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Quando la politica lascia il mondo virtuale e affronta i problemi reali

DI FRANCO BORGOGNA

Come ha sostenuto il neo segretario della CGIL, Landini, nel suo primo comizio ad un grande raduno sindacale di piazza, è ora che la politica esca dal mondo virtuale, in cui sembra essersi confinata, per scendere sul piano della fattualità e della concretezza.  La settimana che è trascorsa ha segnato, proprio in linea col richiamo al “ bagno di realtà” l’instaurarsi di un interessante confronto tra la senatrice ( M5S) Sabrina Ricciardi, beneventana, avvocato specializzato nel diritto di famiglia e componente di varie commissioni parlamentari e Luca D’Ambra, fresco Presidente di Federalberghi Ischia. Il confronto è stato aperto dalla senatrice con un editoriale che aveva più di un merito: quello di rimarcare la mancanza di qualsiasi volontà propagandistica e di rispondere esclusivamente all’interesse verso un’isola che evidentemente lei ama per la sua storia, la sua natura e la sua bellezza; il merito inoltre di auspicare un modello sostenibile di sviluppo per la nostra isola, senza per questo rifuggire da ragionamenti concreti su ciò che occorre per rilanciare l’immagine dell’isola nel panorama turistico internazionale, a partire dalla cultura, dall’uso sapiente delle nuove tecnologie e dalle moderne tecniche di marketing, per arrivare alla creazione di un sistema che coinvolga le principali istituzioni ( pubbliche e private)  del mondo politico, economico e sociale.   Bene ha fatto Luca D’Ambra, che così incomincia a dare spessore alla sua presidenza, a cogliere al volo l’occasione e a fare una notevole apertura verso la senatrice. Di suo, Luca D’Ambra ci ha messo due aspetti, a mio avviso fondamentali: ha giudicato la programmazione invocata dalla Ricciardi ( per i prossimi 20 anni) un po’ troppo avveniristica. Dice Luca, limitiamoci a 10 anni, perché – come disse Keynes – “ In the long run we are all dead” ( nel tempo lungo siamo tutti morti); secondo, è impossibile giungere alla formulazione di un programma di lungo respiro se prima non veniamo in possesso di una serie di dati essenziali: statistici, demografici ed economici. Occorre, aggiunge, informazione e formazione. E, naturalmente, occorre anche chi poi sia in grado di interpretare i dati e prospettarne un uso per il futuro.

A questo punto la senatrice ha rilanciato e si è dichiarata pronta a collaborare anche per un piano a 5 anni. Che dire? E’ una sfida da accettare con entusiasmo da parte dell’isola e delle sue istituzioni, con delle puntualizzazioni. Innanzi tutto chiarendo alla senatrice che l’isola è aperta a qualunque forza ed esponente istituzionale che voglia, senza fumo propagandistico, contribuire al rilancio dell’isola. Che nessuno dimentica che in prima battuta abbiamo tre interlocutori ischitani: un europarlamentare, un senatore e una consigliera regionale che abbiamo il dovere di stimolare a fare il meglio che possono. Che l’apertura di credito è, per adesso, verso la persona della senatrice, che ha affrontato nel modo giusto e con le giuste parole il confronto con l’isola. Che il credito non s’intende automaticamente esteso – almeno per adesso – alla forza politica di cui ella è rappresentante; che è tutta ancora da dimostrare l’effettiva agibilità di queste sue intenzioni nei meandri di un governo variegato e litigioso. Fa anche piacere che la senatrice abbia individuato in Caterina Iacono la sua interlocutrice locale di partito. Anche l’architetto Iacono è persona concreta, sinceramente legata agli interessi del paese e capace di avere un orizzonte che supera abbondantemente il “ presentismo”, che pure ossessiona molta parte del M5S. Detto questo e sottolineata anche la circostanza che, intervistato dal Golfo, l’albergatore Sandro Florenzo (operatore già orientato da tempo per un’inversione del modello di sviluppo verso la sostenibilità) ha limpidamente affermato che la presenza degli imprenditori ischitani alla Bit è, allo stato, inutile, in quanto si va a Milano alla stregua di un’armata Brancaleone, impreparati, sparpagliati, senza un progetto condiviso, mentre in prospettiva potrebbe essere utilissimo se si andasse nel modo giusto, con un programma e con la giusta coesione tra istituzioni locali e operatori economici. A questo punto, vorrei portare un modesto contributo personale all’instaurazione di un nuovo metodo programmatico.

A Ischia dobbiamo davvero impiantare ex novo la raccolta dati di cui parla Luca D’Ambra. Un ripescaggio del Distretto Turistico, snobbato e boicottato fino ad oggi, potrebbe costituire il centro propulsore di un’unica fonte di dati e notizie. Ovviamente, OSIS ( Osservatorio socio economico dell’isola d’Ischia) che fu creato proprio per lo studio dei dati, resta a disposizione. Ma il nuovo progetto a 5 anni per l’isola d’Ischia non può che agganciarsi al PST (Piano Strategico Turistico) elaborato dal Mibact per l’arco temporale 2017-2022. Non possiamo non inserirci in un trend turistico italiano e mondiale positivo. Non possiamo segnare il passo quando la Direzione Generale Turismo del Mibact ( Ministero Beni e Attività Culturali) ci offre questi dati relativi al 2018: i flussi turistici in Italia segnano un più 4,5% per gli arrivi e un più 3,9 % nelle presenze; una spesa degli stranieri in Italia del più 4% ( 9 miliardi di euro) e la Bilancia dei pagamenti in aumento dell’11%. Per quanto riguarda il trasporto, registriamo un più 6,2 % del trasporto passeggeri in aereo, un più 10 % per i passeggeri in treno e un più 1,6% di passeggeri su gomma in autostrada. Gli arrivi internazionali nel mondo aumentano di un più 5,3% nelle economie avanzate e un più 7,1% nelle economie emergenti, di 6,8% nell’area europea e più 8% nell’area mediterranea. Il PST 2017-2022 prevede tre fasi: il Processo, il Piano Strategico, la Mobilitazione degli Stati Generali del Turismo. La fase del processo è durata 8 mesi e ha visto la collaborazione del Mibact con Regioni, enti territoriali, rappresentanze economiche e sociali. Insieme hanno ideato la piattaforma IdeaScale “ Idee per il turismo”. Il 20 giugno del 2017 il progetto fu ufficialmente presentato alla Farnesina, alla presenza di 50 delegazioni straniere. Il Piano strategico si propone 13 obiettivi specifici e 52 linee di intervento per 4 obiettivi generali: 1) innovare, specializzare e integrare l’offerta nazionale 2) accrescere la competitività del sistema turistico 3) sviluppare un marketing efficace e innovativo 4) realizzare una governance efficiente e partecipata. Infine, il PST è nato con la mobilitazione degli Stati generali del Turismo nell’ottobre del 2015, conclusasi a Pietrarsa nell’aprile 2016 ed è stato costruito con strumenti digitali: piattaforma on line, un sito web dedicato e canali social; un metodo che dota il mondo del turismo di una visione organica. Quanti operatori turistici isolani sono al corrente di tutto ciò? Perché, fino ad oggi, di questo progetto non si è mai parlato? E non si è tentato di costruire un progetto locale in linea con quello nazionale?

Ora, riteniamo che sia molto positivo che si voglia dare una svolta alla programmazione turistica isolana. E’ bene che si siano riuniti, allo stesso tavolo, presso l’Hotel Manzi, il neo presidente di Federalberghi e gli assessori al turismo dei Comuni isolani. Fortunatamente non si è ripescata l’idea stantìa della Consulta, già sperimentata in passato e sempre fallita. Più realistica e più mirata è l’idea, sposata nella riunione, di un Osservatorio permanente sul Turismo, a cura di un think tank ( serbatoio di pensiero) capace di raccogliere  ed elaborare una serie di dati ( ma perché non rivitalizzare il Distretto Turistico e in seno ad esso costituire l’Osservatorio?) Fortunatamente, affrontando il discorso sulla tassa di soggiorno, non si è insistito sull’idea di gestire direttamente, come Associazione, una parte dei fondi, ma ci si è limitati a pretendere di conoscere la destinazione di tali fondi, con la raccomandazione di reinvestirli in decoro urbano, promozione e pulizia. Prendiamo, infine, atto che Ermando Mennella, Presidente di Federalberghi Isole Minori, ha partecipato all’audizione alle Commissioni V ( Bilancio e Programmazione-Presidente  Claudio Borghi) e VIII ( territorio e Lavori Pubblici- Presidente Manuel Benvenuto) della Camera dei Deputati, per l’esame della Legge Quadro per lo sviluppo delle isole minori marine, lagunari e lacustri. Dei temi portati avanti da Mennella, ci appare condivisibile la richiesta dell’istituzione di un Tavolo Tecnico Permanente sui trasporti, mettendo le Associazioni maggiormente rappresentative a confronto con la Regione competente. Riteniamo invece molto pericoloso l’altro emendamento proposto da Mennella, per consentire l’aumento della volumetria per le strutture ricettive del 30%, anche in deroga alle norme urbanistiche e paesaggistiche, a condizione che assicurino maggiore occupazione. E’ nostra opinione che le attuali strutture ricettive siano più che sufficienti, anzi sovrastimate e che la soluzione stia nel ridurre il numero di stanze per convertire gli spazi a servizi. Comprensibile infine la richiesta di poter convertire le strutture alberghiere decotte in spazi residenziali, magari da utilizzare ( parzialmente o totalmente) come condhotel ovvero appartamenti ( da vendere come casa vacanza) abbinate a stanze d’albergo. Complessivamente, comunque, si ha l’impressione che ad Ischia, finalmente, qualcosa si muova e che si stia aggiustando il tiro.

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