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Quelli, che danno (il meglio di se)

Di Graziano Petrucci

Tutto è collegato al turismo. Sembra un mare dell’ovvio e del ripetuto fino alla noia che proprio per questo, pensandoci, potrebbe creare risultati diversi rispetto a quelli che, al contrario, si vogliono produrre con un’affermazione del genere. Magari è questa la fonte di quell’indifferenza collettiva, della società isolana e dei suoi abitanti per capirci, che paradossalmente somiglia a una malattia che ha contaminato un po’ tutti. Segno evidente ne è la mancanza d’indignazione e, per conseguenza, della paura di chiedere ai governanti delle sei amministrazioni di darsi da fare e di smetterla di giocare al «piccolo amministratore». Siccome l’ovvio, appunto, non è mai scontato le riflessioni profonde che escono stimolate dal dubbio, forse ci dicono che una tale indifferenza è diventata reale e la ricerca di una via d’uscita dovrebbe essere il pane per chi ci vive su quest’isola, come di chi con il turismo ha un rapporto diretto o mediato.giosi-ferrandino-3 In questa ricerca, in testa, ovvio ma non scontato, dovrebbero trovare posto i sindaci seguiti dai loro consiglieri di fiducia. Invece, un po’ qui e un po’ la, sono impegnati sul trenino delle fiere tra interviste e corsi serali di recupero per arrivare all’ambito traguardo rappresentato dal diploma per diventare abili esperti di comunicazione e marketing. Mi piacerebbe, lo confesso, avere le loro certezze da fighi navigati della politica e dell’amministrazione, al pari di quelli che mostrano fieri il nome della fidanzata tatuato sul braccio o sulla spalla o la sfacciataggine di Belen mentre sventola la sua farfalla in faccia al mondo. Oppure quella di chi ha detto che la chiazza in mezzo al mare che nei giorni scorsi è comparsa nello specchio d’acqua di Casamicciola era la solita attività vulcanica. Salvo poi fare marcia indietro di fronte all’evidenza della rottura di una condotta. Il che vale a dire che riusciamo a non farci mancare neppure il bagno nella merda perché, in fondo, adoriamo tuffarci nella costruzione di quelle figure che hanno una lontana parentela con il nuoto sincronizzato. Comunque forse non è cosi facile come sembra, per tanti operatori del turismo e politici e faccendieri, accendere il cervello e pensare di adottare un sistema alternativo a questo che rende chiara la nostra idiozia i cui danni, da brave formichine, mollica dopo mollica, li accantoniamo per poi trovarci sorpresi e travolti da distese feconde di stupidità che ci faranno piombare nel dirupo dei ricordi e dei bei tempi ormai passati. Non siamo neppure classificati, per dirla in breve, tra quei paradisi fiscali che potrebbero magari tornarci utili. Il Sindaco di Barano Paolino BuonoDato il danno che è l’incapacità di creare un vero brand o unire i servizi essenziali, intanto, la beffa è che c’è chi si arricchisce nella più completa impunità in un giro incredibile di «lavatrici». E non parlo solo dello spaccio di droga che comunque sta prendendo nuovamente terreno, ma mi riferisco proprio alla visione limitata che non ci manca occasione di palesare, ognuno per il suo, e che ci vantiamo di aver perso. Comunque, queste voci che s’intrecciano nella marea dell’ovvio in cui il riferimento al mare e al sole la fa da padroni, che voci sono? Di certo riflettono la visione diffusa di un’isola che non ambisce a migliorarsi, alla quale corrisponde l’opinione altrettanto diffusa che non serve poi tanto per tornare allo splendore di un tempo e i «gufi», che parlano solo male e non amano l’isola mentre chi va alle fiere, sa dimostrare il contrario, farebbero meglio a finire impallinati dalla categoria dei bracconieri (che se non ve ne foste accorti si sta diffondendo: manca poco per attribuire pure a questa il riconoscimento di fetta importante su cui basare l’economia isolana). Intanto, però, le forze dell’ordine stanno facendo un gran lavoro. Specie sul contrasto agli illeciti che ruotano intorno alla movida. Prova ne è che uno spazio delle prime pagine dei giornali se lo contendono, a turno, Carabinieri e Polizia. Tanto per essere chiari, e per contrastare sul nascere possibili fraintendimenti, non è una bella cosa vedere che gli illeciti il sabato sera aumentano, come poco accattivante, allo stesso tempo e secondo un pensiero diffuso tra la gente, è veder celato dietro l’obbligatorio contrasto a queste dinamiche un desiderio di notorietà o il messaggio che sull’isola siamo pieni di ragazzi che hanno dato priorità a canne, alcool e movida; o che i conducenti ubriachi dopo un bicchiere di vino superano di molto il numero chi commette altri reati ben più gravi. Non è un bel messaggio neppure ciò che può dedursi, ossia che i reati e gli illeciti, rispetto al passato stanno aumentando; o quello che se ne ricava per converso, cioè che molti sono costretti a prendere l’auto quando invece potrebbero (vorrebbero) prendere un taxi a patto di non rischiare una rapina. L’altro giorno un amico mi ha confessato che è venuto a Pasqua con la sua famiglia. Ha preso un taxi a Piazza degli Eroi e gli ha chiesto di accompagnarlo a Campagnano. Costo: 30 euro. Ovviamente il mio amico si aspettava di pagare meno, trattandosi di pochi chilometri. Come ho detto, però, l’ovvio non è mai scontato. E in questo caso lo è ancora meno.

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