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Quelli “castigati” dal covid

Gli stabilimenti balneari, i locali notturni e le discoteche hanno portato a termine una stagione che tra mille difficoltà ha dato buoni segnali solo tra luglio e agosto

Ormai lo sprint è lanciato. Siamo in vista degli ultimi giorni di questa stagione estiva che, vista la pandemia in corso, non può essere certo ricordata come una delle più entusiasmanti. C’era da aspettarselo e, a onor del vero, non è andata malissimo se si pensa che tra maggio e giugno i segnali erano davvero flebili e sconfortanti per Ischia. Ovviamente in questi mesi sono state tante le situazioni che hanno creato malcontento tra le varie categorie che contribuiscono a dare una mano a tutto il comparto turistico dell’isola. Tra queste ci sono sicuramente gli stabilimenti balneari, i locali del by night e le discoteche che hanno visto un forte ridimensionamento del lavoro, dovuto alle giuste regole sanitarie da mettere in campo. Insieme agli alberghi possono essere visti come le vittime estive del covid che, in realtà, non ha risparmiato nessuno.

Per gli stabilimenti, ad esempio, le linee guida da seguire sono state rese note con l’Ordinanza.50 della Regione Campania del 22 maggio in cui le inevitabili misure di precauzione da seguire sono apparse da subito davvero molto restrittive. Nel documento ufficiale, ancora vigente per chi volesse recarsi in uno stabilimento balneare, si leggono alcune norme comportamentali del tipo: «La segnalazione della distanza di sicurezza di almeno un metro avverrà tramite applicazione a terra di elementi adesivi o simili», «i percorsi di entrata e uscita, ove possibile, devono essere differenziati prevedendo chiara segnaletica nell’orientamento dell’utenza», «l’assegnazione degli ombrelloni e dell’attrezzatura a corredo deve privilegiare l’assegnazione dello stesso ombrellone ai medesimi occupanti che soggiornano per più giorni» o, ancora, «ogni postazione sarà dotata di un foglio plastificato contenente le indicazioni alle quali l’utente è invitato ad adeguarsi».

Regole precise e scrupolose da seguire come anche il distanziamento tra gli ombrelloni (o altri sistemi di ombreggio) in modo da garantire una superficie di almeno 10 metri quadrati per ombrellone ela distanza minima di 1,5 metri tra le attrezzature di spiaggia (lettino, sdraio, sedia), ove non allocate nel posto ombrellone. Regole ferree, ma giustissime per evitare qualsiasi rischio di contagio. Il discorso sulle discoteche è più semplice da fare perché, ad oggi, sono chiuse dopo un’iniziale riapertura tra giugno e luglionon da tutti condivisa. Dopo le follie di Ferragosto in tutta Italia, come si sa, il governo ha provveduto a sospendere l’attività di sale da ballo, discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso per il numero dei contagi che nelle ultime settimane è ricominciato a salire in maniera preoccupante.

Era una questione di tempo perché, a dire il vero, la notizia era nell’aria, già prima del giorno di Ferragosto. Anche qui, come era facile da prevedere, si sono susseguite mille polemiche. Per quanto riguarda i locali della movida (quelli della Riva Destra o quelli del tipico giovedì foriano), la situazione è diversa da quella delle discoteche perché sono aperti, riscontrando comunque una flessione dopo i giorni di intenso lavoro di agosto. Percapire l’aria che si respira nel settore degli stabilimenti balneari, dei locali notturni e delle discoteche abbiamo ascoltato alcuni esponenti del comparto.

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