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Quando l’amore fa male, se ne discute al centro antiviolenza “Non da sola”

di Isabella Puca
Ischia – Continua senza sosta il lavoro del centro anti violenza “Non da sola” che, inaugurato lo scorso dicembre, ha aperto uno sportello permanente per le donne, e non solo, vittime di violenza; un punto di riferimento importante per la nostra isola che si trovava da sempre a dover fare i conti con il problema della violenza senza avere però i mezzi adatti per uscirne e denunciare. Sono ancora troppe le donne che tacciono dinanzi alla violenza del proprio compagno, per paura di ripercussioni o perché non conoscono la strada da percorrere per veder fatta giustizia; la paura più grande di tutte queste donne è sempre quella di restar da sole. Un nuovo appuntamento, per riflettere sul tema e discutere, è dunque quello di sabato 18 febbraio dove il direttivo ha proposto un cineforum e una discussione tematica sul film “Ti do i miei occhi” di Icìar Bollaìn. «Abbiamo scelto in maniera emblematica la settimana di San Valentino – ci spiega la coordinatrice dott.ssa Laura Pane – poiché è il periodo in cui si sente parlare ovunque d’amore. Ma troppo spesso per amore vengono giustificati gli atti più assurdi. Inoltre, alla luce dei recentissimi fatti di cronaca, ancora una volta, vogliamo sottolineare l’importanza di riconoscere quelli che sono dei “segnali di rischio”». Il film “Ti do i miei occhi” presenta la storia di Pilar e Antonio, una coppia come tante ma che, come tante, nasconde segreti violenti. Pilar vive in un oceano di paure per più di 10 anni subendo violenze, ingiurie e minacce. Tenta di uscire dal tunnel della violenza, ma troppo spesso ritorna sui suoi passi spinta dall’amore per il suo compagno e dalla convinzione che possa cambiare. Solo alla fine si rende conto che un futuro di liberta le è possibile e allora tenta di tutto per raggiungerlo. «Al termine della visione, – ha precisato la dott.ssa Pane – saremo pronte a rispondere a tutte le domande, ma soprattutto ad illustrare i passaggi salienti analizzandoli da un punto di vista psicologico e legale». L’appuntamento è, dunque, rivolto a tutti ed è per le 16:30 presso il centro Papa Francesco situato nei locali del Polifunzionale. Anche se in silenzio, dunque, il centro antiviolenza continua a lavorare tessendo sul nostro territorio una rete che possa accogliere quante, e quanti, vivono una situazione di violenza nelle proprie case o nell’ambiente lavorativo. «Considerando che sono passati pochi mesi dalla nostra inaugurazione – ci ha detto ancora la dott.ssa Pane – abbiamo ricevuto molte telefonate, il che indica, come temevano, che sull’isola il fenomeno è purtroppo presente, ma ancora molto taciuto. Molte delle telefonate si sono trasformate in primi contatti presso il centro, dove seguiamo le donne dal punto di vista psicologico. Altre telefonate sono rimaste tali, nel senso che alcune donne hanno chiamato per ricevere consigli, parole di conforto o semplicemente per essere ascoltate». Tra gli obiettivi del centro “Nondasola” c’è anche quello di formare una società civile, partendo in modo particolare dalle scuole, che possa allontanarsi sempre più dal concetto di violenza. «Siamo soddisfatte – ha concluso . di come stiano procedendo le cose, il centro inizia ad essere conosciuto e sempre più spesso riusciamo a portare sollievo a qualcuno. Tuttavia credo si possa far di più: sono ancora tante le donne spaventate e preoccupate, diffidenti nei confronti “dell’ estraneo”. Credo che lentamente quella del centro anti violenza possa diventare una realtà isolana, in cui credere e investire».

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