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Quello storico quadro che girò di casa in casa, ovunque vi fosse un ammalato

Il culto per la bella  e seicentesca statua lignea della  madonna di Costantinopoli proveniente dal Castello  d’Ischia che si venera nell’ antica Congrega di Ischia Ponte, spiega un fenomeno di fede filiale ed allo stesso tempo materno di cui, da sempre, il popolo del vecchio Borgo di Celsa è espressione viva e ne porta vanto. In passato, nemmeno ai fratelli infermi, prima di passare a miglior vita, si faceva mancare la “vicinanza” dell’immagine rassicurante della Madonna della Congrega. Il modo per farlo, più pratico ed efficace, lo ideò l’allora rettore Mons. Onofrio Buonocore che  pensò bene di  commissionare ad un artista del paese un dipinto che raffigurasse il volto solare con il bambinello in braccio della Madonna Immacolata di Costantinopoli, tanto cara agli ischitani, in maniera che potesse essere portato in casa di chi era impossibilitato di raggiungere la congrega perché seriaente ammalato, l’operazione la si effettuava casa per casa a turno.  Pertanto, la scelta di chi dovesse dipingere il quadro, cadde sul un valente pittore di Ischia, il giovane Federico Variopinto, che di fronte all’inattesa proposta, accettò con grande piacere.  Il quadro, di pregevole fattura, fu pronto in breve tempo e trovo il gradimento entusiasta di Onofrio Buonocore e di tutta la comunità del Borgo di Celsa.

Infatti del quadro in questione, dopo la morte dell’artista avvenuta ad ischia nel 1949, Buonocore così scrisse: “Il dipinto che ritrae a meraviglia le lenee bizantine della Castellana nostra (la statua proveniva da una della chiese sul Castello)) è il capolavoro di un giovane artista isclano: Federico Variopinto, noto in Italia e fuori, rapito all’arte e agli amici, nella più fiorente vigoria dell’ingegno,  (1905-1949), tirò col fiato quest’ultimo lavoro, tenendosi in preghiera ; ed è quello che più resta”. Il quadro di Variopinto che oggi è conservato gelosamente in Congrega, fu ulteriormente impreziosito dall’applicazione sul dipinto di testiera piccola per il Bambinello, una’altra testiera e un collare di dimensioni maggiori per la Madonna  e di dodici stelle tutto quanto in oro massiccio, a gloria dell’immagine raffigurata. Tanta devozione per la Madonna Immacolata di Costantinopoli dell’Arciconfraternita di Ischia Ponte   incomincia per ciascun fedele in età adolescenziale, quando cioè si aderisce a diventare iscritto alla Confraternita che solo nel lontano  1953 contava  duemila 183 “fratelli” figli della Madonna Immacolata di Costantinopoli con il diritto di indossare la mantellina azzurra con l’immagine della Immacolata attaccata sulla parte pettorale destra, nelle occasioni solenni.

E’ tutto un mondo racchiuso nell’atto devoto della partecipazione che solo chi ne vive gli effetti, può comprendere l’importanza di quell’investitura vita. Il legame spirituale con la Madonna di Costantinopoli, quella Madonna, ti fa star bene e ti infonde speranza per una esistenza lontana dalle complicazioni. Tre sacerdoti di spessore, dagli anni ’20 ad oggi, hanno costruito e modellato, ciascuno nel suo periodo di proficuo rettorato, la bella e funzionale Arciconfraternita della Madonna di Costantinopoli in quella che è stata ed è ancora,  la casa di tanti Ischitani “fratelli”, ovverosia la Congrega di Ischia Ponte. Questi sacerdoti devotissimi della Madonna di Costantinopoli sono Mons. Onofrio Buonocore, Don Liberato Morelli e Don Camillo D’Ambra. I primi due da tempo non più fra noi, il terzo, Don Camillo, 91 anni, ancora in grado di essere vicino ai fratelli ultimi che ha benedetto. Va detto che da qualche anno, ha raccolto il testimone nella funzione attiva,il parroco della vicina chiesa  dello Spirito Santo Don Carlo Candido, che  questa mattina,giorno dell’Immacolata conferirà l’investitura di “fratelli” della Congrega ad altri nuovi  iscritti. Con gli auguri di tutta la comunità.

Michele Lubrano

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