CRONACA

Pubblicato il censimento degli scarichi costieri in Campania

Sono 13 i punti mappati dall’agenzia regionale per l’Ambiente presenti sull’isola di Ischia

L’Arpac – agenzia regionale per l’Ambiente della Campania – ha completato il censimento degli scarichi costieri in Campania: 475 possibili fonti di impatto sulla qualità delle acque, classificate in dieci categorie ed evidenziate su una mappa interattiva consultabile sul sito web dell’Agenzia. Si tratta di un database esaustivo sugli scarichi in mare di acque reflue e altre tipologie di apporti, che viene messo a disposizione di istituzioni e cittadini campani. Questo strumento sarà utile, in caso di fenomeni di inquinamento che dovessero interessare le acque di balneazione, principalmente alle amministrazioni comunali, ma anche ai gestori degli impianti di depurazione, che potranno avere un quadro più chiaro e immediato delle possibili cause di contaminazione presenti nell’area e adottare le necessarie misure di rimozione.

Il database georeferenziato, curato dalla UO Mare dell’Agenzia diretta da Lucio De Maio, con il coordinamento del referente tematico Elena Piscitelli e il supporto dei dipartimenti delle province costiere, contiene sia la localizzazione che la caratterizzazione degli scarichi. Questi sono stati suddivisi in dieci categorie contraddistinte da una scala di colori, dal rosso al grigio, che ne indica i decrescenti livelli di impatto. Sono stati censiti, in particolare, gli scarichi privi di depurazione lungo la costa, gli scarichi privi di depurazione convogliati in condotte sottomarine, gli scarichi di impianti di depurazione costiera, gli scarichi di impianti di depurazione convogliati in condotte sottomarine, i tubi di troppo pieno di collettori fognari e di impianti di sollevamento, le foci dei corsi d’acqua e gli apporti pluviali.

I dati sono implementati in un Sistema informativo territoriale e pubblicati su una mappa interattiva sul sito Arpac.  «Si tratta di un lavoro», spiega il direttore generale Arpac Stefano Sorvino, «che ha una finalità non soltanto conoscitiva. In realtà l’Agenzia, durante la consueta campagna di monitoraggio condotta nel corso della stagione balneare, riscontra talvolta fenomeni, anche temporanei, di inquinamento che interessano le acque di balneazione e ne condizionano la fruibilità. In un’ottica di collaborazione tra enti, la mappatura degli scarichi permette di risalire più agevolmente alle possibili cause di contaminazione e di intervenire rapidamente per superarle».

Il monitoraggio sull’isola di Ischia

Sono 13 i punti censiti dall’Agenzia regionale per l’Ambiente sull’isola di Ischia. Sette sono gli scarichi di impianti di depurazione in condotta sottomarina, ovvero di “Sant’Angelo Sotto la torre” ubicato nel Comune di Serrara Fontana, del “Cristoforo Colombo” di Forio, del “Salvatore Girardi” di Casamicciola e dello scarico di depurazione a Lacco Ameno. Tre, invece, gli impianti afferenti al Comune di Ischia ovvero “San Pietro”, “Punta Molino” e quello ubicato nei pressi di Ischia Ponte. A Barano, inoltre, sono stati censiti anche i corsi d’acqua Olmitello e Cavascura. Ulteriori scarichi censiti dall’Agenzia regionale per l’Ambiente sono a Serrara Fontana. Si tratta dello scarico Parco Termale Tropical, scarico Giardino Aphrodite – Apollon e Terme Linda, scarico attività ricettiva fumarola Salvatore dello Hotel Casa Rosa.

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Gli scarichi di varia natura presenti lungo la fascia costiera possono condizionare in modo determinante la qualità delle acque di balneazione e avere importanti conseguenze sulla tutela della salute umana. L’attuale normativa prevede che per ogni acqua destinata all’uso balneare venga redatta una scheda identificativa chiamata “Profilo delle acque di balneazione” dove, tra le altre informazioni vengano indicati nella sezione “identificazione delle cause di inquinamento”, gli scarichi che possono influenzare la qualità di tale acqua.

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La banca dati risulta uno strumento molto efficace per ARPAC in quanto consente tra l’altro, attraverso interrogazioni spaziali, durante i controlli sulla qualità delle acque di balneazione (da aprile a settembre), di poter risalire in maniera veloce ai possibili impatti e relative cause di inquinamento che insistono sui vari tratti di mare oggetto di monitoraggio, in modo da poter intervenire velocemente attraverso la collaborazione con i Comuni e gli Enti gestori.

Il valore aggiunto è lo sperimentare un’azione sinergica tra le amministrazioni coinvolte per il censimento e la caratterizzazione degli scarichi costieri, interessanti la fascia costiera.

L’obiettivo futuro si inquadra nella logica della conoscenza diffusa, quale strumento fondamentale  per ottenere il raggiungimento ed il mantenimento di un buon livello qualitativo dei corpi idrici ricettori. Questo è possibile solo attraverso il collettamento degli scarichi e un efficiente sistema fognario e depurativo in grado di accogliere la totalità delle acque reflue prodotte e di restituirle – adeguatamente depurate – ai corpi idrici ricettori.

Solo dopo aver effettuato l’allacciamento corretto di tutti gli scarichi e l’adeguamento dei sistemi di fognatura, collettamento e depurazione nell’ambito del servizio idrico integrato mirato ad eliminare tutte le cause di inquinamento, possiamo, infatti, aspettarci imminenti miglioramenti in termini di qualità delle acque e proiettarci verso la balneabilità anche su quei tratti in cui oggi vige il divieto.

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