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Procida 2020, Idee e prospettive

Il 2020 sarà un anno importante ed impegnativo per la nostra comunità non solo perché sono previste le elezioni del Sindaco e del Consiglio comunale ma per i tanti appuntamenti che ci attendono

Di Luigi Muro

Il 2020 sarà un anno importante ed impegnativo per la nostra comunità non solo perché sono previste le elezioni del Sindaco e del Consiglio comunale ma per i tanti appuntamenti che ci attendono.

Prendo spunto dalla recente notizia della partecipazione al concorso nazionale che individua la città “della cultura” italiana e che ha visto l’stanza di partecipazione avanzata dall’attuale amministrazione comunale.

Non mi attardo a sottolineare che è una iniziativa positiva perché lo è oggettivamente né che Procida meriti tutto il bene possibile perché è auspicio che tutti noi sentiamo.

Vorrei sottolineare come questa occasione possa diventare un esempio di condivisione della idea che la classe dirigente ( e non solo) abbia appunto di Procida.

Partecipare ad una manifestazione di interesse cosi ambiziosa deve essere una occasione non solo e non tanto per ” vincere” un sfida approfittando magari di qualche benevolenza governativa ma una opportunità di confronto di idee e uno sforzo di sintesi complessivo.

A nessuno è sfuggito come negli ultimi anni Procida sia diventata una meta turistica molto richiesta e che i nostri concittadini abbiamo agganciato questa richiesta con sforzi imprenditoriali a diverso livello ed intensità.

Se ciò è vero,come è vero, è necessario mettere in campo le massime sinergie su aspetti generali ben consapevoli delle diversità di vedute, di metodo e di personalità che sono presenti nei due schieramenti che si fronteggeranno per il governo dell’isola nei prossimi 5 anni.

Ci sono dei campi come la sanità, i trasporti ,l’urbanistica e lo sviluppo turistico che non possono essere ridotti a idee personali e personalistiche di amministratori o (peggio ) di piccole lobby ma devono coinvolgere al massimo le energie non solo politico-amministrative.

Partendo da questo presupposto si potrà affrontare il prossimo quinquennio con la consapevolezza di vincere le importanti sfide che ci attendono.

La prima è quella di fornire OPPORTUNITA’ DI LAVORO ai nostri giovani che sempre più spesso intraprendono la via del viaggio all’estero dove svolgono con profitto attività manageriali o anche più “umili” legate al turismo.

Ovviamente non mi riferisco al campo marittimo che resta un fiore all’occhiello della nostra isola con nostri concittadini che si fanno onore non solo a bordo delle navi ma anche alla dirigenza delle compagnie, anche estere.

La seconda è tracciare una precisa identità della nostra isola che non prescinda da quello che di suo Procida riesce a trasmettere che non è poca cosa ma necessita di essere canalizzata con sforzi comuni e condivisi.

Consolidare la visione di Procida come la ” terza via” del golfo di Napoli e cioè di una realtà territoriale che non scopiazza le altre due isole ma mette in risalto la sua identità pronta ad affrontare le sfide della modernità.

La terza , non per ordine di priorità, è decidere il destino dei nostri tre gioielli principali:

LA CORRICELLA: ci interessa sempre che diventi patrimonio dell’Unesco e pensiamo che possa essere lasciata allo spontaneismo di iniziative singole?

L’ISOLA DI VIVARO: immediatamente ogni iniziativa che riporti questa importante parte del territorio procidano nella sfera decisionale (sia pure concorrente) della nostra comunità (da valutare la fattibilità di un esproprio in favore del Comune di Procida).

TERRA MURATA: ci va bene che la massima aspettativa sia la visita guidata o la colazione all’alba?

A noi NON VA BENE. Insomma un’isola smart nella accezione moderna del termine e non nella sua traduzione letterale…….

Vinceremo la sfida?

Lo sapremo tra qualche anno. Il problema non è essere di destra o di sinistra ma essere annoverati tra chi le cose le dice o le annuncia e chi invece le fa.

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