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I ragazzi del Liceo e la loro energia per la valorizzazione del territorio isolano

Sulla nostra isola sono tanti i ragazzi che frequentano il Liceo Statale “Ischia”, ma alcuni di loro si sono contraddistinti in questi ultimi giorni per un importante risultato che ha destato grande interesse. Parliamo di Davide Laezza, Mariano Parisi, Giusy Iacono, Ludovica Castaldi, Emanuela Carcaterra, Giovanni Orlacchio, Sonia Lauro, Giulia Matarese, Antonio Di Maio e Federico Felice Fiorito che, partecipando al concorso “A scuola di cinema, raccontando un monumento”, hanno realizzato un video con la chiesa di San Gaetano di Forio come protagonista.  Il video/spot, realizzato per la diffusione della bellezza del territorio foriano, è stato sottoposto al giudizio insindacabile di una commissione di esperti che lo hanno decretato come uno dei migliori lavori presentati insieme ad altri nove di altre scuole della Campania. Per vincere il concorso però c’è ancora un ostacolo da superare. Dei dieci video selezionati, soltanto i primi tre, che fino all’8 maggio avranno raccolto più visualizzazioni e “like” su Youtube, riceveranno dei premi che sono i seguenti: 1° premio – donazione di attrezzature audio video per un valore complessivo di € 5.000; 2° premio – acquisto biglietti di ingresso + 1 percorso didattico per la visita a Cinecittà World per un valore complessivo di € 3000,00 euro (costo unitario €15); 3° premio – acquisto biglietti di ingresso per sale cinematografiche per un valore complessivo di € 2.000. Per avere maggiori informazioni in merito al concorso, abbiamo intervistato il giovane studente Davide Laezza, ideatore del video della chiesa di San Gaetano.

Come nasce il concorso “A scuola di Cinema, Raccontando un monumento” e quali sono gli obiettivi che si prefigge?

«Il bando di concorso ‘A scuola di Cinema, Raccontando un monumento’ è rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della regione Campania e ha come oggetto la realizzazione di un video/spot (massimo tre minuti di durata) per la promozione di un monumento, di un bene culturale o di un sito a valenza turistica, tra i meno conosciuti, situato all’interno del territorio provinciale da cui deriva il video. Questo concorso è una realtà già presente da un po’ e non è la prima volta che viene proposto nell’istituto».

Quando e perché hai deciso di metterti in gioco in questa stimolante esperienza?

«La professoressa di arte Itala Balestriere propose in classe la possibilità di partecipare a questo concorso. Ne fui subito colpito tanto che l’idea di realizzazione mi venne già al momento della proposta. Accettai subito e me ne feci carico nonostante la poca esperienza. Ero dotato solo della mia voglia di fare e di tanta memoria cinematografica. In particolare ero diviso tra Moretti e De Niro. Inoltre, ero da poco ritornato a scuola e non mi occupavo più di teatro e regia dopo una lunga pausa di riflessione. La cosa stimolante è stata proprio il mettersi alla prova in un ambito nuovo e farsi seguire da coetanei che hanno contribuito a creare un ambiente molto familiare e rispettoso. Regia, recitazione e sceneggiatura sono la mia passione, ma rappresentano anche i miei sogni nel cassetto…».

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Perché è stata scelta proprio la chiesa di San Gaetano?

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«Mia madre ha un negozio nel caratteristico vicoletto di San Gaetano e posso dire di essere cresciuto all’ombra di quella cupola. È una chiesa che molto spesso passa in secondo piano, in confronto al maestoso Soccorso, e non è, almeno secondo me, turisticamente sponsorizzata al livello di altri tesori presenti sulla nostra isola. La prima volta che andai sulla cupola della chiesa di San Gaetano rimasi sbalordito. Si può ammirare tutto il lungomare e al tramonto c’è un vero spettacolo. La storia del video, molto ispirata dallo stile Ozpetek, vuole raccontare l’intreccio amoroso scaturito da un vero e proprio colpo di fulmine, che avviene alla vista di un celebre quadro di Peperone, tra due ragazzi più che foriani, ‘sang e turch’, che si rincorrono per una Forio, rinnovata Istanbul, col fine di baciarsi sul ‘belvedere’ della chiesa di San Gaetano. Il riferimento a ‘zio’ Peperone è fortemente voluto proprio per paragonare all’amore dei due quello stilisticamente scelto dall’artista foriano tra La chiesa di San Gaetano (donna della coppia) e la chiesa del Soccorso (uomo della coppia), mentre la colonna sonora proviene da Napoli Velata e vuole evidenziare le origini mediorientali di Forio. Questa colonna sonora serve, inoltre, a tenere alto il ritmo di un video senza monologhi».

Quali sono le tue aspettative riguardo al video?

«Sono partito sicuramente con tanta voglia di fare e produrre, ma ho avuto anche io le mie preoccupazioni e le mie incertezze, placate dalla guida sapiente di Claudio Cervera che ci tengo a ringraziare per l’aiuto nel montaggio. Fondamentale è stato anche l’aiuto del mio amico Giovanni Paolo Bais che frequenta l’informatico e che si è messo a nostra disposizione con grande spirito di squadra. Comunque siamo tra i primi dieci, ma onestamente non so che risultato otterremo. Posso senz’altro sentirmi fiero per l’impegno profuso dai ragazzi che si sono dimostrati molto interessati. Ringrazio anche la docente Itala Balestriere che mi ha dato piena libertà di scelta sul piano realizzativo. Spero davvero che questa occasione dia la possibilità a tutti i miei coetanei di mettersi in mostra e di urlare ‘il Liceo Ischia c’è’ (Ed è dei ragazzi)».

È bello vedere che ti occupi di cultura, ma la maggior parte dei tuoi coetanei è interessata a queste tematiche o è distratta da altro?

«Sono giovanissimo e spero di poter crescere ancora di più nell’ambito culturale, soprattutto con l’aristotelica arte del meravigliarsi e dell’andare oltre. Per quanto concerne i miei coetanei penso che sia facile criticare questa generazione (me in primis), ma è necessario anche contestualizzare le situazioni. Le generazioni precedenti non sono state, in tutti campi, di grande esempio. Il ragazzo d’oggi, diviso tra musica spazzatura e violenza social(e), deve ritornare ad apprezzare ambiti culturali ed attività che non devono essere necessariamente tediose. Ma come può farlo senza stimoli? Senza eventi? Io credo che la voglia di imparare sia presente anche in questa generazione, seppur con vari limiti, ma noto che non ci sono molti eventi stimolanti. Siamo abbandonati da istituzioni e comuni. Le attività positive non sono tantissime ed escono a fatica, frenate da cavilli burocratici. Inoltre, non vengono adeguatamente pubblicizzate o incanalate verso di noi».

Ricordiamo ai nostri lettori che per sostenere i giovani studenti del Liceo Statale “Ischia” è necessario visualizzare il video e lasciare un “like” allo stesso entro e non oltre l’8 maggio. Il link per la votazione è il seguente: https://youtu.be/sMPuXCAeHfQ. Non saranno ritenuti validi i “like” sulle pagine social o su altre piattaforme virtuali.

Henry Camilo Bermudez

fotoservizio di Ludovica Castaldi e Giovanni Paolo Bais

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