CULTURA & SOCIETA'

Questa sera la festa a mare agli scogli di sant’anna nel ricordo di funiciello con la sua barca simbolo, “la gloria di sant’anna”

Festa a Mare agli Scogli si Sant’Anna. Ovvero il passato che si fonde col presente in una simbiosi di valori, di sentimenti, di tradizioni ed innovazioni che vedono questa sera il loro manifestarsi con il solito grande spettacolo che va oltre i sogni e le fantasie. Cinque sono le barche allegoriche che sfileranno questa sera nelle acque magiche del golfo aragonese fra il Castello, i secolari scogli di S.Anna e la mitica Torre di Michelangelo, rispettando il singolare tema dell’ Acqua.

IL PASSATO – LA BARCA ADDOBBATA GLORIA DI S.ANNA DI VINCENZO FUNICIELLO DEL 1955

Partiamo quindi dal passato, da quando cioè l’EVI, l’Ente Autonoma per la Valorizzazione dell’Isola d’Ischia, da circa quattro anni si era preso l’incarico di riorganizzare la Festa A Mare agli Scogli di S. Anna, nata nel 1932 e sospesa nel ’42 per il mondo che entrava in guerra compresa l’Italia. Fra le varie barche addobbate presentate in gara in quegli anni, fece fortissima impressione una delle prime barche allegoriche realizzate per la Festa a Mare dall’artista pittore ischitano Vincenzo Funiciello ritornato da Berlino ove viveva e dove frequentava l’Accademia degli Artisti. Quella barca addobbata presentata nella edizione del 1956 si chiamava “La Gloria di Sant’Anna” in omaggio alla Santa ed allo spirito religioso a cui si ispirava la Festa. In pratica la barca del Funiciello, in tutto il suo effetto scenico voleva essere la simulazione di una processione a mare diretta verso la chiesetta di S.Anna per le preghiere votive alla Santa protettrice delle partorienti.

IL MAESTRO VINCENZIO FUNICIELLO VINCITORE A S.ANNA DI 7 PRIMI PREMI

Fu giudicata un capolavoro e vinse naturalmente il primo premio. Fu un vero e proprio trionfo per punteggio e per consensi entusiasti di un pubblico già allora numerosissimo. La barca addobbata di Funiciello fu subito elevata a simbolo della storia della Festa a Mare agli Scogli di S. Anna dal 1932 a oggi, conserva il primato e rimane senza possibilità alcuna di prevaricamento, la più bella, la più significativa, la creazione più ispirata della festa e dei suoi chiari connotati che la contraddistinguono. La barca “La Gloria di S.Anna” allestita dal mitico Vincenzo Funiciello, si presentava con una grande raggiera illuminata a bordo , al centro della quale,troneggiava la figura vivente al naturale della Santa impersonificata da una bella ragazza del Borgo, Rosanna Di Massa ,oggi mamma e nonna felice con lo struggente ed indimenticabile ricordo di quella straordinaria esperienza di tanti anni fa.

Nella barca, che era un lungo gozzo col motore entrobordo di quelli che usavano i pescatori della Mandra per tipi di pesca più in alto mare, prendevano posto alcuni “canonici” del Capitolo Cattederale, l’uomo con lo stendardo a bandiera con i fiocchi, il “parroco” con l’incenso e l’incensiere, un nutrito gruppo di fedeli e tre musici, il fisarmonicista Salvatore Mascolo, il violinista Bartiluccio Carcaterra e il chitarrista Giovanni Mazzella il barbiere, che suonavano la canzoncina religiosa cantata dal coro di bordo “Noi Voglian Dio…” .

La barca era trainata da tre spettacolari cigni bianchi in mare guidati da una ragazza in costume d’epoca e da un angioletto (nostro fratello Giovan Giuseppe e nostra sorella Maria). Vincenzo Funiciello è stato il creatore di barche addobbate nella storia della Festa, che meglio e più degli altri riusciva ad entusiasmare la folla assiepata sugli scogli, lungo il ponte aragonese e sul muraglione delle alghe, sui gozzi privati, in barche di nuova fattura e su motobarche pubbliche ancorate nella baia, ai margini del percorso dove sfilavano le barche allegoriche in gara. Vincenzo Funiciello vinse sette primi premi con capolavori di barche addobbate che nessuno riuscì ad eguagliare in bellezza, spettacolarità ed armonia. Un primato che resiste ancora, nonostante gli attacchi seri che in tempi diversi gli mossero altri due giganti della Festa del passato, gli altrettanto mitici Nerone e Andrea Di Massa.

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Un’altro aspetto della festa a Mare agli Scogli di Sant’Anna che ha appassionato da sempre gli ischitani ed ha contagiato gli stessi turisti che seguono la Festa da anni, è il senso della “scampagnata” a mare. Il piatto simbolo o meglio il “ruoto” simbolo col suo prelibato contenuto, a cui si ricorre domani sera, è la parmigiana di melanzane, affiancata da un altro piatto principe, il coniglio alla cacciatora preparato nel classico tegame di terracotta, a cui, per altro, si aggiunge il melone rosso fuoco, ossia l’anguria e il fresco vinello delle terre locali.

L’ATTORE GIANCARLO GIANNINI LA VOCE NARRANTE QUESTA ALLA FESTA DI S.ANNA

Lo è naturalmente anche quest’anno. Un menu nella sostanza perfetto, all’insegna dell’Acqua, puro, senza sofisticherie, semplice e gustoso, atteso nella sua particolare realizzazione, per un anno intero pensato. per poi goderlo la sera della ricorrenza di Sant’Anna, ossia questa sera, con la famiglia o col gruppo di amici, in barca, nel placido specchio d’acqua aragonese, fra il Castello, la Torre di Michelangelo, la Chiesetta e gli scogli di Sant’Anna con lo scopo soprattutto, di festeggiare una giornata non comune, sin dall’imbrunire fino a sera inoltrata, che si ripete puntuale, ogni anno come un rito sacro a cui solo in pochi non vi prendono parte. Così è stato per il lontano passato, così sarà oggi, nel pieno rispetto di una tradizione più viva che mai. Quindi la Festa in generale, ha ritrovato l’entusiasmo e la passione del passato, grazie soprattutto alla preparazione artistica tra l’antico ed il moderno del suo direttore artistico Pietro Di Meglio.

Negli anni in cui la Festa prese avvio, l’unica motivazione che spingeva la gente del Borgo e delle colline soprastanti di Campagnano, San Domenico, Sant’Antuono, Piano Liguori e della Marina di Villa Bagni al Porto a parteciparvi, era quella di trascorrere in piena letizia una serata diversa dalle altre, cogliendo il pretesto della Festa organizzata con i soli falò e “lampetelle” sugli scogli in omaggio a Sant’Anna, la protettrice delle partorienti

Foto Giovan Giuseppe Lubrano antoniolubrano1941@gmail.com

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