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Quanto è difficile dire no, l’importanza di essere assertivi

Quanti di voi hanno difficoltà a dire di no ad un amico che chiede un favore, anche quando quella cortesia vi costa tantissimo? Vi è mai capitato di rispondere di sì ad una richiesta, anche quando avreste voluto rifiutarvi, per il timore di deludere le aspettative degli altri? Vi succede di essere sempre disponibili, pronti ad accorrere ad ogni chiamata, per poi sentirvi stanchi, sovraccarichi, e magari neppure apprezzati? Facciamo un esempio: il vostro collega vi chiede di nuovo di aiutarlo con un lavoro, ma voi siete esausti, avete un gran mal di testa e vorreste solo tornare a casa. Oppure una vostra amica vuole tenervi a telefono per delle ore per chiacchierare, ma voi avete un appuntamento e rischiate di far tardi.Ovviamente, bisogna fare una doverosa precisazione: essere generosi e disponibili è segno di gentilezza ed educazione. Cosa succede peròquando andiamo sistematicamente contro i nostri bisogni e desideri, mettendo le esigenze degli altri prima delle nostre? Succede che, a lungo andare, tutti questi sacrifici iniziano a farci sentire frustrati, sovraccarichi, arrabbiati e non compresi. Eppure dire di no non è facile! Ma perché?

Quando dico di no, mi sento in colpa

Manuel J. Smith, psicologo clinico-sperimentale, nel 1975 pubblica un libro che venderà milioni di copie: When I Say No, I FeelGuilty (Quando dico no, mi sento in colpa). Secondo l’autore, il solo dire di no genera un senso di colpa difficile da tollerare. La paura è quella di perdere l’affetto dei nostri cari, la vicinanza dei nostri amici,la stima dei colleghi. Temiamo che gli altri possano giudicarci maleducati, insensibili, egoisti e, magari, voltarci le spalle e abbandonarci. Inoltre le norme della buona educazione che abbiamo ricevuto dall’infanzia sembrano quasi imporci una totale disponibilità nei confronti degli amici, dei parenti e a volte addirittura degli sconosciuti.Secondo Smith però la verità è un’altra: noi abbiamo il diritto di dire no. E abbiamo il diritto di farlo senza sensi di colpa.

Si parla di assertività, ovvero dell’abilità di comunicare ed esprimere i nostri desideri, esigenze ed emozioni, in modo onesto, diretto, adeguato e nel rispetto dei diritti altrui. Per alcune persone può sembrare un gesto egoista, menefreghista e poco gentile, eppure l’atteggiamento assertivo non ha nulla a che fare con l’aggressività. Anzi, al contrario, l’assertività evita che il livello di frustrazione e rabbia arrivi al punto da farci infuriare ed avere reazioni aggressive nei confronti degli altri. L’assertività ci consente di collocarci a metà strada tra la passività, caratterizzata da un’eccessiva attenzione ai bisogni altrui e da una tendenza a sacrificarsi e a trascurare sistematicamente i propri bisogni, e l’aggressività, che al contrario ci porta ad “esplodere” e ad attaccare gli altri, rovinando i rapporti e allontanando i nostri cari. La persona assertiva è consapevole dei diritti propri e altrui, riconosce ed esprime le proprie emozioni, è gentile ed educata, ma anche decisa e ferma. Vive le relazioni con serenità, in modo aperto e disponibile, accettando il punto di vista altrui, ma esprimendo anche con chiarezza il proprio. Comprende le necessità dell’altro, cercando di aiutare quando possibile, ma rifiutandosi con gentilezza quando ciò non è possibile o è contrario ai suoi desideri. L’assertività ci protegge dalle manipolazioni, dalle prevaricazioni e dai tentativi di abusare della nostra cortesia e disponibilità, offrendoci un modo di sottrarci a tutto questo, nel rispetto di noi stessi e dei nostri diritti.

 Come imparare ad essere assertivi?

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Diventare persone assertive, soprattutto quando si tende alla passività, è un percorso difficile e lungo, ma non impossibile. Si tratta di stravolgere il nostro modo di concepirci nelle relazioni. Il primo passo è la consapevolezza di quelli che sono i nostri diritti fondamentali (vi invito, a tal proposito, a leggere i dieci diritti assertivi di Smith!) e, di conseguenza, anche i diritti altrui. Il passo successivo sarà quello di comprendere l’origine delle idee e credenze che ci impediscono di essere assertivi (Ci sentiamo maleducati? Temiamo di essere abbandonati o isolati? Pensiamo che l’estrema disponibilità ci garantirà la vicinanza degli altri?). Una volta compreso questo, sarà possibile apprendere come comunicare assertivamente e applicare queste abilità giorno dopo giorno, fino a renderle un’abitudine.

 In conclusione…

Imparare ad essere assertivi è un modo per rendere le nostre relazioni più autentiche. Le persone che restano al nostro fianco solo per la nostra infinita disponibilità, a lungo andare, finiranno per portarci via le nostre preziose energie. Comunicando in maniera limpida, calma, gentile ma anche sicura, eviteremo incomprensioni, esprimeremo chiaramente i nostri desideri e aumenteranno le probabilità che le altre persone possano soddisfarli. Tutto questo si rifletterà sul nostro benessere e sulla nostra autostima.

 Dott.ssa Tiziana Di Scala

Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale

tizianadiscalapsicologa@gmail.com

tel. 3208531292

“Liberamente” è curata da Ilaria Castagna, psicologa, laureata presso l’Università degli Studi de L’Aquila, specializzanda presso la Scuola di Psicoterapia Cognitiva Comportamentale di Caserta A.T. Beck

Tel: 3456260689

Email: castagna.ilaria@yahoo.com

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