiesta di trascrizione delle intercettazioni telefoniche ed ambientali, con ulteriori conversazioni, relative ad un elenco prodotto dal PM al Tribunale. Tutto questo compendio intercettativo, pertanto sarebbe dovuto essere affidato per la perizia alla dottorssa Daddia.  A questa richiesta del PM, le difese si sono opposte in quanto hanno chiesto di esaminare tutti i decreti autorizzativi, per verificare l’utilizzabilità dei risultati dell’attività di intercettazione.

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