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CRONACA

Rebus scuole a Lacco Ameno, si va verso la quadratura del cerchio

Svoltei due riunioni per fare il punto della situazione con dirigenti, insegnanti e genitori e chiarire i dubbi che accompagnano la ripresa delle lezioni in presenza

Uno dei punti-chiave del programma elettorale della nuova amministrazione di Lacco Ameno è la scuola. Una priorità più volte ribadita, e proprio per chiarire comprese le incognite e gli interrogativi che inevitabilmente accompagnano la ventilata ripresa delle attività scolastiche in presenza, Martedì pomeriggio si sono svolti due incontri al Municipio di Piazza Santa Restituta, nei quali è stato fatto il punto della situazione. Nella prima riunione gli esponenti dell’amministrazione hanno incontrato la dirigenza, gli insegnanti e i rappresentanti del consiglio dell’istituto Vincenzo Mennella, mentre alla seconda hanno partecipato alcuni genitori.

Il sindaco Giacomo Pascale e il consigliere delegato Carmela Monti hanno sinteticamente ripercorso le tappe del cammino di ricostruzione dell’edilizia scolastica lacchese, frenata dalla caduta dell’amministrazione nell’autunno 2019, e ripresa subito dopo l’insediamento della nuova compagine. Le problematiche sul tavolo sono ovviamente connesse agli spazi disponibili e al procedere della realizzazione del piano-scuola. Non è mancata la prevedibile polarizzazione tra le posizioni di alcuni genitori, favorevoli alla ripresa delle lezioni in presenza, e di altri contrari, preoccupati dagli eventuali rischi di contagio.

Il distanziamento fisico necessario ai fini di prevenzione è stato tra i temi più dibattuti: fra le varie ipotesi allo studio, anche quello del noleggio dei cosiddetti “moduli” abitativi per ottenere un provvisorio numero aggiuntivo di aule, tra le tre (quelle necessarie alla scuola primaria) e le cinque (calcolando anche la scuola d’infanzia). Tuttavia vanno studiati i pro e i contro, compresi i costi (da coprire probabilmente con l’aiuto della Città metropolitana), mentre finora non sono emersi immobili adatti a una locazione, perché quelli individuati sono riconducibili a titolari o a società che hanno ancora carichi pendenti nei confronti del Comune, circostanza che impedisce qualsiasi accordo contrattuale. Anche così si spiega la difficoltà di reperire gli adeguati spazi necessari. In ogni caso, pur se non si dovessero trovare locali ulteriori, quello dei doppi turni sarebbe solo un falso problema, in quanto ciascuna classe dovrebbe sostenere soltanto cinque giorni di lezione pomeridiana ogni 45 giorni, dunque una parentesi davvero minima, a fronte di un orario normale per tutto il resto dell’anno scolastico rimanente. Tale precisazione è sembrata anche valere come risposta all’opposizione consiliare, che poche ore prima sui canali social aveva paventato i doppi turni come risultato di una presunta carente gestione del problema.

Altra ipotesi sul tavolo era quella di una coabitazione presso l’edificio del liceo scientifico a Lacco: si proverà la strada di riservare un piano all’istituto Mennella e un altro al Telese, Città Metropolitana permettendo. Intanto, a breve dovrebbe essere predisposto il bando di gara per i lavori al plesso Principe di Piemonte, che costituisce il nucleo principale dell’istituto scolastico lacchese, il quale comprende anche l’edificio in località Fundera. L’amministrazione ha confermato il piano di ampliamento del plesso con l’acquisizione dei terreni circostanti, d’intesa con la Curia.

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