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Processo “gira l’isola”, assolti tutti gli imputati

Il giudice ha accolto la tesi dell’avvocato Michele Calise, riconoscendo che in materia di locazione di imbarcazioni turistiche va applicato il Codice della nautica da diporto, e non il Codice della Navigazione

Il fatto non sussiste. Con questa motivazione, dinanzi la sezione di Ischia del Tribunale, si è concluso il cosiddetto processo “Gira l’isola”, che ieri mattina ha visto la completa assoluzione di tutti i tre imputati. Il verdetto del giudice Pietro Rocco assume notevole rilevanza, in quanto la sentenza era molto attesa dagli operatori della locazione commerciale delle imbarcazioni da diporto dell’isola d’Ischia, un’attività molto fiorente con un giro d’affari in crescita negli ultimi anni, consistente nella vendita, da parte di alcuni operatori, di gite in barca intorno l’isola a comitive di turisti, arricchite da pranzi a bordo delle imbarcazioni e soste nelle baie più suggestive dell’isola verde.

Il dottor Rocco ha accolto la tesi difensiva, sostenuta dall’avvocato Michele Calise, secondo cui la materia delle locazioni turistiche è disciplinata dal Codice della nautica da diporto, il d.lgs 171/2005, piuttosto che dal Codice della Navigazione. Una differenza fondamentale, che ha consentito di vanificare l’impianto accusatorio. Il processo traeva origine dalle indagini effettuate dal Locamare di Forio nell’estate del 2011, che portarono al sequestro preventivo dell’imbarcazione Jolly. Quest’ultima, al pari di numerose altre imbarcazioni, secondo la tesi prospettata dall’accusa effettuava attività di trasporto abusivo di passeggeri, senza rispettare le norme di sicurezza stabilite dal Codice della Navigazione e mediante l’affidamento del Comando a personale non munito della necessaria autorizzazione.

Il fatto non sussiste: con questa formula il Tribunale ha accolto la prospettazione dell’avvocato Calise, il quale ha sostenuto che nel caso in esame va applicato il codice della nautica da diporto (D.Lgs 171/2005), che consente l’utilizzo delle unità da diporto a fini commerciali col ricorso a contratti di locazione e l’affidamento dell’imbarcazione a persone munite di semplice patente nautica

Com’è infatti possibile leggere nelle righe del decreto di citazione a giudizio davanti al Tribunale, i tre imputati in questo procedimento giudiziario erano accusati «dei reati di cui agli artt. 110 c.p., 81 cpv., 164, 1215, 292, 1117, 1143, 1231, 1216 Codice della Navigazione perché, in concorso tra loro, ponendo in essere più azioni esecutive di un medesimo piano criminoso, la […] nella sua qualità di legale rappresentante dell’omonima ditta proprietaria dell’imbarcazione da diporto Jolly, […] il […] in quella di obbligato in solido, il […] quale conduttore, destinavano la stessa ad un uso diverso da quello per cui la stessa era abilitata, visto che tale imbarcazione veniva utilizzata per fini commerciali e, in particolare, trasporto persone, senza che fossero rispettate le norme in materia di trasporto di persone di cui alla L. 616/62, senza che il comandante della nave fosse munito della necessaria autorizzazione, senza che la medesima attività di trasporto persone fosse autorizzata. Accertato in Ischia tra il 12 maggio e il 24 agosto 2011».

Dopo una serie di rinvii ottenuti dalla difesa, grazie al ricorso a diverse eccezioni procedurali, il processo si avviò realmente poco più di due anni fa. Nel corso delle udienze dibattimentali, tra gli altri venne ascoltato anche il comandante Gennaro Amato. Durante l’esame del militare della Guardia Costiera (che all’epoca dei fatti contestati ricopriva il ruolo di gerente del Locamare di Forio), l’avvocato Michele Calise fece più volte emergere l’incongruenza della tesi accusatoria, sostenendo appunto che vada applicato il codice della nautica da diporto (D.lgs. n. 171/2005), che consente l’utilizzo delle unità da diporto a fini commerciali attraverso il ricorso ai contratti di locazione o noleggio e l’affidamento della barca a persona munita di semplice patente nautica. In base a tale prospettazione, l’attività posta in essere dagli assistiti dell’avvocato Calise era da considerare assolutamente lecita e immune da vizi di natura penale.

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E tale tesi ieri mattina è stata pienamente fatta propria dal giudice Rocco, che ha mandato assolti i tre imputati con la formula dell’articolo 530 comma 1 del codice di procedura penale. Di questa decisione, come accennato in apertura, potrà giovarsi dunque l’intero settore della nautica da diporto, che da diverse stagioni sta conoscendo un vero e proprio boom nelle isole del Golfo.

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