Dolore, attese e verità al processo per Marta
Il processo per il femminicidio di Marta Orizko entra in una fase delicata con l’audizione dei testimoni del Pubblico Ministero. In aula emergono versioni divergenti su rapporti familiari, comportamenti precedenti e tempistiche dei fatti

Dolore che non si attenua, attese cariche di tensione e una verità che appare ancora lontana. La strada della giustizia per Marta Orizko resta complessa e irta di ostacoli. Si è svolta, infatti, una nuova e delicata udienza davanti alla Terza Sezione della Corte d’Assise di Napoli, nell’ambito del processo che vede imputato Ilia Batrakov per il femminicidio della giovane. L’udienza è stata interamente dedicata all’escussione dei testimoni indicati dal Pubblico Ministero. A deporre sono stati i familiari dell’imputato e della vittima — la madre e la sorella di Batrakov, il padre e la sorella di Marta — oltre agli operatori di polizia giudiziaria intervenuti nelle fasi successive ai fatti. Dalle testimonianze è emerso un quadro ancora frammentato e complesso, segnato da contrasti dichiarativi significativi. Le versioni fornite in aula, infatti, non risultano sempre sovrapponibili, soprattutto in relazione ai rapporti familiari, ai comportamenti precedenti al delitto e alla scansione temporale degli eventi. Divergenze che, in alcuni passaggi, appaiono ora favorevoli ora sfavorevoli all’imputato, alimentando un clima di incertezza che rende il processo aperto a diversi possibili scenari ricostruttivi.
Le deposizioni delineano un quadro complesso e ancora incompleto. La Corte è chiamata a fare chiarezza, mentre resta il dolore per una giovane vita spezzata


Particolarmente rilevanti sono state le deposizioni degli operatori di polizia giudiziaria, chiamati a illustrare le attività investigative svolte dopo il tragico evento. Anche in questo caso, sono emerse discrepanze soprattutto sui comportamenti antecedenti e sulle tempistiche, elementi che contribuiscono a delineare un mosaico probatorio non ancora definitivo e bisognoso di ulteriori approfondimenti. Presente in aula l’imputato Ilia Batrakov, assistito dagli avvocati Rocco Maria Spina e Ciro Pilato. Proprio quest’ultimo, al termine dell’udienza, ha sottolineato la delicatezza della fase processuale, ribadendo la necessità di «fare piena luce su molte circostanze per giungere alla verità processuale». Il procedimento proseguirà nelle prossime udienze con l’esame di ulteriori testimoni e l’analisi più approfondita degli elementi già acquisiti. Sarà compito della Corte valutare con attenzione le diverse versioni emerse e sciogliere i nodi ancora irrisolti, in un percorso giudiziario segnato da incertezze e valutazioni contrastanti. Resta, però, un’unica, tragica certezza: la morte atroce di una ragazza che aveva ancora tutta una vita davanti. Un’assenza che continua a pesare come un macigno.




