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PROMOZIONE Procida, Crisano: «Un’annata ricca di soddisfazioni. Grazie Cesarano»

Il dg biancorosso esprime tutto il suo rammarico in merito alla sconfitta di domenica col Sant’Antonio, ma si complimenta con l’intero staff e i calciatori: «Forse di più non potevamo fare, è stata un’annata faticosa, ma sicuramente positiva»

Il dg biancorosso esprime tutto il suo rammarico in merito alla sconfitta di domenica col Sant’Antonio, ma si complimenta con l’intero staff e i calciatori: «Forse di più non potevamo fare, è stata un’annata faticosa, ma sicuramente positiva»

Procida. Si chiude così l’annata del Procida con un nulla di fatto, una sconfitta che è alquanto pesante e dolorosa, se si considera quanto questi ragazzi volevano e avrebbero voluto compiere l’impresa. Quanto, ognuno a suo modo e nel suo piccolo, ha comunque contribuito al completamento della stagione ma soprattutto alla ricerca di questo sogno. Finisce però, a malincuore e a nulla è servita la rete di Lorenzo Costagliola che dal momento in cui è entrato in campo ha dato sicuramente più verve e forza ai suoi compagni. Chissà forse quel rigore, se il direttore di gara l’avesse concesso, ora staremo ancora festeggiando; oppure quel palo al 90’, se fosse entrato in porta, ci sarebbe stata la possibilità dei supplementari e qualche chance in più. Fatto sta, comunque, che facendo anche un po’ di sana autocritica oltre alla sorte avversa, soprattutto nella ripresa, i ragazzi di mister Ferraro non sono entrati in campo con quel giusto piglio, anzi, nonostante, il Sant’Antonio avesse ben due risultati a suo favore ha avuto sicuramente più fame e voglia di vincere del Procida che, nella prima frazione di gioco è apparsa a tratti anche un po’ forse timorosa. Di certo l’ansia da prestazione e la consapevolezza di aver a propria disposizione solo un risultato, non ha fatto bene alla squadra di patron Cesarano che, quasi con gli occhi lucidi, a fine gara, nonostante la sconfitta, ha comunque voluto abbracciare uno ad uno i suoi giocatori e ringraziarli per quanto fatto durante l’intera stagione.

Di questo e altro ne abbiamo parlato con il dg Nicola Crisano che così esordisce: «Indubbiamente c’è tanto dispiacere e tanto amaro in bocca per il risultato di una partita non  intrapresa forse nel verso giusto – e prosegue cercando di essere quanto più obiettivo possibile  – Ieri è stata una partita nata non molto bene o comunque non come ce l’aspettavamo o credevamo. Siamo entrati molli in campo a differenza del Sant’Antonio Abate che nel primo tempo, erano invece molto determinati e carichi e possiamo dire che hanno senza alcun dubbio gestito e fatta loro la gara. Tutt’altra storia invece nella ripresa dove possiamo prenderci i meriti di essere stati sicuramente più incisivi».

Secondo lei cosa non è andato ieri? Quali errori potremmo imputare alla squadra?  

«Forse quello che ci ha un po’ frenato è stato il fatto di sapere di avere a nostra disposizione un unico risultato e ci ha fregato. Eravamo troppo timorosi soprattutto nel primo tempo. Ma non me la sento di additare nessuno ne di colpevolizzare qualcuno nello specifico. Abbiamo fatto quanto di meglio potevamo, la squadra ha lavorato bene in questo mese purtroppo però si vide che questo mese ha fatto più bene a loro che a noi. Come più volte ho detto il mare per lo mezzo fa male: aumenta le spese, le trasferte, i costi e gli acquisti inerenti ai giocatori. Affrontare campionati sulle isole è durissima».

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Volendo analizzare più da vicino la gara cosa ci dice?

«Per quanto concerne il primo tempo, come detto poc’anzi, la squadra era molla non c’era in campo ed era priva di idee. Nel secondo tempo ho visto tutt’altro Procida e devo che quel Procida ha fatto l’impossibile per agganciare il pareggio, ma purtroppo poi la sorte anche ci ha messo il suo. Faccio i complimenti a Lorenzo Costagliola, a Scippa, Selva, tutti quellic he sonoù

entrati ed hanno cambiato il volto della gara, ma anche a chi ha giocato per gli inetri novanta minuti per non essersi arreso e per aver comunque lottato fino alla fine. Il Procida ha fatto quello che doveva fare. Indubbiamente si poteva giungere a qualcosa di più soprattutto se quel rigore fosse stato concesso, e parliamo di un rigore nettissimo sotto gli occhi di tutti. Così come al 90’ quella palla che è andata a stamparsi sul palo invece di entrare in porta… Io sono sicuro che se avessimo recuperato la partita con quel palo, nei supplementari il Procida ce l’avrebbe fatta perché Sant’Antonio era alquanto stanco».

Ha accennato ad un’annata importante qual è l’immagine che a suo dire meglio rappresenta questa stagione?

«Sicuramente gli occhi lucidi a fine partita del presidente Cesarano. E’ stata un’annata ricca di soddisfazioni e per questo ringrazio a nome di tutti il fruitore di tutto ciò, il presidente. E credo che tutto si possa racchiudere in quegli occhi lucidi. E’ una persona che ha dato molto anzi potremmo dire che si è dato anima e corpo a questa squadra e quel suo dispiacersi per non essere riusciti a coronare un sogno o comunque un’ambizione da lui fortemente desiderata e ricercata, spiega sia i suoi bei occhioni lucidi che tutto il resto. Io direi che è un uomo, un vero uomo che si è dato agli altri, investendo in un progetto e in una realtà se vogliamo a lui nuova. Ed è poi un gran signore, nonostante infatti la sconfitta si è recato negli spogliatoi e ha abbracciato l’intera squadra, uno ad uno ringraziando tutto per l’impegno profuso durante tutto l’arco dell’anno. Si vedeva che il suo era un abbraccio sincero, genuino, vero. Ed io voglio unirmi a questo suo caloroso gesto perché tutti noi, l’intero staff da quello organizzativo, dirigenziale, tecnico hanno contribuito a questa grande annata che al di là del risultato finale è stata per tutti noi una stagione che si chiude con il segno positivo. Anzi e vorrei sottolineare a tutti coloro che al limite faranno dei paragoni eventuali con le stagioni precedenti che un campionato come quello disputato quest’anno non si vedeva in Promozione da tanto, per la mole di squadre importanti, che hanno fin dall’inizio, cercato, di prendere parte alla conquista della cima. In quest’annata ci siamo imbattuti in squadre come il  Poggiomarino, il Vico Equense, lo stesso Sant’Antonio e l’Ischia che fino a che ha retto (e credevo in tutta sincerità che ce la facesse a raggiungere gli spareggi), ci hanno dato non poco filo da torcere. Le stesse Torrese e Neapolis. Io direi che quella di quest’anno è stata più un seconda Eccellenza. Se avessimo affrontato un campionato come lo scorso anno dove a concorrere c’era un’unica squadra l’Afro United, con la rosa che abbiamo oggi, io credo che avremmo vinto noi. Concludo volendo ringraziare tutti da Gerardo Lubrano a Mariano Amalfitano, Salvatore Scotto, Salvatore Consalvo, Biagio Lubrano sempre vicino ala squadra , il Dott. Pasquale Tramontano e l’amico Luigi Muro che ci ha sempre seguiti sia in casa che fuori casa, ospitandoci anche nella sua struttura alberghiera. Al di là di ciò che qualcuno abbia o meno detto facendo riferimento ad un’ondata napoletana e una procidana, io dico che siamo tutti figli di questa terra anche io e il presidente Crisano ed entrambi vogliamo il bene di questa terra. Ora vedremo cosa il presidente deciderà per il futuro, sono convinto però, conoscendolo, che non si fermerà qua e che sicuramente ripartirà con ancora più entusiasmo. Cercherà e cercheremo di lavorare tutti sugli eventuali errori fatti e tireremo le nostre somme».  

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