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Redditi on line, De Siano ha dichiarato 103mila euro, la Di Scala si “astiene”

Nella dichiarazione del senatore di Lacco Ameno è indicata anche la proprietà di un fabbricato e di una Fiat Panda

Ha dichiarato un imponibile di 103.311 euro. Si tratta del senatore di Lacco Ameno Domenico De Siano. Nei giorni scorsi i siti internet della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, secondo la normativa vigente, hanno pubblicato le dichiarazioni dei redditi. Il coordinatore regionale della Campania di Forza Italia ha anche dichiarato di avere un fabbricato in comproprietà in successione ed una Fiat Panda immatricolata nel 2010. Il reddito del 2019, relativo al periodo d’imposta 2018, è pressoché invariato rispetto all’anno precedente. Nel 2018, infatti, con periodo d’imposta relativo al 2017, il senatore ha dichiarato 99.699 euro. È inadempiente, invece, la consigliera regionale di Forza Italia Maria Grazia di Scala che, come gli altri consiglieri ed assessori della Campania, avrebbe dovuto consegnare le dichiarazioni dei redditi a novembre scorso in base alle regole sulla trasparenza. Ma finora non tutti i consiglieri regionali e i componenti della giunta di Vincenzo De Luca hanno adempiuto alla disposizione. “Le sanzioni sono inesistenti — hanno detto dall’ufficio della Amministrazione trasparente —, perché l’attenzione è concentrata soprattutto sul primo anno di incarico, per via delle eventuali incompatibilità da presentare”. Oltre la consigliera regionale di Lacco Ameno, infatti, anche la presidente del consiglio Regionale della Campania Rosetta D’Amelio, nonché Enzo Alaia, Luigi Bosco, Michele Cammarano, il capogruppo pd Mario Casillo, Maria Antoniella Ciaramella, Luigi Cirillo, Gianluca Daniele,il generale Carmine De Pascale, Maria Grazia Di Scala, Carmela Fióla, Alberico Gambino, Massimo Grimaldi, Carlo lannace, Alfonso Longobardi, Antonio Marciano, Nicola Marrazzo, Erasmo Mortaruolo (ha presentato solo 1800 euro di reddito di una società agricola), Luciano Passariello, Maurizio Petracca, il presidente della commissione Bilancio Franco Picarone, Alfonso Piscitelli (appena passato al centrodestra), l’altro 5 stelle Gennaro Saiello, l’ex assessore Pasquale Sommese, e i casertani Giovanni Zannini e Gianpiero Zinzi.

Ha fatto scalpore la dichiarazione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha dichiarato 1.155.229 euro come reddito imponibile del 2018. Il 2018 è stato un anno d’oro per quanto riguarda il reddito del premier, che si è triplicato rispetto al 2017, quando l’imponibile fu di 370.314 euro. Il Presidente del Consiglio dichiara anche la proprietà di un immobile a Roma e di un’auto, una Jaguar XJS del 1996. L’incremento dell’imponibile è dovuto al fatto che quando Giuseppe Conte è diventato presidente del Consiglio ha dovuto chiudere tutti gli incarichi pendenti emettendo le relative fatture, e quindi ha fatturato in un solo anno importi che altrimenti sarebbero stati diluiti nel corso del tempo. Matteo Salvini ha invece dichiarato 70.173 euro mentre Matteo Renzi 796.281 euro. Dall’analisi delle singole schede dei parlamentari presenti sul sito del Senato, si evince che il ministro Luigi Di Maio non ha presentato la documentazione: la sua situazione reddituale, infatti, è ferma ai dati relativi al 2017. Stesso discorso anche Lorenzo Fioramonti (M5s).  

Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, ha dichiarato nel 2019 un reddito imponibile di 115.290 euro. L’ex ministro della P.A. Giulia Bongiorno ha dichiarato nel 2019 un reddito imponibile di 2.403.772 milioni di euro. Si tratta dei redditi percepiti nel 2018 e presentati il 19 dicembre 2019. Rispetto all’anno precedente, il reddito dichiarato è in calo, visto che per il 2017 la senatrice della Lega aveva presentato un imponibile di circa 2,8 milioni di euro.  

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha dichiarato invece un imponibile di 48.022.126 milioni di euro. Una cifra che, rispetto all’anno precedente, risulta sostanzialmente invariata.  

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