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Progetto Ischia

 

di Graziano Petrucci

Premessa 1. Terremoto atto 7. “Progètto” è una bellissima parola. Indica l’ideazione, il piano, la proposta o una serie di lavori o il proposito di qualcosa che si vuole fare o si ha intenzione di fare. Stabilisce movimento, attività, una dimensione nuova che si vuole realizzare, oltre che attualità e futuro. Luigi Iacono, già sindaco di Serrara Fontana, qualche anno fa lanciò questo che con il passare del tempo è diventato un contenitore d’idee. Oggi è con l’avvocato Roberto Iacono, suo figlio, consigliere di opposizione a Serrara Fontana, che ha ripreso “Progetto Ischia”. Assieme a Celestino Iacono, imprenditore e socio fondatore del “Consorzio Sant’Angelo: la tua vacanza di qualità”, e l’ingegner Angelo D’Abundo, attuale presidente OS.IS (Osservatorio per lo studio dei fenomeni socio economici di Ischia) ha acceso i riflettori su un tema specifico, vale a dire la ricostruzione di case post terremoto e la possibilità di realizzare abitazioni prefabbricate per le persone che le hanno perse a causa del sisma. Si è trattato di un “workshop”, ossia di un laboratorio solo per addetti ai lavori e non di un convegno “aperto” – tanto è che sono stati inviati solo professionisti e decisori politici. Ed è in quest’ambito, appunto, in cui s’inserisce un “progetto”, che sull’isola – forse – si sta muovendo qualcosa. “Progetto” fa passare pure l’idea che “gettare avanti, a favore” sia l’unica risorsa all’immobilismo e che, per conseguenza, è sulle risorse umane che bisogna puntare per ricostruire il futuro partendo, perché no, da progetti innovativi e secondo standard diversi da quelli che abbiamo perseguito finora, eco sostenibili ed eco compatibili e modificando perciò il “concetto di edilizia”. Un dato venuto fuori, e vale la pena rilevarlo, è che i sindaci dei Comuni isolani hanno in parte direttamente ammesso che da soli non riescono a far granché e gli occorrerebbe una guida. Pascale ha chiesto al professor Sebastiano Conte di dare loro una mano). I primi cittadini – mancava Gaudioso di Barano- hanno confessato la necessità di mettersi assieme per studiare soluzioni. Sì, ma quando? Intanto il tempo passa e le persone sfollate, oltre che “terremotate”, sono demotivate e scoraggiate e si sentono abbandonate a loro stesse. Un altro dato che è confermato dalla necessità che le sei amministrazioni collaborino assieme e tra loro, è ciò che tanti urlano da anni nel deserto di quest’isola sorda. L’uso dell’amministrazione non dovrebbe esaudire solo l’esigenza del “potere” fine a se stesso ma questo – il “potere” – andrebbe gestito per e a favore della collettività e non per crearsi spazi di visibilità – avanzando magari proposte assurde e irrituali, oltre che certamente prive di effetti – sui quotidiani o in televisione o sul social network. Benché si tratti di un concetto banale, rappresenta al contrario un punto fondamentale. Perché apre al “progetto” secondo cui soffriamo la presenza di una classe – politica, amministrativa, dirigente – non all’altezza, a volte inadeguata, e si avverte la necessità di ricostruirla, ma prima, “progettarla”. In questo senso il dibattito su cui “Progetto Ischia” ha acceso i riflettori partendo da un tema delicato non comprende solo il tema delle case e le possibilità, economiche e di lavoro, collegate. Pensate per esempio a un progetto di costruzione di case prefabbricate, di ultima generazione, antisismiche soprattutto, economiche, in grado di produrre energia invece che consumarla, in cui si possa coinvolgere le maestranze isolane. Pensate al lavoro che potrebbe svilupparsi e alimentare nuovi settori creandone di nuovi. Pensate alla brevità di soluzioni e al ritorno in termini d’immagine. “Progetto Ischia” non ha acceso solo i riflettori su un tema ma ha detto praticamente che certi aspetti spigolosi delle amministrazioni devono terminare e bisogna smetterla di attendere; e che il nostro obiettivo da adesso in poi non sono in modo esclusivo la mancanza di strumenti normativi come un piano regolatore ma anche il tempo e gli amministratori.

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