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Punto Nascita ischitano a rischio, Cudas sul piede di guerra

ISCHIA – Il Cudas non molla. Il Comitato Unitario per il diritto alla salute presieduto da Gianna Napoleone aveva inviato poche settimane fa una pec per richiedere un incontro con il Direttore sanitario dell’ospedale “Rizzoli” alla presenza dell’attuale dirigente dell’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia. “Il nostro intento – scrive Gianna Napoleone – chiaramente esplicitato nell’oggetto della richiesta, era di approfondire la questione del Punto Nascita del nostro ospedale isolano, di cui è stata prorogata l’esistenza solo per l’anno corrente”.

A Ischia infatti, nei prossimi anni, potrebbero non nascere più bambini. Il centro di Ostetricia rischia di chiudere e sulle carte d’identità potrebbe sparire così la dicitura “Lacco Ameno” dall’importante documento. “Manifestando la nostra preoccupazione per questa evenienza, abbiamo dichiarato anticipatamente la nostra piena disponibilità a concordare con i vertici del “Rizzoli” azioni positive da promuovere sul territorio, per far conoscere meglio la questione alla cittadinanza e soprattutto l’attività e le potenzialità della Ginecologia-Ostetricia isolana, con l’obiettivo di arrivare a scongiurare la chiusura del Punto Nascita nel 2020.Purtroppo, il direttore Luigi Capuano – fanno sapere dal Cudas –  non ha ritenuto di doverci dare una  risposta, neppure per pura cortesia. E neppure per rigettare direttamente la nostra richiesta. Ne prendiamo atto, specificando tuttavia che non ci fermeremo alla mancata risposta del Direttore facente funzione del  nosocomio locale. Per il CUDAS Ischia la sopravvivenza del Punto Nascita isolano è diventata una delle priorità su cui intende concentrare la sua attenzione e soprattutto la sua attenzione nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Se qualcuno avesse pensato che la sottrazione di un  servizio così importante per un territorio, tanto più insulare, e per una comunità, potesse essere accolta con indifferenza o addirittura considerata come una novità accettabile, ha fatto male i suoi calcoli, quanto meno rispetto alla posizione del nostro Comitato”.

Il Cudas non molla, non si rassegna. “Fino all’ultimo minuto utile, non siamo disposti ad accettare passivamente un ennesimo, durissimo colpo alla dotazione dei  Livelli Essenziali di Assistenza sulla nostra isola, nella consapevolezza che la perdita del Punto Nascita provocherebbe una immediata e inevitabile reazione a catena sulla restante attività della Ginecologia-Ostetricia, mettendone a rischio la sopravvivenza stessa, sul reparto di Pediatria e, in generale, su tutto l’ospedale di Lacco Ameno. Perciò ci daremo da fare con il massimo impegno per scongiurare questa inaccettabile deriva, supplendo anche – se necessario – alla mancata valorizzazione della propria offerta sanitaria e del lavoro dei propri operatori da parte dell’ospedale “Rizzoli”. Il sistematico e silenzioso depauperamento della sanità pubblica sull’isola non ci troverà né distratti né indifferenti né impreparati, ma costantemente vigili, attivi e propositivi. E comunque disponibili a interloquire lealmente con chi, avendone ruolo e responsabilità, si preoccuperà e premurerà di salvaguardare i servizi sanitari pubblici, nell’interesse esclusivo della comunità.”

Antonello De Rosa

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