POLITICA

Procida,votare non basta: occorre un patto con i cittadini

DI PASQUALE LUBRANO LAVADERA

Tra pochi mesi a Procida si ritorna alle urne per eleggere il Sindaco e il nuovo consiglio comunale. La crisi della democrazia in Italia porta conseguenze anche nella piccola isola. Non c’è scampo se si continua a votare come abbiamo fatto fino a ieri. Quale è il punto debole che vanifica l’idea stessa della sovranità popolare mettendo in crisi la democrazia un po’ dappertutto? Il popolo è vero sceglie col voto il Sindaco e i Consiglieri comunali, ma poi se ne torna a casa e lascia il politico da solo. Altre volte invece gli eletti dicono no a quei cittadini che vorrebbero continuare ad essergli accanto anche dopo le elezioni. In tal modo a governare non è più il popolo ma l’eletto E sappiamo un po’ tutti quello che può succedere. Qualcuno si giustifica dicendo: Ma il Sindaco eletto ha presentato al popolo un programma? Ed è quel programma che garantisce il governo democratico. Ma sappiamo tutti che non è cosi . La vita politica è così tumultuosa che del programma si perdono le tracce.

Resta però vero che cittadini hanno il diritto di sapere cosa si sta facendo per l’attuazione di quel programma e rivolgere le proprie critiche se non si tien fede a quanto promesso. Ricordo che il Sindaco procidano Aniello Scotto di Santolo, fine anni 90, attuò una sorta di informazione capillare nelle comunità parrocchiali. Ma l’esperimento non si radicò nel territorio. Ecco allora la proposta, del sociologo e politico Tommaso Sorgi, deputato al nostro Parlamento per tre legislature dal 1953 al 1972: Realizzare tra il candidato e un gruppo di cittadini un patto etico politico, che prevede un incontro periodico dopo le elezioni con quei cittadini che lo hanno sostenuto per verificare insieme i passi fatti, quelli ancora da fare e le modifiche da apportare se qualcosa non è andata nel verso giusto. Solo in tal modo si partecipa realmente come cittadini alla vita democratica del proprio paese, apportando il proprio contributo durante il mandato. Ricordo che nel 1993 la lista civica Il Ponte mise nel proprio programma questo patto etico-politico proposto dall’On. Sorgi e il gruppo dei cittadini che aveva promosso la lista si confrontava spesso con il loro rappresentante nel Consiglio Comunale.

Ma l’esperienza si esaurì in quei primi anni fino allo scioglimento del Consiglio Comunale avvenuto nel 1996 per inadempienze istituzionali essendo il Comune di Procida in pieno “dissesto” economico. E a quanto ci risulta non si ripeté ne a Procida né in altre città della Campania. Certamente un segnale non positivo per la vita democratica italiana in quanto senza la partecipazione dei cittadini durante il mandato, tutti i governi delle città di riducono a semplici oligarchie che fomentano la nascita di un diffuso populismo che chiede a gran voce l’uomo forte. Il passo verso forme di politiche autocratiche, come si può intuire, è molto breve.

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Un commento

  1. La sensazione che ho ricevuta delle elezioni a sindaco di Procida, comprende il desiderio di rinnovamento insieme all’eventuale malcontento degli elettori più esigenti . Vincenzo Capezzuto, che ho avuto l’onore di incontrare in una giornata di pioggia battente, mentre per disperazione cercavo un passaggio da isolani anche non conoscenti, mi ha accompagnato alla entrata del porto con cavalleria, vedendomi in tali difficoltà e, la mia sorpresa, saputo del suo ruolo locale, mi ha suggerito con chi e perchè rieleggere chi dimostrava simili sentimenti verso i propri concittadini!

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