CRONACA

Processo Free Market, ancora un rinvio

I testimoni saranno ascoltati nella prossima udienza, fissata tra un mese

Ancora un rinvio nell’ambito del processo originato dall’inchiesta Free Market. Stavolta la prossima udienza è stata posticipata per fine febbraio. Il motivo è da ravvisarsi in una concomitante udienza di uno degli avvocati della difesa, impegnato in un processo dove l’imputato è detenuto. Il collegio giudicante ha quindi acconsentito al rinvio. A dicembre, come si ricorderà, le difese avevano ottenuto dal collegio presieduto dal dottor Pellecchia un termine a difesa per articolare una nuova lista di testimoni. Di conseguenza l’udienza era stata aggiornata alla data di ieri, quando è scattato il nuovo differimento per le deposizioni di Luigi Di Costanzo, Mattia Florio, dell’utc di Barano, gli architetti Francesco Mazzella e Tobia Di Ronza, Ciro Di Meglio del Comune di Ischia e due mercatali frequentatori dei mercatini baranesi.

Come i lettori ricordano, sono tredici gli imputati di questo processo, a vario titolo ritenuti responsabili, tra l’altro, di più episodi di peculato, concussione, corruzione per l’esercizio della funzione, abuso d’ufficio, falsità materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atto pubblico e truffa in danno del Comune di Barano. Le attività investigative iniziarono grazie alla denuncia di Alessandro Slama nei confronti del tenente della polizia municipale di Barano Antonio Stanziola, denuncia che diede origine a un’indagine sempre più ampia, arrivata a coinvolgere un gran numero di personaggi di Barano. L’inchiesta, oltre alla presunta gestione illecita dell’attività mercatale nelle varie zone del comune di Barano negli anni tra il 2012 e il 2013, alla quale finora sono state dedicate molte udienze con moltissimi testimoni chiamati a deporre (soprattutto tra le forze dell’ordine che condussero le indagini e tra i venditori ambulanti che partecipavano ai citati mercatini organizzati sul territorio del Comune di Barano) si occupò anche delle vicende relative all’hotel Casa Bianca ai Maronti, per la quale l’accusa ipotizzò una presunta illecita strategia per ottenere indebiti vantaggi nella vendita dell’immobile situato presso l’arenile del litorale baranese.

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