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CRONACA

Rebus scuole, ai sindaci la decisione tra dad e scuole aperte

Sull’isola, al momento, l’ipotesi di chiudere le scuole è lontana. I primi cittadini aspettano, però, i dati ed i criteri della Regione

De Luca vuole chiudere le scuole e si appella ai sindaci ed ai prefetti. La sua proposta, però, non fa breccia sull’isola di Ischia. Nella serata di martedì dalla Regione hanno fatto sapere come «L’Unità di Crisi della Regione Campania, riunita per esaminare l’evoluzione dei contagi in relazione al mondo della scuola, valutato il costante e crescente aumento dei casi registrati in tutte le fasce d’età, invierà a tutti i Prefetti e ai Sindaci il grave quadro epidemiologico regionale registrato, in termini generali, nonché in ambito scolastico, affinché si valuti per ogni singola realtà locale il necessario passaggio alla didattica a distanza fino alla fine del mese di febbraio». Al momento ai sindaci ancora non sono arrivati i dati dei contagi scolastici.

I sindaci dell’isola aspettano i criteri della Regione per decidere

«Ancora una volta la responsabilità è stata passata ai sindaci», commenta Giacomo Pascale sindaco di Lacco Ameno. «Al momento la situazione nel mio Comune ed in generale sull’isola di Ischia è sotto controllo» e lo confermano anche i dati. «Ovviamente – continua il sindaco di Lacco Ameno – quando ci inviano i criteri di valutazione, porremo in essere una valutazione complessiva che ci consenta di decidere serenamente se optare per la chiusura o meno delle scuole». «Prima eravamo costretti ad intervenire – aggiunge la fascia tricolore – sulla scorta di ordinanze nazionali e regionali. Adesso, invece, i sindaci devono decidere autonomamente in base ai dati complessivi e scolastici». «Insomma – chiosa Pascale – un’esperienza in più che significa un’attività ed una responsabilità in più».

I sindaci dell’isola predicano cautela e l’ipotesi di chiusura sembra lontana. I genitori protestano: «La chiusura delle scuole non può continuare a essere la sola misura di contenimento del Covid-19 in Campania» 

L’isola di Ischia, nel suo complesso, ha circa 70casi positivi. Da questi dati bisogna partire per capire quanti sono gli eventuali contagi scolastici tali da far decidere i sindaci per l’eventuale didattica a distanza. «Prima di prendere una decisione bisogna aspettare i criteri stabiliti dalla Regione», così il sindaco di Casamicciola Giovan Battista Castagna commenta la decisione della Regione Campania di demandare ai prefetti ed ai sindaci la possibilità di chiudere le scuole. «Al momento – incalza – non ho gli elementi per poter decidere che cosa fare. C’è in ballo una responsabilità importante e la decisione deve essere ben ponderata». Il sindaco di Casamicciola è anche componente del direttivo dell’Anci Campania che ha nei prossimi giorni si riunirà per decidere una linea comune alla luce, però, dei criteri. «Sono un uomo di scuola – conclude Castagna – e preferisco le scuole aperte alla dad. Qualora, però, dovessero esserci numeri ‘preoccupanti’ tali da indurmi alla chiusura delle scuole, lo faro. La salute prima di tutto». Ipotesi lontana di chiusura delle scuole anche a Ischia. «Al momento non ci sono situazioni tali da indurre il ritorno alla didattica a distanza», fanno sapere da via Iasolino. «Restiamo sempre attenti ad una valutazione quotidiana dei contagi».

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Coordinamento genitori scuole Campania: «La chiusura non può essere unica soluzione per contenere il virus»

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«La chiusura delle scuole non può continuare a essere la sola misura di contenimento del Covid-19 in Campania. Non è possibile che l’unico diritto compresso sia, ancora una volta, quello all’istruzione». Così una nota del Coordinamento scuole aperte della Campania dopo l’esito della riunione di ieri dell’unità di crisi regionale sulla situazione dei contagi in ambito scolastico. In particolare, si è deciso di demandare a sindaci e prefetti la scelta di svolgere le lezioni in Dad oppure in presenza. «Se la situazione sanitaria si fosse davvero tanto aggravata, come l’unità di crisi afferma, allora – prosegue il coordinamento – sarebbe necessario che, assieme alle scuole, chiudessero anche gli uffici, gli esercizi commerciali, le chiese, i bar e i ristoranti. L’andamento dell’epidemia nella nostra regione, però, è tale da farla rimanere ancora in zona gialla».

L’auspicio della rete che si oppone alla didattica a distanza è «che i sindaci incaricati di amministrare le nostre comunità operino con senso di responsabilità ed equilibrio, monitorando con attenzione la situazione nei vari territori e senza assumere provvedimenti sproporzionati o irrazionali, contro i quali, ovviamente, agiremmo con tutti gli strumenti legali disponibili». Il coordinamento, che nelle scorse settimane ha presentato ricorsi al Tar contro la chiusura delle scuole in Campania, ricorda che le decisioni assunte ieri dall’unità di crisi «non hanno conferito poteri ulteriori o speciali ai sindaci».

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