ARCHIVIO 2

Procida, l’isola che amo

Durante le feste di Natale è arrivata da Procida una delegazione capeggiata dall’assessore alla cultura Antonio Carannante per un incontro promosso ed organizzato da Michelangelo Messina e dal Comune di Ischia. Nella circostanza si è parlato dell’ex carcere di Procida. Il dottor Giacomo Retaggio con una chiarezza indiscutibile ci ha introdotto nella vita dei carcerati che lui stesso ha avuto in cura per lunghi anni.

Ne è venuto fuori un quadro interessante che ha messo in mostra come noi ischitani ed i procidani  non ci siamo mai avvicinati alle problematiche del carcere pur sapendo della sua esistenza. I molti episodi raccontatici, che potete leggere nel bel libro del dottore, dovrebbero farci riflettere e pure non poco. L’assessore Carannante ci ha parlato dell’ acquisizione del carcere da parte del Comune  e del progetto che l’ente locale dell’isola di Arturo sta avviando non nascondendo che l’impegno di circa 60 milioni di euro da reperire per farne un centro di cultura ed un albergo, non sarà certamente un’impresa facile. Ci siamo permessi di consigliare all’assessore di contattare il Fai, Fondo Ambiente Italia, che è l’unica fondazione in Italia che sta salvando e ridonando splendore a tanti beni culturali. Qualche mese fa contattai telefonicamente il Sindaco di Procida per segnalargli che ad Ischia i sei sindaci avevano emesse sei ordinanze per iniziare un percorso di disinquinamento del mare non immettendo materie inquinanti da terra. Il Sindaco non mi sembrò entusiasta di aderire all’iniziativa. Infatti non ha emesso l’ordinanza né si è fatto più sentire.

A differenza di Ischia dove, qualche volta, i sindaci ascoltano anche i cittadini, evidentemente a Procida non è di moda. Ma se Procida nell’ambito anche del Regno di Nettuno inquina il mare da terra non ne risentirà anche Ischia?

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Controllare Anche
Close
Back to top button
Close