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Quattro interventi decisivi per dare un volto nuovo al Comune di Ischia

Ci sono dei momenti in cui non si può essere osservatori imparziali e commentatori del “ nulla” e dell’inerzia e sono i momenti che si avvertono come transitori verso un cambiamento radicale. Posso sbagliarmi, ma credo che la comunità ischitana , alle prossime elezioni amministrative, o fa una virata di 180 gradi o rinuncerà – per i prossimi anni a venire – ad essere, non solo Comune guida dell’isola, ma anche Comune di primaria importanza turistico-economica del Mezzogiorno e d’Italia. Il Comune d’Ischia, per fare un salto di qualità, oltre che necessitare di una buona ed onesta manutenzione ordinaria , ha bisogno di 4 interventi decisivi in quattro quartieri diversi: Ischia Porto, Ischia Ponte,San.Ciro e Campagnano. Non nascondo che il giovane candidato Sindaco Gianluca Trani ha sollecitato – come ha fatto con altri – anche la mia collaborazione e un mio contributo nella formulazione di un programma di riscatto del nostro Comune. Per quanto nelle mie possibilità, lo farò volentieri, in sede di campagna elettorale, ma ancor più, se dovesse farcela a diventare Sindaco d’ Ischia, nell’implementazione di un Progetto per Ischia. La cosa che, in questi giorni, mi sembra più deplorevole è l’evidente tentativo dell’amministrazione in carica di rabberciare all’ultimo momento una serie di lavori stradali, tornelli sulla Cristoforo Colombo e Piazzetta Rittmann, tentativi di accelerare maldestramente i lavori per il parcheggio sotterraneo nell’area ex Jolly. Insomma,capovolgendo la parafrasi leopardiana, si vuol creare un’artificiosa “ tempesta dopo la quiete” ed è così che si odono “ augelli far festa ( preelettorale)”. Ad ogni buon conto, rendo noto qui pubblicamente quelle che credo siano quattro mosse decisive sullo scacchiere comunale. Le idee non appartengono a nessuno, nemmeno a chi le formula e prendono vita solo nel momento  in cui un amministratore, o aspirante tale, le fa proprie e le attua. Dice Seneca in Lettere a Lucilio: “ Le idee migliori sono proprietà di tutti”. Svilupperemo queste idee in 2 puntate, incominciando dai quartieri di Ischia Porto e Ischia Ponte.

ISCHIA PORTO

Ischia Porto, a differenza di Ischia Ponte, ha visto – nel corso degli ultimi decenni –  sconfigurare un’identità storica urbanistica di rilevante importanza. Ovvio che la causa prima di questa  scoloritura identitaria dipende dal contemporaneo addensamento del traffico a terra e del traffico a mare. Fatto sta che né la riva destra né la riva sinistra sono state capaci di conservare un’identità, sia pure “ dinamica” come tutte le identità. Ristorantini e pub, naturalmente, continuano ad esistere, ma si sono dovuti piegare alla tipologia di turismo “ mordi e fuggi” prevalente. Più pizza e meno pesce, più birra e meno vino. Che dire dell’area pubblica antistante il Cantiere navale? Se penso ai tanti progetti abbozzati dalle varie giunte comunali, nel corso del tempo ( Yachting club, Ufficio del Forestiero ecc.) viene veramente il rammarico che uno spazio, sfruttabile in tanti modi, sia trascurato come l’ultimo angolo fatiscente di una qualsiasi area portuale .E pensare che ricorrono esattamente 100 anni  dal momento in cui l’ing. Ugo Borsò ottenne l’autorizzazione dal Ministero per l’istituzione del Cantiere! La struttura coperta del Cantiere, sul lato ingresso Porto, andrebbe rifatta e curata, magari ricorrendo ad artisti della” street art” , con murales di pregio. Bisognerebbe fissare una precisa convenzione con gli operatori del cantiere navale per far “ vivere” quell’area, con conferenze, incontri, immagini multimediali sul tema del mare, in collegamento culturale con la vicina Stazione Dohrn. Nell’emiciclo antistante il cantiere, lato interno Porto, bisognerebbe assegnare lo spazio  ai gestori dei locali della riva destra che – a rotazione e per tutto il periodo primavera-estate – dovrebbero organizzare manifestazioni musicali, teatrali, reading letterari, sfilate di moda, con servizio a tavolo di ristorazione a pagamento. E passiamo alla riva sinistra, dove va vissuto il bellissimo parco pubblico della Pagoda, assolutamente sottoutilizzato. Qui devo svelare una magagna storica amministrativa che risale a circa 40 anni fa. In sede di osservazioni al Piano Regolatore Generale, il Partito Socialista Italiano, rappresentato in Consiglio Comunale da 4 consiglieri, tra cui il sottoscritto, presentò una decina di proposte di modifiche importanti, di cui alcune furono accettate, parecchie altre furono rigettate. Tra le proposte che la maggioranza democristiana accettò ci fu anche quella che prevedeva l’esproprio e l’inserimento della proprietà Camerini nell’ambito del Parco Pubblico. Inutile dire che le amministrazioni democristiane, anche quando fingono di approvare una proposta della minoranza, fanno poi di tutto per mandarle nel dimenticatoio. D’altro canto, visto il comportamento irresponsabile degli amministratori nella gestione dei beni pubblici, anche noi proponenti decidemmo che forse era meglio lasciare al privato che al pubblico quel bel complesso architettonico. Oggi non mi sentirei di riproporre e sollecitare l’applicazione di quella “ osservazione”, Si potrebbe, però, perorare un accordo col privato per aprire al pubblico parte della Villa, con un limitato percorso, in giorni ed orari prestabiliti, per meglio far godere ai visitatori l’intero contesto ambientale architettonico. Altro particolare amministrativo di 40 anni fa: la costruzione ( ampliamento) di un enorme locale, adibito a night club. I socialisti si opponevano per due motivi, la sottrazione di un’eccessiva parte di arenile al godimento pubblico e per un impatto ambientale troppo invasivo. Ma Tonino Baiocco è una persona gentile, civile e che ha contribuito allo sviluppo del turismo ad Ischia e al divertimento di vip e di giovani. Dunque anche lì prevalse, nei consiglieri di opposizione, il buon senso e non ci si accanì con un’iniziativa che aveva delle controindicazioni, ma anche dei pregi. Oggi, però bisogna prendere delle decisioni:quella struttura va eliminata! L’Amministrazione comunale può concordare col concessionario una nuova destinazione di uno spazio ridotto rispetto all’attuale e con precisi paletti amministrativi. Infine, un’Amministrazione comunale “ tosta” deve avere la capacità di interloquire con la Regione per realizzare finalmente un’opera di rivisitazione e rifunzionalizzazione del banchinamento della riva destra, affinchè si ponga argine agli allagamenti periodici. Entrando più all’interno di Villa dei Bagni, non possiamo omettere di considerare l’attuale configurazione di Piazza Croce e dei vicoli circostanti come zona “ sfigurata” e senza più identità. Non è più “ l’agorà, epitome di un mondo e dei suoi abitanti” ( Ciro Cenatiempo – introduzione al libro di Nunzio Albanelli –Largo Croce-). Quello che era un luogo di incontro e di vivace dibattito, dallo sport alla politica, oggi è – al massimo – un posto dove sorbire seduti un gelato. La piazza, con concorso internazionale, va riconfigurata. Lì dove si è tollerato l’insediamento di brutte strutture fisse ad occupare il suolo pubblico, senza tardive penalizzazioni dei privati, va concordato una disinstallazione delle attuali strutture per una nuova semicopertura pubblica, architettonicamente gradevole con materiali flessibili e diafani. E che dire dell’area ex mercatale, abbandonata da anni? Tra le tante destinazioni possibili, l’Amministrazione sembrava  da ultimo orientata al ripristino di un “ mercatino delle erbe”. Ma nemmeno questo sono stati capaci di realizzare. E’ davvero meglio, a questo punto, che passino la mano!

ISCHIA PONTE

Qui dedichiamo meno spazio, non perché meriti meno attenzione della zona portuale. Ma perché, fortunatamente il centro storico di Borgo di Celsa ha mantenuto una sua configurazione. I proprietari del Castello Aragonese continueranno a far bene il loro lavoro, preservando il gioiello monumentale. Il Parco subacqueo di Aenaria potrà dare grandi soddisfazioni turistico culturali. Bar, ristoranti e pub continueranno a riempire i loro tavoli e ad onorare le nostre tradizioni enogastronomiche. Quello che Ischia Ponte non ha è un “ luogo fisico” che faccia da “ facilitatore” e “ attrattore” di una potenziale clientela della rete commerciale che langue, nonostante il “ movimentismo” del Consorzio di commercianti del Borgo. Questo luogo fisico può essere l’attuale sede dell’Inps che è un ufficio pubblico di grande interesse popolare, ma che può trovare sistemazione altrove. La struttura dello Stradone, situata nella zona che storicamente fu della Fonte dei Sassi, può e deve essere un edificio polifunzionale che lo stesso Consorzio dei commercianti può gestire, con una serie di manifestazioni, eventi, incontri ( al chiuso e quindi anche fuori stagione) capaci di richiamare un pubblico non di passaggio e non interessato esclusivamente alla ristorazione. Per il resto, meno si tocca Ischia Ponte e meglio è!

Franco Borgogna

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