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Procida, sequestrati ricci di mare

Controlli serrati contro il rischio botulino: Polizia Locale e Capitaneria in azione, scattano sanzioni e distruzione del prodotto. La merce, potenzialmente pericolosa per la salute pubblica, è stata distrutta e al trasgressore è stata elevata una multa da 1.500 euro

Giornate di controlli serrati sull’isola di Procida, dove la Polizia Locale e la Capitaneria di Porto hanno elevato il livello di guardia in seguito ai recenti casi di botulismo che hanno destato preoccupazione in Campania e non solo. L’attenzione si è concentrata soprattutto sugli sbarchi di merci e prodotti alimentari, punto nevralgico per l’approvvigionamento dei ristoranti e delle attività turistiche. Proprio durante un servizio di vigilanza nella centrale via Roma, gli agenti della Municipale hanno notato l’atteggiamento sospetto di una persona in arrivo dal porto. Dopo un rapido controllo, è stato accertato il trasporto di barattoli contenenti ricci di mare conservati in violazione delle più elementari norme igieniche e prive di qualsiasi etichettatura o certificazione di tracciabilità. Vista la natura del prodotto – si tratta di ittofauna – è stato richiesto l’immediato intervento della Capitaneria di Porto. Gli uomini dell’autorità marittima, insieme alla Polizia Locale, hanno redatto un verbale congiunto procedendo al sequestro di 19 barattoli di ricci di mare, ognuno del peso lordo di circa 420 grammi, per un totale di oltre 8 chili di prodotto. Secondo quanto emerso, la merce era con tutta probabilità destinata ad alcuni ristoratori dell’isola, interessati a proporre il pregiato riccio di mare nei menù di Ferragosto. Una filiera sommersa che, se non intercettata, avrebbe potuto rappresentare un serio rischio per la salute pubblica.

Al trasgressore è stata comminata una sanzione amministrativa da 1.500 euro, mentre i barattoli sequestrati sono stati immediatamente distrutti. La decisione si è resa necessaria non solo per l’assenza di tracciabilità, ma soprattutto perché i prodotti erano considerati inidonei al consumo umano, potenzialmente veicolo di contaminazioni e agenti patogeni, tra cui proprio il botulino. L’operazione, spiegano le autorità, rientra in una più ampia strategia di prevenzione, mirata a tutelare cittadini e turisti in un periodo dell’anno caratterizzato da grande afflusso sull’isola. I ricci di mare, se conservati in maniera scorretta, possono diventare estremamente pericolosi, trasformandosi da piatto prelibato in potenziale minaccia per la salute.

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