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Procida, ossa e scheletro ritrovati a Chiaia e Punta Ottimo

La Procura di Napoli indaga sul ritrovamento di resti umani, un corpo quasi integro ed una gamba rinvenuti domenica a poche ore di distanza e a circa un chilometro e mezzo l’uno dall’altro su due istmi contrapposti dell’Isola partenopea. Potrebbero appartenere alla stessa persona ma ovviamente gli inquirenti non escludono nessuna pista

Macabri ritrovamenti sulle coste dell’isola di Procida- Qui sono stati rinvenuti resti umani in due punti diversi dell’isola e su versanti opposti. I resti sarebbero stati ritenuti dagli esperti già in avanzato stato di decomposizione e potrebbero appartenere alla stessa persona. Si indaga. La Procura di Napoli ha già aperto un fascicolo. Due diverse segnalazioni nella giornata di domenica 30 giugno hanno messo in allerta Guardia Costiera e Carabinieri che, al termine di una delicata operazione, hanno recuperato parti di una gamba ed un corpo scheletrico quasi intero a circa un chilometro e mezzo l’uno dall’altro.

UNA TIBIA E UNA SCARPA SULLA SPIAGGIA DI CHIAIA, UNO SCHELETRO A PUNTA OTTIMO
La prima segnalazione è giunta dalla spiaggia della Chiaia, dove sono stati trovati parti di un corpo umano, quelle che potrebbero essere le mortali di una stessa persona, secondo quanto ci è dato apprendere, si tratterebbe di un osso della gamba (una tibia), verosimilmente un piede ancora racchiuso in una scarpa. Più tardi a Punta Ottimo, nella parte opposta dell’isola Procida, dunque a diversa distanza dal primo ritrovamento, sono stati segnalati e scoperti i resti di uno scheletro quasi integro per il cui recupero si è reso necessario l’intervento dei sub specializzati della Guardia Costiera.In entrambi i casi è stata data notizia all’autorità giudiziaria per avviare le operazioni di recupero e l’iter burocratico di rito. I due ritrovamenti sembrano scollegati tra di loro ma non si esclude nessuna ipotesi.

TEST DEL DNA PER RISALIRE ALL’IDENTITA’

A seguito del ritrovamento con l’intervento dei Carabinieri e della Capitaneria di Porto, la Procura di Napoli ha disposto il trasferimento dei resti a Napoli, per l’effettuazione del test del DNA, grazie al quale si spera di risalire all’identità del cadavere a cui appartenevano quei resti. Secondo gli inquirenti, infatti, si potrebbe trattare di un unico corpo, portato a riva dalle recenti mareggiate o sepolto da anni dalla sabbia ma al momento non si esclude nessuna ipotesi a riguardo. Gli accertamenti eseguito dagli esperti anatomopatologi del Secondo Policlinico di Napoli saranno determinanti almeno per accertare se si tratta di una sola persona, oltre a costituire un fondamentale tassello per chiarire la datazione e le possibili cause del decesso, ancora cosa e come abbia traportato fino a Procida. Non è la prima volta che ritrovamenti analoghi si verifichino sulle coste Campane, certamente è il primo caso in cui si registri un doppio ritrovamento su un’isola partenopea, per di più nello stesso giorno, sulle stesse coste, ma su versanti opposti. Anche se potrebbe trattarsi di un unico corpo smembrato e trascinato in quegli anfratti nel tragico evolversi degli eventi.

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Che dire, una brutta storia ma anche la storia della povera Antonella di Massa è molto brutta. Anche perché di Antonella non si è saputo più niente. Chissà perché. Un mistero.

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