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Procida, sbarca con l’hashish e viene arrestato

Il 20enne Gianluca Barone è stato sorpreso mentre sbarcava da un aliscafo dai carabinieri. Ieri mattina il processo per direttissima, conclusosi con l’assoluzione del giovane

Era di ritorno dalla terraferma e credeva di poter sfuggire ai controlli, ma aveva fatto i conti senza l’oste, rappresentato dai carabinieri della Stazione di Procida, coordinati dal maresciallo Antonio Di Francia. E’ così finito in manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente il ventenne isolano Gianluca Barona, già noto alle forze dell’ordine nonostante la sua giovane età. I militari dell’Arma, nell’ambito di una serie di servizi antidroga disposti dal Comando Provinciale di Napoli e anche a seguito di una serie di attività info investigativa che li aveva portati ad entrare in possesso di alcune indiscrezioni, si sono messi a presidiare la zona portuale per controllare le persone che sbarcavano da traghetti e aliscafi provenienti da Napoli o Pozzuoli.

manette carabinieri

Tra queste, i carabinieri hanno subito notato il Barone che però alla vista dei tutori dell’ordine ha avuto un atteggiamento inequivocabilmente equivoco: invece di attraversare il terminal e raggiungere la strada, ha fatto repentinamente marcia indietro tornando a bordo dell’aliscafo. Il tutto con la speranza, evidentemente vana, di non essere notato. I carabinieri hanno a quel punto atteso con pazienza che il mezzo di trasporto si svuotasse e a quel punto sono saliti a bordo e lo hanno fermato. Immediatamente Gianluca Barone è stato sottoposto a perquisizione domiciliare al termine della quale veniva trovato in possesso di dodici stecchette di hashish per un peso complessivo di ventuno grammi. A quel punto il ventenne procidano veniva dichiarato in stato di arresto e condotto in caserma per gli adempimenti di rito. Dell’accaduto è stato messo al corrente il sostituto procuratore di turno, che ha disposto la celebrazione del rito per direttissima che è stato celebrato ieri mattina davanti al giudice monocratico del Tribunale di Napoli. Che alla fine ha però assolto il Barone, non ritenendo che esistessero i presupposti dello spaccio per il quantitativo di stupefacente rinvenuto addosso al giovane.

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