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CRONACA

Procida, nasce la sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri

A spiegare la mission il presidente Gen. Antonio Sarchioni: «Fin qui eravamo una succursale di Ischia, ma quest’anno, avendo raggiunto il previsto numero legale di Soci, abbiamo voluto costituire una rappresentanza autonoma»

Di recente, per le strade dell’isola, anche grazie ad un protocollo sottoscritto con il Comune di Procida, si sono visti all’opera i volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri Sezione di Procida che aiuteranno a gestire le situazioni critiche dove c’è grande afflusso di turisti. Per saperne di più abbiamo intervistato il presidente dell’associazione, Gen. Antonio Sarchioni.

Presidente da qualche settimana vediamo sull’isola le uniformi dell’associazione nazionale carabinieri (a.n.c.).Ci può spiegare di cosa si tratta?

Un gruppo di volontari

«Non ripercorrerò tutta la storia dell’Associazione, che è lunga ed articolata. Dirò solo che l’Associazione di oggi è il risultato dell’evoluzione che ha avuto in 140 anni di vita, perché è stata un’Organizzazione dinamica, in grado di modificarsi per stare al passo con i tempi ed in linea con le mutate esigenze della società. Intanto l’Associazione non riunisce più solo Carabinieri in congedo, ma è estesa a tutti i componenti di quella che definiamo la “grande famiglia dell’Arma” e cioè Carabinieri in servizio, Carabinieri in congedo, Soci familiari e Soci simpatizzanti. Su questi ultimi vorrei soffermarmi, un momento, più avanti.La seconda trasformazione riguarda gli obiettivi. Infatti l’Associazione, pur mantenendo come obiettivo primario l’assistenza a chi è stato Carabiniere, ha deciso di estendere il proprio operato al servizio di tutta la Comunità, attraverso varie forme di volontariato».

Quindi un cambiamento importante?

«Si, direi un cambiamento radicale. L’Associazione è uscita dalle proprie sedi, quelle sezioni un po’ statiche che il nostro Presidente Nazionale chiama ironicamente le “sezioni dello scopone”, ed è andata ad operare nelle strade, fra la gente, attuando quella che, da sempre,è la vocazione dell’Arma, cioè la vicinanza ai cittadini.Se dovessi definire, con una sola battuta, ciò che è oggiAssociazione, userei l’espressione “fra la gente, per la gente”».

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In che modo opera l’associazione?

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«Come dicevo, l’Associazione opera sostanzialmente attraverso l’attività di volontariato. I Volontari possono, quindi, definirsi il “braccio operativo” delle Sezioni».

Come si diventa volontari e cosa fanno?

«Il volontariato viene esercitato con due distinte organizzazioni e precisamente:

Nuclei di Protezione Civile, inseriti nella Protezione Civile Nazionale, dotati di ottima organizzazione,di attrezzature e mezzi importanti,nonché di personale con specifica professionalità. Sono quei Volontari che abbiamo sempre visto intervenire in tutte la calamità naturali che, purtroppo, hanno investito il nostro paese;“Gruppi di fatto”, che non svolgono attività di protezione civile, ma operano a livello locale, attraverso la stipula di “protocolli d’intesa” con i Comuni. Essi svolgono un volontariato più ampio, che, solo a titolo esemplificativo, comprende:

l’assistenza alle persone fragili, cosa che si è rivelata particolarmente importante durante la pandemia, e, sempre durante la pandemia, va ricordata l’attivitàdei nostri Volontari presso i centri vaccinali;la presenza presso le scuole per agevolare l’entrata e l’uscita degli alunni;l’ausilio al personale di cancelleria presso gli Uffici Giudiziari;il monitoraggio del territorio, parchi e aree protette per la protezione dell’ambiente;la collaborazione presso musei, siti archeologici e città d’arte per la tutela del patrimonio storico e artistico. Cito in proposito la Reggia di Caserta dove ogni giorno ben 50 volontari dell’ANC ricevono i visitatori, li indirizzano e vigilano su quel grande patrimonio che la Reggia rappresenta;ed infine, il supporto alle Polizie locali, con mansioni ausiliarie. Si pensi ai tanti piccoli Comuni italiani dove vi sono pochi Vigili e pochi Carabinieri. Anche qui i Volontari dell’ANC costituiscono una risorsa importante».

Ora l’associazione è presente anche a Procida?

«Si, da alcuni mesi,come già ad Ischia, a Capri ed in altri 1700 Comuni italiani. Procida, per la verità, era una Sottosezione di Ischia, ma, sia per la distanza,sia per la presenza del mare,non è mai stata operativa. Quest’anno, avendo raggiunto il previsto numero legale di Soci, abbiamo voluto costituire anche sul nostro territorio una rappresentanza autonoma dell’ANC.

Eravamo, inizialmente, 15 soci effettivi, cioè 15 Carabinieri in congedo; oggi il numero degli iscritti si è raddoppiato, mala cosa più importante è che, in pochi mesi, siamo riuscitia costituire un “gruppo operativo” di 15 unità.Permettetemi, quindi, di ringraziare gli amici e i colleghi che, con me e prima di me, hanno sostenuto questa iniziativa e,in particolare, il nostro C.te di Stazione Mar. Magg. Antonio DI FRANCIA che, sin dal suo insediamento, si è adoperato,con azioni concrete, per raggiungere questo risultato. Abbiamo già collaborato con le Forze dell’Ordine in occasione della Sagra del Mare e dalla scorsa settimana siamo presenti, nei giorni e nei luoghi di maggiore affluenza turistica (per ora individuati in Piazza dei Martiri, Terra Murata e Corricella) ed, ovviamente, lo saremo anche in occasione di eventi di particolare rilevanza».

Quali, nello specifico, i vostri compiti?

«Come previsto dal “protocollo d’intesa” stipulato la scorsa settimana con il Comune, i nostri compiti, nello specifico, saranno: supporto alla polizia locale, con mansioni ausiliarie; osservazione del territorio e segnalazione alle Autorità preposte di situazioni anomale o di eventi che possono mettere in pericolo la sicurezza urbana; informazioni ed assistenza ai turisti che affluiranno in quelle aree.Ci auguriamo di poter estendere, in futuro, la nostra presenza anche in altre zone dell’isola».

L’associazione ha già una sede?

«Non abbiamo ancora una sede definitiva, ma ci stiamo lavorando. Abbiamo, però, una sede provvisoria e ringrazio di cuore, a nome di tutti i Soci, il Priore e gli amici della Congrega dei Turchini che, affettuosamente, ci ospitano presso di loro».

Voleva dire qualcosa sui soci simpatizzanti?

«Si, per concludere, vorrei soffermarmi un attimo sui c.d. Soci Simpatizzanti, perché essi costituiscono una risorsa importante per il volontariato, non solo nel nostro caso, ma per tutte la Sezioni d’Italia. I Simpatizzanti sono donne e uomini che, pur non avendo indossato la divisa di Carabiniere, nutrono particolare attaccamento all’Arma e condividono le finalità della nostra Associazione.Ora, in un piccolo paese ci conosciamo tutti e,naturalmente, vedere persone, conosciute come “non Carabiniere”, indossare un’uniforme con la scritta “Carabinieri”, susciterà qualche perplessità e qualche domanda. Ebbene, voglio rassicurare tutti che nessuno dei nostri Volontari vuole apparire ciò che non è. Si tratta, invece, di persone serie e generose, che, volendo dedicare una parte del proprio tempo a favore della Comunità, hanno scelto di farlo in questa Organizzazione a cui si sentono particolarmente vicini e, quindi, con le insegne di questa Organizzazione, che,a pieno titolo, sono autorizzati a portare. Sono certo che i nostri Volontari diventeranno presto figure familiari e punti di riferimento sul nostro territorio. Permettetemi di concludere con una riflessione personale. Mi rammarico con me stesso per essermi avvicinato tardi a questa Organizzazione, che confesso, pur essendo stato Carabiniere, non conoscevo bene»

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