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Quel lontano 6 settembre di 64 anni fa quando si faceva strada la vera “bella Ischia” con…Suor Letizia

Villa Rosica a Punta Molino Anna Magnani, gli spaghetti alla puttanesca e il “rangio fellone”: era una Ischia di altri tempi. Si racconta che l’attrice romana Anna Magnani sulla terrazza della villa dei fratelli di Colucci di cui era gradita ospite, visse alcune serate memorabili al chiarore della luna ben visibile che splendeva alle spalle della cupola del Castello Aragonese. Fu allora che Eduardo Colucci, a suo dire, si inventò gli spaghetti alla puttanesca che Anna Magnani potè gustare con gli altri ospiti che chiedevano il bis. Questo particolare e storico piatto generò una specie di conflitto in famiglia mai risolto. Infatti a rivendicarne con forza la paternità dello spaghetto alla puttanesca era ed è Sandro Petti nipote del Colucci, preparato per gli amici in una sera d’estate del ’53 nel vicino Rangio Fellone.

Quando sul finir della primavera del 1956, doveva essere ai primi del mese di i giugno, negli uffici del vecchio EVI (Ente Autonomo per la Valorizzazione dell’Isola d’Ischia) a prima voce circolava la notizia che a giorni sarebbe arrivata a Ischia la famosa attrice romana Anna Magnani ancora fresca insignita del Premio Oscar (21 marzo ’56) per aver magistralmente interpretato il film “La Rosa Tatuata”, l’anno prima 1955, al fianco di Burt Lancaster, chi era presente nell’edificio Mattera di Corso Vittoria Colonna dove a quel tempo si programmava il ruolo turistico di primo piano dell’isola nel mondo, ascoltò l’importante novità ed in un battibaleno la diffuse tra la gente nel paese.

1956 RIPRESA DEL FILM SUL VECCHIO
PIAZZALE ARAGONESE CON ANNA MAGNANI
IN SUOR LETIZIA

Cosi che, da Ischia Ponte a Sant’Angelo, tutti vennero a conoscenza che presto Ischia avrebbe ospitato un mostro sacro della cinematografia italiana e mondiale. Quale era lo scopo della visita di Anna Magnani nella nostra isola ? Ci si domandava: per cure termali ? riposo in un’isola tranquilla come la nostra (all’epoca lo era), con spiagge di sabbia finissima, sole e mare invitanti ed una vegetazione sempre verde ? Niente di tutto questo,anche se dopo, senza risparmiarsi, la protagonista di “Roma Città Aperta” se lo godette appieno. La verità era che Anna Magnani arrivava a Ischia per girare il suo primo film sull’isola, nel ruolo di una religiosa. Il film si sarebbe chiamato “Suor Letizia” con la Magnani protagonista affiancata nella pellicola da altri due nomi famosi insieme ad altri del cinema italiano, Eleonora Rossi Drago e Antonio Cifariello con la regia di Mario Camerini, lo stesso che l’anno dopo 1957 con lo stesso Antonio Cifariello protagonista maschile, tornò sull’isola per le riprese del film “Vacanze Ischia”. Le voci e la notizia si rivelarono fondatissime.

APRILE 1949 – PUNTA MOLINO.
VILLA ROSICA DEI COLUCCI

Anna Magnani arrivò ad Ischia il 20 luglio del 1956 per un primo rapporto con l’isola, per viverla e conoscerla come a lei piaceva prima di farvi ritorno agli inizi di settembre per le riprese del film “Suor Letizia” le cui scene esterne principali, furono girate sul pontile e piazzale aragonese, in barca fra gli scogli di Sant’Anna, sulla spiaggia di Cartaromana e nel giardino davanti alla Torre di Michelangelo da dove si ammirava un panorama mozzafiato. In luglio l’attrice romana rimase a Ischia solo pochi giorni, ospite a Villa Rosica in località Punta Molino dei fratelli Eduardo e Vincenzo Colucci. Si racconta che l’attrice romana sulla terrazza della villa, visse alcune serate memorabili al chiarore della luna ben visibile che splendeva alle spalle del cupola del Castello Aragonese.

ANNA MAGNANI COL PICCOLO SALVATORE
NEL FILM SUOR LETIZIA GIRATO
A ISCHIA NEL 1956

Fu allora che Eduardo Colucci, a suo dire, si inventò gli spaghetti alla puttanesca che Anna Magnani potè gustare con gli altri ospiti che chiedevano il bis. Questo particolare e storico piatto generò una specie di conflitto in famiglia mai risolto. Infatti a rivendicarne con forza la paternità dello spaghetto alla puttanesca era ed è Sandro Petti nipote del Colucci, preparato per gli amici in una sera d’estate del ’53 nel vicino Rangio Fellone. Anna Magnani che era accompagnata nella sua prima venuta a Ischia dal regista del film Mario Camerini, dal produttore della Rizzoli Film Sergio Pallavicini e da uno dei 12 sceneggiatori del film Piero De Bernardi, lasciò l’isola dopo soli cinque giorni per improrogabili impegni professionali a Roma. Era il 26 luglio, giorno della Festa a Mare agli Scogli di Sant’Anna che l’EVI da quattro anni, stava rilanciando alla grande, grazie all’impegno appassionato di Giacomo Deuringer e degli artisti ed artigiani di Ischia Ponte.

ANNA MAGNANI IN
SUOR LETIZIA A ISCHIA

Anna Magnani fu invitata a far parte della Giuria e ad ammirare la sfilata delle barche addobbate e i fuochi pirotecnici dalla motobarca Giulia del cap. Vincenzo Rumore dove prendevano posto la commissione giudicante e gli ospiti di riguardo. L’attrice per la sua improvvisa partenza dovette declinare l’invito,e per gli organizzatori della festa fu purtroppo, una prestigiosa occasione andata persa. Puntuale il suo ritorno a settembre con tutta la troupe cinematografica della Rizzoli film per le riprese del film “Suor Letizia”. In quei giorni di settembre del 1956 l’isola si mobilitò per la presenza della grande Anna Magnani premio Oscar per la Rosa Tatuata e vincitrice di numerosi altri premi fra cui Il Nastro D’Argento nel 1957. Gli ischitani tutti l’avevano ammirata ed apprezzata nelle loro domeniche sera dedicate allo svago del cinema nelle sale cinematografiche dei vari comuni dell’isola. Ciascuno l’aveva vista e la ricordava straordinaria interprete in film come Roma “Città Aperta”, “Bellissima”, “Mamma Roma”, “Risate di Gioia”, “La Fortuna Vien dal Cielo” e tanti altri.

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GIUGNO 1950 – NOTO SCRITTORE FRANCESE
OSPITE DEI COLUCCI A VILLA ROSICA

Vederla invece da vicino, con l’abito da suora, attraversare il piazzale aragonese a Ischia Ponte o in barca fra gli scogli di Sant’Anna con altre consorelle, ripresa dall’obiettivo della camera da presa, sotto i potenti riflettori che la illuminavano e la facevano apparire ancora più affascinante,significava per i più sensibili una emozione difficile a contenersi. Era Anna Magnani, “Suor Letizia”, che in quel lontano settembre di 64 anni fa era a Ischia Ponte, sul Piazzale Aragonese fra la gente semplice dell’antico Borgo, fra quei paesani semplici che si lascava catturare dal fascino di una diva del cinema, che fino a quel momento, era apparsa solo nei propri sogni, e che per…miracolo in quel preciso momento storico la potevano ammirare da vicino, Lei che due mesi prima aveva gustato sul terrazzo di Villa Rosica a Punta Molino per la prima volta gli spaghetti alla puttenesca ischitani doc inventati da Sandro Petti prima e rilanciati dallo zio Eduardo Colucci dopo per la speciale ospite.

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IL MITICO PIATTO DI SPAGHETTI
ALLA PUTTANESCA DI EDUARDO COLUCCI

Cosa accasev a invese due anni prima al vocono Rangio Fellone con un giovane Sandro Petti, l’astro nascente Cantautori Ugo Calise e i mercanti d’arte Fratelli Ammendola titolari di El Prado a Lacco Ameno.Era agosto del 1958, mentre Mina si conquistava la prima fama di grande cantante di tutti i tempi alla vicina Tavernetta del Moresco, uno già scoppiettante Domenico Modugno entusiasmava il pubblico habituè del Rangio Fellone accorso numeroso quella sera per il particolare ed atteso evento. Modugno diede fondo a tutto il suo repertorio canoro del momento tanto che si vide costretto a compiacere anche il pubblico strabocchevole che lo applaudiva e lo chiamava assiepato fuori del locale, sulla spiaggia, sugli scogli e sulla parracina instabile di cinta del Rangio Fellone, cantando per i suoi fans una sua bellissima, allegra, scherzosa canzone “Farfalle” del 1956.

IL MITICO SPAGHETTO ALLA
PUTTANESCA DI SANDRO PETTI

Questo per dire cos’era il Rangio Fellone nella Ischia sognante degli anni ’50 quando a Ugo Calise e Sandro Petti si aggiunsero cone detto sopra anche il fratelli Ammendola di El Prado a Lacco Ameno. Parlare oggi con l’arch. Sandro Petti del Rangio Fellone, del resto è stato una sua creatura nato dalla fantasia dell’artista ischitano, è come riferirgli di essere diventato un ricco ereditiero. Sandro Petti, non appena gli accenni dell’argomento a lui tanto caro, scatta come una molla ed immediatamente ti fa la lista dei ricordi, del successo, degli incontri, delle belle donne conosciute e dei cantanti noti e di quelli poi divenuti famosi che sono passati su quella straordinaria passerella. “’O Rangio Fellone” di oggi, tiene a precisare Sandro Petti, nulla ha a che fare con l’originale. Esso ci richiama solo alla sua memoria di ciò che è stato e di cosa ha rappresentato nel panorama della vita turistica e mondana di quel tempo.

IL PITTORE EDUARDO COLUCCI

Quello che d’estate richiamava a Ischia tutta la “dolce vita romana” , quello che ha visto nascere Peppino di Capri come cantante napoletano e interprete di memorabili canzoni che hanno fatto innamorare un’intera generazione. Quindi ricordarlo si fa giustizia di una storia che ha visto un semplice ritrovo notturno alla moda, sorto fra i pini e il mare di una Ischia incontaminata e affascinante, assurgere in brevissimo tempo a sede naturale e punto di riferimento principale della vita mondana dell’isola. Al Rangio Fellone sono nate storie d’amore famose, inventate mode gastronomiche e di abbigliamento dell’epoca; dove molte canzoni di successo sono nate insieme alla vera cucina ischitana, parallelamente a quella tradizionale, lasciando spuntar fuori di tanto in tanto qualche specialità come la pasta e fagioli, insieme ad assolute invenzioni: proprio come i miei Spaghetti alla Puttanesca, che fino a pochi anni fa erano conosciuti in tutto il mondo salvo che a Ischia, dove di fatto ebbero i “natali”. “A proposito degli spaghetti alla puttanesca, ci riferisce Sandro Petti, questa mia invenzione culinaria mi creò un problema col Vescovo di Ischia di allora Mons. Ernesto De Laurentiis che conosceva bene i miei zii Colucci, La parola “puttanesca” segnata nel menu del ristorante appariva come una offesa alla decenza, quindi era scandalosa per quei tempi. . Fui convocato dal Vescovo, con cui chiarii le nostre buone intenzioni lasciandogli la…ricetta”.

Foto Giovan Giuseppe Lubrano

antoniolubrano1941@gmail.com

info@ischiamondoblog.com

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