CRONACA

Putin? Io lo conosco bene. E’ un pazzo sanguinario!

I lavoratori Russi a Ischia non torneranno mai più nella madre patria; lo dicono con una punta di amarezza mista a sconforto e a ribellione per come Putin ha ridotto la Russia negli ultimi anni. Una potenza nucleare temibile, l’esportatore più importante di gas e prodotti petroliferi, le industrie più floride per l’import e l’export in continua crescita, l’agricoltura, la pesca e il Turismo in grande espansione; tutto questo non è sufficiente per assicurare alla popolazione un decente tenore di vita ma, soprattutto, scongiurare la fuga di centinaia di migliaia di lavoratori all’estero, come i “cugini” poveri dell’Ucraina che rappresentano l’80% della presenza straniera nell’Isola Verde.

Si calcola che a Ischia lavorino centinaiadi Russi nel settore alberghiero, ristorazione, giardinaggio, badanti, commesse, operai edili. Una vera e propria comunità molto motivata, di grande affidabilità, ben inserita nel tessuto sociale e, fatto molto importante, non invischiata in condotte illecite, appannaggio (secondo le statistiche) di ben altre presenze malavitose provenienti dall’Africa settentrionale e dall’est comunitario.

In questi giorni così drammatici per l’Ucraina, ma anche per la Russia, per i Paesi Europei e dell’intero pianeta, la comunità russa di Ischia è letteralmente sbigottita e angosciata per ciò che ha scatenato il tiranno Vladimir Putin nel cuore della vecchia Europa, in assenza di una ragione apparente, ma soltanto su di una ideologia espansionistica che già nel 2014 lo portò ad annettersi con la forza la Crimea. Tutti gli intervistati, salvo qualche sporadica eccezione, hanno condannato l’aggressione dello zar all’Ucraina, da sempre parte integrante di un’etnia comune –ma con tutti i distinguo possibili per Lingua, tradizioni e aspirazioni di governi democratici!

Lo afferma categoricamenteNikolai, moscovita doc, lavoratore nella ristorazione, uno dei principali accusatori di Putin, molto preparato in “politica estera” e con un’ottima conoscenza della lingua italiana e del…dialetto napoletano! Ha parole di gratitudine per gli Ischitani che lo hanno accolto (fin dal 2010) con grande disponibilità, offrendogli un lavoro, un’amicizia sincera e la discrezione nel farsi i “fatti propri” senza interferire nel privato, con le solite domande sulla Russia, considerata dalle nostre parti –spesso a ragione- come la terra dell’eterno comunismo, della dittatura più spietata e di una moderna deriva oligarchica, che ha arricchito a dismisura i papaveri del partito e immiserito la popolazione.

Nikolai ci va giù pesante:” Putin è un assassino ben noto ai Paesi occidentali e a molti cittadini russi non contagiati da un falso patriottismo e dalla propaganda del regime. Il caso Litvinenko, culminato con un omicidio di stato consumato in Inghilterra con il polonio e altri delitti ordinati da Putin, sono la punta di un iceberg affiorata in tutta la sua mostruosità con il vero e proprio genocidio in corso in Ucraina. Aggiungo che l’adesione alla Nato dell’Ucraina non comporta pericoli per la Russia, perchè ai nostri confini ci sono già Paesi aderenti alla Nato, come la Estonia, Lettonia e Lituania con gli occhi (e i cannoni Ndr) puntati sulle nostre città confinarie. La verità è che Putin cercava un pretesto per annettersi in un sol boccone l’intera Ucraina ricca di risorse minerarie, di grano, di cereali e con un comodo sbocco nel mar Nero dalle parti di Odessa”.

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C’è Alexandra, vicino a noi, che scalpita e vuol dire la sua:” Sono qui a Ischia da dieci anni, commessa in un negozio. Seguo gli avvenimenti della guerra contro l’Ucraina e sinceramente devo confessare che con la dittatura di Putin c’è da vergognarsi di fronte al mondo intero. Putin è un essere spregevole fin dai tempi in cui militava nei Servizi Segreti del Kgb. Si è arricchito a dismisura, ha “piazzato” i suoi capitali all’estero, ha messo il bavaglio ai giornali, la censura alla Televisione e in galera tutti i suoi avversari e i dissidenti politici. Ci sono migliaia di uomini e donne che languono nelle carceri per il solo fatto di amare la libertà. Faccio un appello agli Ischitani e agli Italiani, Fate giudicare Putin dal Tribunale dell’Aja per crimini contro l’umanità e…”impiccatelo come merita”!

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Un applauso dei presenti (una decina di persone) sottolinea l’approvazione generale. Igor, un uomo di mezza età, robusto come una quercia, non è da meno :”Lavoro a Ischia da muratore da diversi anni e tiro a campare con la mia famiglia, ma sono “molto nostalgico” per la mia terra natale. Nondimeno punto il dito contro Putin e il presidente della Bielorussia che, insieme, hanno instaurato regimi del terrore sull’esempio di Stalin e Lenin. Il popolo russo soffre, ma ha paura di reagire, anche se alcune migliaia di persone contestano con coraggio la “Dieta” al potere, come la giornalista nella TV di Stato armata di un cartello contro la guerra! La Russia è isolata e nello stesso tempo odiata. Questo mi fa male, perché ci andiamo di mezzo anche noi, lavoratori all’estero. La speranza è riposta nell’Unione Europea e negli Stati Uniti che, insieme, possono “alzare il tiro” e minacciare Putin. Sono sicuro che lo zar (come viene chiamato) scenderà a più miti consigli. Lui è un…”bleffatore(!) gioca a carte con l’asso nella manica, sperando di ingannare l’avversario. Ma le armi gli fanno paura. Puntategli un missile contro e lui si arrenderà!”

Ivan…il Terribile, ha il dente avvelenato e schiuma di rabbia. Ha parenti e amici in Ucraina di cui non ha più notizie:” Sono i nostri fratelli a morire sotto le bombe di Putin, un pazzo sanguinario, forse malato terminale, che si cura con le droghe. Assistiamo sgomenti alle distruzioni e massacri di tanti innocenti da parte di giovani soldati russi mandati al macello da Putin. Chi diserta viene giustiziato sul posto. Nessuno può sottrarsi alla chiamata obbligatoria di Leva Militare. Oggi nel mondo la Russia è odiata e i miei concittadini indicati ingiustamente di essere dei barbari assassini. Purtroppo la propaganda malvagia di Putin non consente alla popolazione di farsi un’idea precisa di ciò che sta accadendo. Lo stesso ministro degli Esteri Lavrov nei suoi interventi in TV ha parlato di “tradimento dell’Ucraina verso i Russi e complicità con i nemici occidentali”. Noi, lavoratori all’estero, sappiamo come stanno veramente le cose perché correttamente informati e spettatori delle distruzioni e dei morti ripresi dai fotoreporter. A questo punto devo affermare che la Russia non è quella del dittatore Putin. La Russia è profondamente religiosa, è un popolo laborioso, leale, onesto e di grandi ideali umanitari. Ha sofferto nel corso della Seconda Guerra Mondiale e ha aiutato le Forze Alleate contro la dittatura hitleriana e il Fascismo di Mussolini. Ha pagato con 25 milioni di morti il prezzo della libertà. Mi sento di dire con tutta coscienza di voler punire l’autore di questa catastrofe non ancora definita e dagli sbocchi imprevedibili.”

Gli intervistati si allontanano lentamente, godendosi il primo sole primaverile della nostra isola. Un ragazzo improvvisamente torna indietro e, esitante, ci invita a scrivere fedelmente quanto dichiarato dal papà:” Scrivete tutto, scrivete bene. Bolshoyespasibo, drug”! (Mille grazie, amico!) Scrivete tutto, scrivete bene. Bolshoyespasibo, drug”! (Mille grazie, amico!)

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