POLITICA

“Procida Capitale della Cultura 2021”, scintille tra Ambrosino e la Capodanno

Dopo l’assemblea pubblica tenutasi lo scorso sabato il Sindaco e la Vicepresidente del Consiglio Comunale si confrontano a mezzo social

Il confronto politico delle ultime ore è ancora caratterizzato dagli strascichi, seguiti all’assemblea pubblica indetta lo scorso sabato dall’Amministrazione comunale per discutere e condividere la proposta “Procida Capitale della Cultura 2021”, che ruotano intorno all’intervento (trasformatosi in un duro faccia a faccia con il moderatore “tecnico” dell’incontro) del Vice presidente del Consiglio Comunale Maria Capodanno, la quale, tra l’altro, rivendicava un maggior coinvolgimento della massima istituzione locale, al momento ancoro all’oscuro del progetto,e culminata, nelle ore successive, nell’annuncio delle sue dimissioni dalla carica. Proprio su tali questioni si è aperto, a mezzo social, un vibrato ed interessante botta e risposta tra il Sindaco Dino Ambrosino e la stessa Maria Capodanno.

“L’ultima volta che la consigliera Capodanno si è dimessa dal ruolo di vicepresidente del Consiglio Comunale (delibera n.5 del 30.03.2004), – scrive in un post sulla sua pagina Fb il Sindaco Ambrosino – fu anche l’unica in cui l’ho vista piangere in pubblico. In quell’occasione lei presiedeva la civica assemblea, ed ebbe un forte alterco con l’allora sindaco Muro, che le strappò di mano alcuni documenti. Lui la accusava di parteggiare per la minoranza e la discussione fu talmente violenta che per reazione ci furono le lacrime. Fortunatamente scene di altri tempi.Nell’assemblea di sabato scorso, quando il moderatore, dopo la presentazione, ha illustrato il lavoro che andava fatto nei gruppi, lei ha preso la parola rimproverando che il Consiglio Comunale non era stato convocato. In quel momento avrebbero potuto seguire una nostra risposta e varie altre repliche, in un parlarsi addosso della politica che non manca mai di riproporsi in tutte le situazioni. Viceversa il moderatore invitava tutti a divedersi nei vari gruppi di lavoro dove ci sarebbe stata per ognuno la possibilità di esprimersi. Cosa che chiaramente è successa, con gli interventi, spontanei e non concordati, di una quarantina di cittadini che hanno alzato la mano e proposto la propria visione, anche critica.

Qualsiasi assemblea ha regole di funzionamento a garanzia di tutti, e sabato sera c’erano almeno trecento persone che volevano dare un contributo di idee. D’altronde, come si può leggere nel testo del manifesto di convocazione, era già stata pubblicamente proposta l’articolazione della serata.

Sono favorevole a che in questa iniziativa il Consiglio Comunale sia coinvolto, ci mancherebbe. Del resto la mattina di mercoledì 22 gennaio io stesso ho parlato per un’ora con la vicepresidente Capodanno, illustrando anche i vari passaggi del progetto Capitale Cultura. La risposta è stata di condivisione e di disponibilità a partecipare all’assemblea pubblica.Abbiamo appena cominciato il percorso e c’è tempo di raccogliere le proposte di tutti. Il nostro interesse è quello di allargare la partecipazione e non abbiamo alcun bisogno di restringere il campo dei protagonisti. Per il bene che vogliamo a Maria e per il rispetto del suo ruolo, le chiediamo di continuare a impegnarsi per Procida”.Non si è fatta attendere la risposta della decana dei Consiglieri Comunali che, pur nao avendo un proprio profilo, attraverso la pagina del capogruppo di “Per Procida”, Menico Scala, ha replicato: “Caro Sindaco, sono stata informata che sui social hai pubblicato una tua nota in merito allo spiacevole episodio verificatosi contro il Consiglio Comunale, da me rappresentato in qualità di Vicepresidente di detta Istituzione, nel corso dell’Assemblea pubblica tenutasi presso l’Aula Consiliare sabato scorso sull’argomento “Procida Capitale italiana della cultura 2021.”

In merito a detta nota colgo con piacere due aspetti positivi. Quando ricordi lo spiacevole contrasto tra l’allora Sindaco Muro con la sottoscritta che ricopriva l’incarico di Presidente del Civico Consesso e sottolinei che lo feci fino alle lacrime, dimostri la mia coerenza a difesa dell’Istituzione che rappresenta tutti i cittadini, al di là dell’appartenenza politica. Non ne ho mai fatto un problema personale, né ieri, né oggi.

La mia condivisione dell’iniziativa manifestata per “Procida Capitale”, poco prima dell’Assemblea, insieme al coerente senso della difesa dell’Istituzione con la protesta da parte mia e di quanti l’hanno condivisa, dimostrano ampiamente che non era affatto un pretesto per disimpegnarsi per non lavorare o creare ostacoli, come un autorevole esponente della sua Amministrazione ed altri supporters, con toni canzonatori e sprezzanti hanno intrattenuto i vostri sostenitori via social.

Se lo spiacevole episodio può contribuire a far comprendere anche a chi in cinque anni non ha ancora compreso che gestire la cosa pubblica comporta, tra molto altro, il rispetto delle Istituzioni, non il trastullo con l’esercizio di insultarle in proprio, attraverso fakename o parenti vari, potrebbe essere stato un episodio positivo.

Tanto premesso, rilevo che nella tua nota non manifesti alcun ripensamento sui contenuti dell’episodio né, più che sul comportamento del tecnico intervistatore, sul tuo comportamento da presidente dell’Assemblea pubblica, né assumi impegno operativo a porre in premessa la centralità del ruolo del Consiglio Comunale. Anzi hai ribadito la tua convinzione che non è obbligatorio discuterne in Consiglio, semmai a cose fatte, quando non se ne potrà fare a meno per adozione di atti obbligatori, se ne parlerà.

D’altro canto questa è la linea che finora hai messo in atto, non solo durante l’assemblea ma adottando per delega atti di impegni di spesa di competenza specifica del Consiglio. Se c’era urgenza, osservo che la seduta di Consiglio può essere convocata in 24 ore. Peraltro le deliberazioni adottate ad oggi non sono state ancora pubblicate e quindi si ignorano i contenuti di spesa.

Può esserci un cittadino che possa ritenere giusto che avete provveduto ad informare ufficialmente 100 altri Comuni i quali con i loro organi istituzionali hanno provveduto ad avviare iniziative a nostro sostegno, altri Enti pubblici e privati hanno fatto altrettanto ed il Consiglio Comunale del paese interessato non è stato interessato?

Magari per essere accomodante, per mettere a tacere le male lingue, lasci intendere che una chiacchiera si può pure fare in Consiglio Comunale. E tutti vivranno felici e contenti.

La mia protesta non personale ma istituzionale ha senso nella misura in cui viene compreso ed affermato il principio fondamentale del ruolo democratico del Consiglio Comunale e, attraverso gli stessi mezzi di comunicazioni, social o stampa, con cui Esso è stato vilipeso, venga chiarito il vulnus arrecato, per una crescita culturale e democratica di quanti hanno condiviso e si sono associati all’offesa al Consiglio Comunale.

Quanto alla giustificazione che sono state applicate delle regole per contemperare gli interventi nei lavori, ribadisco che mi è stato chiesto dal tecnico di intervenire, non sono stata io a chiederlo. Poi mi ha strappato dalle mani il microfono, raddoppiando la scorrettezza verso la rappresentante del Consiglio Comunale che stava esprimendo non valutazioni politiche ma di rispetto della Istituzione. Anche tale comportamento è stato da te ritenuto ben fatto.

Per tranquillizzare Amministratori in carica, loro sostenitori o parenti – conclude Maria Capodanno – evidenzio che non sono personalmente interessata ad aprire campagne elettorali: ho deciso cinque anni fa che avrei conclusa la mia partecipazione alla competizione amministrativa. Anche a loro beneficio ho operato ed opero a tutela della corretta partecipazione democratica alla vita delle Istituzioni e spero che comprenderanno il senso della mia azione, anche a loro beneficio. Cordiali saluti Maria Capodanno”.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close