POLITICAPRIMO PIANO

Questi ci vogliono proprio affossare

Nuovo affronto del gruppo parlamentare di Renzi e Calenda ai casamicciolesi: esenzione dall’Imu per le case danneggiate dalla frana solo in presenza di un titolo legittimo. Una clausola in un emendamento firmato da Daniela Ruffini che nessun altro partito ha inserito e che manifesta una volta di più la crociata intrapresa dal terzo polo contro gli isolani

Che Matteo Renzi e di rimando il suo movimento politico Italia Viva avesse nel mirino gli isolani – in particolar modo le popolazioni vittima del sisma del 2017 e più di recente della frana del 26 novembre 2022 – era un fatto noto e scontato. Per l’ex premier siamo un popolo di abusivi e le case di chi ha già sofferto abbastanza devono essere buttate giù dalle ruspe in assenza di un titolo di legittimità. Senza se e senza ma. Lo si evince chiaramente da un emendamento presentata da una parlamentare di Italia Viva-Azione, Daniela Ruffino, e relativo del cosiddetto Decreto Ischia, che è in fase di “allestimento” dopo la tragedia del Celario. Ecco cosa scrive la parlamentare: “I fabbricati ubicati nei comuni di Casamicciola Terme e di Lacco Ameno dell’isola di Ischia colpiti dagli eventi eccezionali verificatisi alla data del 26 novembre 2022 purché distrutti od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero, comunque adottate entro il 30 marzo 2023, in quanto inagibili totalmente o parzialmente, e in ogni caso non oggetto delle sanzioni di cui all’articolo 44 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e realizzati in base ad un legittimo titolo abilitativo, sono esenti dall’applicazione dell’imposta municipale propria di cui all’articolo 1, comma 738, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 a decorrere dalla rata con scadenza il 16 dicembre 2022 e fino alla definitiva ricostruzione o agibilità dei fabbricati stessi e comunque non oltre il 31 dicembre 2025. Ai fini del presente comma, il contribuente può dichiarare, entro il 28 febbraio 2023, la distruzione o l’inagibilità totale o parziale del fabbricato all’autorità comunale, che nei successivi venti giorni trasmette copia dell’atto di verificazione all’ufficio dell’Agenzia delle entrate territorialmente competente. Con decreto del Ministro dell’interno e del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro il 30 aprile 2023, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, sono stabiliti, anche nella forma di anticipazione, i criteri e le modalità per il rimborso ai comuni interessati del minor gettito connesso all’esenzione di cui al primo periodo”.

Insomma, come si nota la Ruffino fissa i termini attraverso i quali, secondo il suo emendamento, si dovrebbe consentire ai proprietari di immobili di essere esentati dall’IMU per un periodo di tre anni. Attenzione però ai requisiti richiesti, perché la parlamentare di Azione-Italia Viva parla espressamente di immobili “realizzati in base a un legittimo titolo abilitativo”. Insomma, secondo la Ruffino e i renziani-calendiani se un’abitazione ha presentato la domanda di concessione edilizia in sanatoria ed è in attesa di condono, al proprietario non spetterebbe il beneficio dell’esenzione dall’imposta municipale. Ma ci rendiamo conto di che cosa parliamo? Immaginiamo se un emendamento del genere fosse stato presentato e magari approvato all’epoca del terremoto del 2017, ci saremmo ritrovati davanti ad una vera e propria catastrofe, con centinaia e centinaia di persone che avrebbero dovuto continuare a pagare una gabella pur senza avere un tetto sulla testa. Tra l’altro quello di Italia Viva si è rivelato ancora una volta un comportamento vessatorio nei confronti dei cittadini casamicciolesi ed isolani, dal momento che tutte le altre forze politiche quella “clausola” non si sono assolutamente sognati di inserirla, facendo prevalere la logica del buonsenso. La limitazione agli immobili legittimi, tanto per fare altri esempi, non viene citata negli emendamenti di analogo tenore presentati da Fratelli d’Italia (presentato da Aldo Mattia, Tommaso Fori, Stefano Benvenuti Gostoli, Dario Iaia, Gianni Lampis, Massimo Milani, Fabrizio Rossi, Rachele Silvestri), della Lega (presentatori gli onorevoli Graziano Pizzimenti, Elisa Montemagni, Gianangelo Buf, Alessandro Manuel Benvenuto) e finanche dal sempre critico – sotto questo punto di vista – Partito Democratico (per il tramite di Marco Simiani, Chiara Braga, Augusto Curti, Christian Diego Di Sanzo, Sara Ferrari, Vincenzo Amendola, Piero De Luca, Stefano Graziano, Toni Ricciardi, Marco Sarracino, Arturo Scotto). Insomma, alla fine come al solito ad impallinarci sono solo e soltanto i renziani, immaginiamo col comprensibile imbarazzo della componente isolana del terzo polo, partendo proprio dall’eurodeputato Giosi Ferrandino che proprio di recente ha ufficializzato il passaggio a Italia Viva sposandone di fatto la linea politica. Che dire, ci congediamo come in quelle barzellette disegnate che apparivano sui fumetti di una volta e riportavano la dicitura “Senza parole”. Alla prossima puntata.

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