CRONACAPRIMO PIANO

Pronti allo stop

Dopo il vertice col Prefetto a Ischia e le limitazioni imposte a Pozzuoli esplode la protesta degli autotrasportatori: New Atec minaccia il fermo da lunedì 17 agosto. A Procida la minoranza chiede la convocazione urgente delle Commissioni Trasporti e Commercio

La soluzione individuata giovedì pomeriggio nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, svoltasi nel Municipio di Ischia alla presenza del prefetto di Napoli, dei sindaci e dei rappresentanti delle istituzioni interessate, rischia di aprire un nuovo fronte sul delicato terreno dei collegamenti marittimi tra la terraferma e le isole del Golfo. Dal vertice era emerso un punto di equilibrio considerato temporaneo: i mezzi con peso fino a 3,5 tonnellate avrebbero continuato a utilizzare lo scalo flegreo per raggiungere Ischia e Procida, mentre gli autocarri di peso superiore sarebbero stati dirottati sul porto di Napoli. Una soluzione dettata dalla necessità di contemperare le esigenze di sicurezza nell’area di Pozzuoli con quelle della continuità dei collegamenti delle due isole. Ma a poche ore dal summit arriva la presa di posizione della New Atec, associazione che rappresenta gli autotrasportatori isolani, che mette in discussione la sostenibilità del nuovo assetto e soprattutto l’impatto reale che il provvedimento avrà sul sistema della movimentazione delle merci.

Il problema è rappresentato dalla consistenza della flotta dei mezzi interessati dalle restrizioni. Nel corso della riunione sarebbe stato indicato nel 25 per cento circa il peso degli autocarri superiori alle 3,5 tonnellate sul complesso del traffico commerciale. Una percentuale che, secondo quanto lamentano i trasportatori isolani, sarebbe invece profondamente diversa: per New Atec i veicoli oltre quella soglia rappresenterebbero circa il 90 per cento dei mezzi normalmente impiegati nel trasporto delle merci. Se così fosse, il trasferimento su Napoli non riguarderebbe una quota minoritaria del traffico ma la parte largamente prevalente dell’intero comparto. Ed è proprio su questo punto che si concentra l’allarme della categoria. Con una nota dal titolo inequivocabile, “Pronti a fermarci!!!”, il direttivo New Atec annuncia che, in assenza di correttivi, da lunedì 17 agosto potrebbe non essere più possibile garantire il regolare svolgimento delle attività di trasporto e, di conseguenza, degli approvvigionamenti destinati alle isole.

L’associazione fa riferimento all’ordinanza emanata dal Comune di Pozzuoli, in forza della quale la zona adiacente al porto è stata inibita al transito degli autocarri superiori alle 3,5 tonnellate. Il nodo, secondo i trasportatori, non è soltanto il cambio del porto di partenza, ma soprattutto la necessità di adeguare l’offerta dei collegamenti marittimi da e per Napoli alla nuova mole di traffico che dovrà necessariamente gravare su Calata Porta di Massa. «Qualora non vi sia una rimodulazione del piano orari da/per il porto di Napoli, utile a continuare il normale svolgimento delle attività di trasporto, non possiamo garantire il normale svolgimento degli approvvigionamenti», scrive il direttivo New Atec. Una posizione che non chiude comunque la porta al confronto: l’associazione ribadisce infatti la propria disponibilità al dialogo affinché possano essere individuati «i presupposti per convergere in una soluzione soddisfacente per la categoria». Il conto alla rovescia, dunque, è già iniziato. La data indicata è quella di lunedì 17 agosto e il problema posto dai trasportatori riguarda essenzialmente la capacità di Napoli di assorbire, con l’attuale programmazione delle corse, il traffico commerciale che non potrà più utilizzare Pozzuoli. Il trasferimento dei mezzi pesanti comporta infatti la necessità di trovare spazi sulle navi in partenza da Calata Porta di Massa e di conciliare il traffico destinato a Ischia con quello diretto a Procida, due isole che condividono una parte significativa dei collegamenti. La questione investe direttamente l’intera catena degli approvvigionamenti. Gli autocarri che ogni giorno raggiungono le isole trasportano generi alimentari, prodotti destinati ai supermercati, merci per le attività commerciali e alberghiere, materiali per l’edilizia e i cantieri, oltre a una serie di forniture necessarie al funzionamento dei servizi. A questi si aggiungono i mezzi utilizzati per la movimentazione dei rifiuti, i corrieri e i veicoli legati alle attività produttive. Una pressione che nel pieno della stagione estiva assume dimensioni ancora più significative.

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