CULTURA & SOCIETA'

Prodigio originò costruzione del Duomo di Orvieto per Reliquia

Con gli ex alunni visita a Bolsena Eucaristica per il Corpus Domini

Lo strepitoso Miracolo Eucaristico avvenuto nel 1263 a Bolsena, in provincia di Viterbo e diocesi di Orvieto, originò la Solennità Cattolica del Corpus Domini e la costruzione nella vicina Orvieto del mirabile Duomo d’arte, dove è conservato il Corporale che, durante la celebrazione della S. Messa, alla frazione dell’Ostia dopo la consacrazione, questa tra le mani del dubbioso Sacerdote boemo Pietro da Praga si trasformò in carne da cui stillava miracolosamente abbondante sangue. Ebbene, per ben due volte la Scuola, guidata dallo scrivente, organizzò con i bravissimi ex Allievi visite culturali a Bolsena (e non solo) per vedere quanto accaduto e conservato nel Reliquiario contenente la tavola di marmo macchiata dal sangue del Prodigio Eucaristico nella monumentale Basilica dedicata a Santa Cristina a Bolsena sulla sponda del panoramico lago di origine vulcanica.

La prima visita in bus -con la Bandiera della Sezione Anc di Ischia presieduta dal compianto Presidente Corazziere Giovanni Celebrin- fu il 2 ottobre 2002, con preliminare visita a Palidoro: all’uscita Aurelia verso Civitavecchia al km 30-Palidoro i Carabinieri della competente stazione di Passoscuro col gentile Comandante Caloggi ci vennero incontro per accompagnarci, senza eventuali ritardi, sul luogo ove fu martirizzato il giovane Brigadiere napoletano Salvo D’Acquisto, dinanzi all’azzurro mare. Quindi visita alla vicina necropoli di Cervèteri, Bracciano e poi appunto a Bolsena e infine ritorno da Orvieto in un giorno. La seconda visita in bus, due giorni, il 14 ottobre 2005 con pernottamento all’hotel Frate Sole di S. Maria degli Angeli, frazione di Assisi: visita alla necropoli di Tarquinia, al Palazzo dei Papi a Viterbo, sulla stessa linea ancora Bolsena, cascata Le Marmore di notte e albergo; l’indomani dopo la visita alla Porziuncola, al Santuario d’Assisi col Reliquiario del Santo Patrono d’Italia; infine rientro verso autostrada con sosta ad Orvieto. Formative esperienze culturali e religiose. Intanto, dinanzi a quel Miracolo il Sacerdote Pietro concluse la celebrazione avvolgendo tutto nel Corporale di lino usato che si macchiò immediatamente di sangue e fuggì verso la sacrestia. Durante il tragitto alcune gocce di sangue caddero anche sul marmo del pavimento e sui gradini dell’altare.

Il Sacerdote andò subito da Papa Urbano IV, che si trovava in visita nella vicina Orvieto, per riferirgli l’accaduto e il Pontefice, per verificare la veridicità del fatto e riportare le reliquie, inviò a Bolsena il Vescovo di Orvieto Giacomo accompagnato dai teologi Tommaso d’Aquino e Bonaventura da Bagnoregio (Viterbo). Tra la commozione e l’esultanza di tutti, il Papa mostrò le Reliquie al popolo dei fedeli e le depose nel Sacrario dell’antica Cattedrale orvietana di Santa Maria Prisca e successivamente nel 1290 fu innalzato sul luogo più alto il Duomo (sotto la guida di Arnolfo di Cambio e di Lorenzo Maitani), al quale si aggiunse la Cappella del Corporale (con Ostia e i purificatoi) nel 1350, mentre l’altare e le quattro lastre di marmo macchiate di sangue sono a Bolsena. Il Papa Urbano IV istituì la Solennità del Corpus Domini con la bolla “Transiturus de hoc mundo”, affidando a Tommaso d’Aquino il compito di preparare i testi per la liturgia e la S. Messa. Comunque già nella prima metà dell’VIII secolo nella Chiesa di S. Francesco a Lanciano l’ostia e il vino si trasformarono in carne e sangue (tuttora conservati) alla consacrazione nelle mani di un monaco basiliano dubbioso. Comunque Gesù, vero Dio e vero Uomo, a Tommaso: “beati quelli che credono senza vedere”. (continua)

*Pasquale Baldino – Responsabile promotore diocesano Cenacoli Mariani; docente ordinario Liceo; poeta (e-mail: prof.pasqualebaldino@libero.it)

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