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«Quello spot è sessista!», la pubblicità del negozio di elettrodomestici scatena la polemica

“A San Valentino la mettevi a 90...”. E poi ancora “A San Valentino sarà bagnata...”. Le infelici “uscite” utilizzate da un’attività commerciali per promuovere lavatrici: fioccano le critiche, e i banner scompaiono dal web

Donne a casa a fare le massaie, magari pronte a soddisfare le esigenze sessuali di testosteronici mariti, come e quando vogliono. Nello spot apparso alla vigilia di San Valentino il cammino dell’immaginazione verso il ritratto di una donna descritta come un oggetto sessuale, unica custode delle lavatrici, signora delle pulizie e unica nemica delle macchie, è immediato. Altrettanto immediata l’idea di un uomo padrone che la lavatrice è tenuto solo a comprarla, tanto poi a usarla ci pensa lei, la donna, conoscitrice dei segreti delle pulizie. Lo spot apparso ieri sui social sulla bacheca di un negozio isolano ha sollevato in pochi attimi un polverone.

“Prima a San Valentino la mettevi a 90 gradi”. Scritto grande, a caratteri cubitali su uno sfondo rosso. E poi in piccolo “ora è il momento di passare a una A tripla +” L’immagine di una lavatrice svela il messaggio velato che si cela dietro uno slogan realizzato con chiari ammiccamenti sessuali. Un messaggio che non è affatto piaciuto al popolo del web che in pochi minuti ha organizzato una vera e propria sommossa virtuale contro la campagna pubblicitaria, infelice, del negozio di elettrodomestici in cerca di visibilità. Visibilità sicuramente ottenuta, ma forse non esattamente come era nelle intenzioni.

Ebbene sì, oltre all’esplicito ammiccamento sessuale che gioca con vecchi cliché che vedono l’uomo forte dominante sulla donna sottomessa, il titolo del post che invita all’acquisto dell’elettrodomestico in offerta, gioca su ruoli maschili e femminili che suscitano polemica. Eppure nel 2020 c’era da aspettarselo. Uno spot del genere non poteva far altro che alimentare le vibranti proteste del popolo femminile, e non solo, che proprio non ci sta, in tempi di #metoo e di emancipazione femminile, a essere incasellato in ruoli da soap-opera in bianco e nero.

A complicare le cose ci si è messo anche il messaggio con cui il negozio isolano ha accompagnato le immagini lanciate in rete con tanto di sponsorizzazione. “Per San Valentino hai pensato ai soliti cioccolatini?Stavolta pensa a qualcosa di utile, come una nuova ed efficiente lavatrice di Classe A+++” Apriti cielo. I tantissimi messaggi di protesta hanno costretto il negozio alla resa, con la cancellazione dello spot e la sostituzione con un messaggio decisamente più neutro, non dotato di quella carica esplosiva che tanto sdegno ha provocato in pochi minuti di pubblicazione.

La volontà di giocare con ammiccamenti sessuali per richiamare l’attenzione è stata confermata poi da un altro spot, in cui il messaggio ambiguo è evidente. Il prodotto da vendere è sempre lo stesso: una lavatrice, ma cambia il succo dello slogan, che orbita sempre sugli ammiccamenti sessuali, sempre concentrati sull’’universo femminile. “A San Valentino sarà bagnata…” si legge nella prima parte del messaggio pubblicitario, per poi concludersi con un esplicativo “…la lavatrice!” che conferma ancora una volta la volontà da parte del negozio di elettrodomestici di puntare sui doppi sensi, a sfondo sessuale.

Come messaggio sul post il solito invito a fare un regalo di san Valentino alternativo alla propria fidanzata / moglie: “Il solito mazzo di fiori?Quest’anno regala qualcosa di utile e che le farà risparmiare tante fatiche”.

Qui gli ammiccamenti sessuali e i giochi di parole si sposano con un messaggio ben preciso: a dover fare la lavatrice è la donna. La persona che risparmierà fatica nell’avere una lavatrice performante è sempre una donna. Le donne lavano i panni, gli uomini fanno i regali. Una rigidità di ruoli che ha fatto infuriare gli ischitani che in pochi minuti hanno subissato di critiche la campagna pubblicitaria costringendo il negozio a cambiare strategia comunicativa e affidarsi a spot più classici, che non chiamassero in causa né ammiccamenti sessuali né ruoli così rigidi per uomini e donne. Ruoli che sembrano usciti dai romanzi di successo di Elena Ferrante e che raccontano di un’Italia in cui la donna si occupava soltanto delle faccende domestiche e gli uomini degli affari. Non è certo la prima volta che la pubblicità incontra l’ammiccamento sessuale e non è la prima volta che scelte del genere provocano feroci proteste da parte di chi è ormai stanco di vedere descrizioni di uomini e donne che appartengono, evidentemente non per tutti, al secolo scorso.

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