CULTURA & SOCIETA'

Quella frana che devastò Casamicciola il 24 ottobre 1910

Ecco cosa riporta uno straordinario documento storico, la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana dell’epoca: una sorta di “cronaca” di una delle tante piaghe patite dalla cittadina termale

DI IVANO DI MEGLIO

La disastrosa frana avvenuta a Casamicciola la notte di sabato 26 novembre, presenta numerosissime e inquietanti similitudini con la frana del 24 ottobre 1910, avvenuta sullo stesso territorio. Ho recuperato un importante documento storico: la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana dell’epoca. Vediamo insieme cosa riporta.

Napoli, 24 ottobre 1910

Il prefetto ha ricevuto alle ore 18:00 i seguenti telegrammi dal Sindaco di Casamicciola: terribile alluvione. Allagata una parte del paese, finora poche vittime. Incommensurabili danni. Pregola inviare pronti soccorsi, soldati, zappatori, trappe. Dal Sindaco di Lacco Ameno: danni ingentissimi. Molte vittime. Constandomi popolazione senza tetto, interesse vostra generosità perché Monte Misericordia autorizzi aprire suoi dormitori e dispongasi invio soldati, carabinieri. Telegrafo funziona tutta la notte. Una nave da guerra con soccorsi e vettovaglie partì per l’isola d’Ischia. Per Ischia e Casamicciola sono partiti i piroscafi Napoli e Mafalda della società di navigazione del Golfo, portanti soccorsi, uomini di truppa, trenta carabinieri, cinquanta guardie di città, due ingegneri del genio civile, due funzionari di Polizia di Stato e il maggiore Petella dei RR. carabinieri. A bordo del Napoli si è imbarcato pure l’onorevole Strigali.

Casamicciola, 24 ottobre 1910

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Stamane dalle ore 6:00 alle ore 11:00 ant. una enorme alluvione, precipitandosi vertiginosa dal monte sovrastante, svellendo massi enormi e rotolandosi fino al centro del paese, ha distrutto la contrada Rita popolata di case e di famiglie, facendo nove vittime, di cui quattro ritrovate in mare e cinque non ancora rintracciate. Rimasero pure distrutti sei stabilimenti balneari, nonché le botteghe e le case adiacenti. L’alluvione ha distrutto inoltre il rione San Severino e il rione Umberto I popolati di case. In complesso oltre la metà del paese di Casamicciola è enormemente danneggiata e in buona parte distrutta. Sua Eccellenza Leonardi-Cattolica, ministro della Marina, ha inviato a S.E. Luzzati il seguente telegramma da Casamicciola: “stamane ho visitato i Comuni di Barano e Lacco Ameno. Nel primo sono rimasti danneggiati le strade, i ponti e le proprietà rurali, specialmente i depositi di vino che sono stati invasi dall’acqua, la quale ha distrutto i prodotti della recente vendemmia. Le frazioni sono rimaste prive di qualsiasi comunicazione. Il cimitero è quasi distrutto. Nel Comune di Lacco Ameno si deplorano tre vittime. La strada provinciale è rimasta distrutta per circa un chilometro; così pure due vie comunali, per notevole lunghezza. Varie località sono state colmate di terriccio ed è stato costruito l’acquedotto Pisciarello. Anche le campagne hanno riportato danni. Quattro baracche sono state asportate, quattro edifici danneggiati, tre depositi di vino distrutti e tre danneggiati. Alle ore 13:00 è giunto a Casamicciola Sua Maestà il Re, che ha visitato tutte le località più devastate di Casamicciola ed Ischia tra le acclamazioni della popolazione; quindi è ripartito per Napoli. Oggi ha funzionato in Casamicciola la cucina economica. È giunto l’ingegnere capo Simonetti, che sta ispezionando i punti dell’isola più danneggiati, per concretare in massima le opere ed i lavori che occorrono urgentemente. Durante la giornata le parti di fanteria e marinai sbarcati dalla Sardegna e dal San Giorgio, i pompieri di Napoli ed un reparto del genio militare, distribuiti in varie località, hanno lavorato alacremente allo sgombero ed alla apertura di scoli per l’acqua, come pure al salvataggio dei depositi di vino delle proprietà private. Il genio civile cercherà immediatamente di riparare almeno in parte la conduttura dell’acqua potabile, ma è tuttavia indispensabile l’invio di una nave cisterna, che l’onorevole Sacchi ha richiesto con telegramma di urgenza al ministero della Marina, essendo già stata inviata a Casamicciola una nave cisterna disponibile, del compartimento di Napoli. Urge pure liberare da frane la strada provinciale, per ristabilire la comunicazione per la via di terra con Salerno, alla quale opera saranno adibiti i soldati. Così pure l’onorevole ministro ha disposto perché si cerchi di agevolare le comunicazioni nell’interno dell’abitato, ostacolato dalle frane e dal corso del torrente. L’onorevole Sacchi ha richiesto telegraficamente alle ferrovie di stato a Napoli il legname occorrente. Problema essenziale per concretare definitivi provvedimenti e di esaminare la possibilità dello sgombero dell’ingente materiale alluvionale per la ricostruzione dell’abitato. Difficoltà gravissime vi sono per il trasferimento dell’abitato stesso; attesa la mancanza di terreno adatto, essendo il paese compreso tra scoscese montagne a picco sul mare. Converrà pure esaminare subito la possibilità di opere per il rassodamento e il rimboschimento delle falde sovrastanti il paese, alla cui rovina contribuì il dissodamento e la coltivazione di terreni che avrebbero dovuto sottostare al vincolo forestale. Sua Eccellenza il ministro della Marina Leonardi-Cattolica Luzzatti afferma di avere compiuto una prima sommaria visita ai luoghi devastati. Una grande piena proveniente dal monte Epomeo, ha devastato la parte centrale dell’abitato trascinandovi enormi massi tufacei che hanno agito come catapulte demolendo tutti gli stabilimenti balneari ed alcune case, danneggiando anche gravemente i rioni Umberto I e San Severino e distruggendo la piccola Contrada Rita ove si trova lo stabilimento dei fanghi. Le vittime finora accertate sono dodici a Casamicciola e tre a Lacco Ameno.

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A Casamicciola è giunta la regia nave Sardegna che era già stata preceduta dalla Pallade e sono pure giunte 2000 razioni di viveri che vengono distribuite da un comitato composto: del Sindaco, del comandante la stazione dei carabinieri, del medico condotto e di un ufficiale di vascello. Compiuta la visita, si stabilirà quali demolizioni occorrano d’urgenza nell’interno dell’abitato e quali altri lavori d’urgenza sono indispensabili. Contemporaneamente si inizierà il lavoro di sgombero dell’interno dell’abitato. Il prefetto di Napoli ritornò ieri sera a Napoli da Casamicciola, dove ha pernottato il ministro Leonardi-Cattolica. Egli è partito con la torpediniera 134-S per Ischia e Casamicciola. Il prefetto è partito alle ore 10:30 con un piroscafo della navigazione del Golfo per Ischia e Casamicciola. Alle ore 11:00, il Re sbarcava a Casamicciola accompagnato dal seguito e dalle autorità, e visitava tutte le località danneggiate. La popolazione fece al sovrano una vivissima manifestazione di gratitudine. Sua Maestà proseguì poscia per Ischia riportando l’impressione che oltre ai pronti soccorsi, che sono largamente elargiti dal governo, occorrono provvedimenti legislativi. Il Re rimase soddisfatto dell’organizzazione dei servizi e dell’opera di soccorso prestata fin dal primo momento. Alle ore 18:00, Sua Maestà dopo aver visitato Ischia e Casamicciola, fece ritorno a Napoli sbarcando all’Arsenale, ivi recandosi a Palazzo Reale dove ha pernottato. Stamane alle 6:10 Sua Maestà il Re con il Duca d’Aosta, accompagnato dal seguito, è disceso direttamente dalla reggia di Napoli in Arsenale e si è imbarcato sulla torpediniera di alto mare Orfeo, per recarsi a visitare Cetara e gli altri paesi danneggiati dall’alluvione.

Ieri, a Casamicciola, S.E. il ministro Leonardi-Cattolica ha riunito, alle ore 14:00, i sindaci e i presidenti delle congregazioni di carità dei Comuni dell’isola. Ha preso accordi definitivi ed ha dato disposizioni circa il proseguimento dei lavori più urgenti, la distribuzione dei sussidi, indicando le somme disponibili. Per quanto concerne i lavori che sono già bene avviati mercé l’opera della truppa e dei marinai, l’onorevole ministro ha disposto che vengano proseguiti per lo sgombero degli abitanti, il ripristino delle comunicazioni interne e delle strade comunali, lo scavo delle sorgenti termali e degli acquedotti interriti. Si provvederà pure alla demolizione degli enormi massi che tuttora minacciano gli abitati e che potrebbero precipitare in caso di pioggia. Tutte queste opere saranno compiute sotto la direzione del comandante della nave Sardegna e degli ingegnere capo del genio civile. Il deputato Strigari, presente alla riunione, interpretando i sentimenti di tutti i convenuti, ha pronunziato alla fine parole di viva compiacenza verso il Governo per il valido aiuto e per il soccorso prestato in questa occasione. L’ispettore generale Recascio rimane sul posto per presiedere la distribuzione dei sussidi.

Casamicciola, 26 ottobre 1910 – Il ministro della Marina onorevole ammiraglio Leonardi-Cattolica ha telegrafato al Presidente del Consiglio riassumendo le impressioni delle sue visite a Casamicciola, a Forio d’Ischia e a Porto di Ischia. In genere le campagne sono abbastanza danneggiate e gravemente colpiti sono i fondi e si trovano lungo il percorso della lava, dell’acqua e del fango, provenienti dalla montagna e che trascinarono massi tufacei. Le strade comunali o provinciali sono in parecchi punti interrotte cosicché urge rimettere in funzione l’intera rete stradale, sia pure con opere provvisorie. Degli abitati il più gravemente danneggiato è quello di Casamicciola, ove blocchi di centinaia di metri cubi di volume e lava e fango devastarono e distrussero un intero rione e la sede degli stabilimenti balneari e delle acque termali. Si deplorano 12 vittime. A Forio d’Ischia e a Porto d’Ischia alcune parti dell’abitato sono pure devastate ed ingombre, ma con conseguenze meno disastrose di Casamicciola. A Casamicciola e ad Ischia le condutture dell’acqua potabili in canali di muratura sono completamente interrite e non funzionano più e sono distrutte le canalizzazioni interne in tubi metallici. Oggi l’onorevole ministro Leonardi-Cattolica, si recherà a visitare Barano, Lacco Ameno, e Serrara Fontana, donde giungono notizie che i danni raggiunsero le stesse proporzioni. Sono giunti a Casamicciola la R. nave Sardegna e il primo distaccamento di zappatori del genio. Il ministro ha dato disposizioni per il dislocamento delle forze e dei mezzi disponibili in modo da corrispondere ai più urgenti bisogni dei vari Comuni. Così oggi si iniziano gli sgomberi e i lavori più urgenti. Si ispezionerà e provvederà alla parte montana di Casamicciola, ove pare si trovino raccolti Massi, che potrebbero precipitare a Valle alle prime piogge. Si faranno riparazioni agli acquedotti e alle opere stradali. Il ministro provvederà oggi affinché siano largamente coadiuvati i privati nel recupero del vino giacente nelle cantine allagate e che costituisce una delle maggiori risorse dell’isola. È giunta la Regia nave San Giorgio, e si è ancorata ad Ischia.

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