LE OPINIONI

Reciprocamente

Spesso sentiamo dirci “Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”, ma non è semplice applicare sempre questa profonda e trita massima. Questo precetto morale infatti, può essere declinato sia in una accezione negativa “non fare agli altri”, sia in una positiva “comportati con gli altri come vorresti facessero con te”. Tutti noi, tendiamo a passar molto tempo valutando ciò che gli altri ci offrono in cambio dei nostri doni. Trasformando, il più nobile dei principi, la reciprocità, in una moneta di scambio. Vi è mai capitato di voler aiutare qualcuno solo perché interessati al loro benessere? Il vedere l’altro star bene, spesso è ciò che ci spinge ad agire e, almeno inizialmente, potremmo sostenere che non pretendiamo altro, che non vogliamo niente in cambio. Tuttavia, può capitare che in un nostro momento di difficoltà, o di bisogno, l’altro non ricambia l’aiuto ricevuto, e questo ci spingerà a pensare cose del tipo: “Sono solo”, “quando ho bisogno di una mano, nessuno è disposto a darmela”, “Mi sacrifico sempre per tutti, senza ricevere nulla”. In questo modo, iniziamo a pensare che ciò che otteniamo non ha niente a che fare con ciò che diamo.Questo avviene perché in modo più o meno inconsapevole siamo spinti a credere che, “preoccupandoci degli altri, loro si preoccuperanno di noi”, ed è questa credenza errata che ci porterà a soffrire e che causerà la nascita di conflitti nelle nostre relazioni interpersonali.

Ad introdurre il concetto di reciprocità è stato Robert Cialdini, uno psicologo americano che ha condotto numerosi studi sulle tecniche di persuasione. L’assunto di base proposto dal Dottor Cialdini è semplice, ovvero, “se qualcuno fa qualcosa per noi o ci offre un omaggio, naturalmente saremo portati a ripagare il gesto altruista”. Vi è mai capitato di andare al ristorante e ricevere, al momento del conto, un piccolo omaggio (cioccolatino, caramella)? Quando questo capita a me, in modo quasi “automatico” penso “il cameriere è stato molto gentile”, “è un bel gesto”, “devo lasciare la mancia”. Ricevendo questo piccolo omaggio mi sento e, peccando un po’ di presunzione, credo capiti anche a voi, di dover ricambiare la gentilezza ricevuta e questo ci spingerà ad essere più generosi al momento di lasciare la mancia. Cerchiamo di capire meglio il concetto di reciprocità. In antropologia e in sociologia è vista soprattutto come una norma implicita, che influenza i nostri comportamenti, tale norma include tre aspetti fondamentali il dare, il ricevere (l’oggetto deve essere accettato) e il ricambiare. L’ipotesi formulata negli anni, individua una funzione filogenetica nella reciprocità in quanto ha consentito l’evoluzione e la sopravvivenza dell’uomo primitivo, rinforzando inoltre la coesione sociale, infatti coloro che reciprocavano erano in grado di creare una rete di scambi di risorse (cibo, utensili) sopravvivendo anche in situazioni di disagio. La norma di reciprocità è  universale, poiché è un tratto comune a tutte le culture.

I romani dicevano “Do ut des”, ovvero “io do affinché tu dia”, questa frase racchiude ogni teoria, pensiero, filosofia, alla base della reciprocità. Infatti già dai tempi antichissimi le persone, erano spinte a desiderare di ricambiare, quando ricevono qualcosa in regalo. Le convenzioni sociali e l’educazione ricevuta ci spingono a sentirci ingrati, maleducati e persino “scrocconi” quando una persona ci dona qualcosa e noi non diamo nulla in cambio.  Spesso è il nostro senso di colpa che ci induce a donare qualcosa all’altro o a restituire in qualche modo il favore per riportare la situazione in parità e non essere più in debito.  Ci sono, nella vostra quotidianità, momenti in cui sperimentate, o vi sentite in dovere di attuare il principio alla base della reciprocità? Siete al supermercato e accettate un prodotto in assaggio, non vi capita mai di sentirvi in dovere di comprarlo? (a me a volte si). Oppure quando, prima di uscire da un’erboristeria, la commessa vi regala qualche campioncino in voi non aumenta la “spinta” a tornare in seguito per fare altri acquisti? Questo vale anche, molto banalmente, quando riceviamo un regalo di Natale da qualcuno, ma noi non abbiamo comprato niente per l’altra persona e scatta il sentirsi a disagio. Capirai bene come il principio della reciprocità possa essere un grande alleato per il marketing.  Offrendo qualcosa all’acquirente, o al possibile acquirente, le possibilità che questi porti a termine il processo d’acquisto aumenteranno.

Seneca diceva “Ingrato è colui che nega il beneficio ricevuto; ingrato è chi lo nasconde, più ingrato ancora è chi non lo restituisce, e il più ingrato di tutti è colui che si dimentica di esso”. Tutti dobbiamo darci il permesso di ricevere ciò che gli altri vogliono darci e di godercelo. La reciprocità è un atto di libertà. Ogni persona ha il diritto di decidere che cosa vuole dare, quando e come. È importante capire che, essendo liberi, “nessuno deve niente a nessuno”, non siamo obbligati a restituire ciò che ci viene dato, e questo vale anche per gli altri. Capendo questo smetteremo di sentirci obbligati a restituire qualcosa o di sentirci in debito con gli altri quando ci fanno un favore.

“Liberamente” è curata da Ilaria Castagna, psicologa, laureata presso l’Università degli Studi de L’Aquila, specializzanda presso la Scuola di Psicoterapia Cognitiva Comportamentale di Caserta A.T. Beck

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