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PROMOZIONE Procida, Micallo: «Non credo sia possibile un ritorno in campo»

Il capitano biancorosso fa il punto della situazione in merito alla fine del lockdown e alla quasi certa impossibilità di poter tornare in campo e concludere i campionati

Oramai il ritorno in campo è quasi per tutti un sogno, un qualcosa di impossibile e irrealizzabile almeno per i dilettanti. Di questo e altro ne abbiamo parlato con il capitano del Procida, Giovanni Micallo.

Fase 2, si riparte ma il calcio soprattutto quello dilettantistico sembra non riuscire a trovare una quadra…

«Si purtroppo non è facile credo che sia arrivato il momento di cambiare qualcosa a livello dilettantistico. I giocatori hanno bisogno di essere tutelati con dei contrattini che abbiano valore anche perché soprattutto in serie come la D ed in Eccellenza ci sono tanti calciatori che vivono solo di calcio e che si allenano 5 volte alla settimana più la partita quindi di dilettantismo c’è veramente poco».

Tante le polemiche, secondo te sarebbe pensabile un ritorno in campo?

«Non credo che si riescano a riprendere i campionati e a rispettare le disposizioni sanitarie, sarà un impresa e cosa ancora più impossibile nei dilettanti. Anche se io credo che bisogna aspettare fine maggio per vedere la situazione e poi decidere se ci possono essere le condizioni per riprendere magari a metà giugno fine giugno. La mia speranza è questa ma credo che sarà molto molto difficile».

Come hai trascorso questa quarantena che dovrebbe volgere oramai quasi al termine?

«Si fortunatamente la quarantena dovrebbe essere quasi finita. Io ne ho approfittato per passare più tempo con le mie figlie».

Per un calciatore come te, un difensore dal vizietto del gol quanto è mancato il calcio in questi mesi?

«Il calcio mi manca tantissimo, mi è mancato tanto il campo, lo spogliatoio, i compagni, dopo venti anni diventa un’abitudine uno stile di vita e devo ammettere che è stata davvero dura».

Sono anni che oramai resto fedele al tuo Procida, ma guardandoti in dietro avresti voluto vincere qualcosa in più?

«In realtà io ho vinto solo un campionato in serie c a Taranto e non lo cambierei con dieci campionati vinti da altre parti. Procida per me è come una seconda casa e ho dato tanto proprio perché credo che Procida sia un’isola meravigliosa ed i procidani sono persone serie, umili che danno il cuore a chi lo merita. Purtroppo devo ammettere che sono rimasto deluso da qualcuno poi a tempo debito ne parlerò dettagliatamente».

Il Procida ha vissuto oltre alla pandemia anche un grosso dolore in quest’ultimo periodo… Come lo state vivendo e/o L avete vissuto considerando soprattutto il forte attaccamento a mister Iovine?

«Si purtroppo il lutto del mister ci ha addolorato tantissimo ed è stato brutto non poterlo abbracciare di persona».

Tommaso Manzo dice addio al calcio proprio dopo questa pandemia… Un fantasista del calcio dilettantistico messosi in mostra anche con l’Ischia in D nella stagione 2011/2012…

«Si con Tommaso abbiamo giocato insieme nell’Ischia in quell’ anno e non siamo riusciti ad andare in C veramente per poco. Aldilà del giocatore fantastico Tommy è una bella persona e gli faccio un grosso in bocca al lupo per il futuro».

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